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martedì, Settembre 21, 2021

Ecomafie: una miniera d’oro per i trafficanti di rifiuti

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Ecomafie e disastro ambientale: l’impegno dell’ONA

In Italia il virus delle ecomafie è una delle cause del disastro ambientale in cui verte il Paese.

Per questi motivi l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto continua a battersi con impegno per la legalità e la giustizia.

Un business milionario che dura da decenni, che le ecomafie hanno incrementato con lo smaltimento illecito dei rifiuti.

Attività illegali di organizzazioni criminali di stampo mafioso, che arrecano gravi disastri ambientali.

La lotta alle ecomafie

La Legge sugli eco-reati (68/2015) è solo il primo passo di un nuovo progetto normativo che pone l’ambiente al centro dell’attenzione del governo. Le norme, però, non sono la panacea che può risolvere questi problemi: è necessaria una nuova cultura.

Una nuova cultura delle legalità, del rispetto dell’ambiente, che formi e informi le nuove generazioni. Occorre credere nei giovani, formarli, istruirli e avviarli anche a nuove professioni green. Solo così sarà possibile sconfiggere i trafficanti di rifiuti, veleni e le cause di tante patologie e decessi.

I crimini ambientali

In Italia la maggior parte di questi rifiuti vengono segue le cosiddette “rotta adriatica” e “rotta tirrenica”; dal nord verso Puglia, Campania, Calabria ma soprattutto verso la Sardegna. Dove sono sotterrati in cave abusive. 

Il problema risulta essere di portata ancora più evidente e devastante se si considera che l’Italia stessa è anche crocevia di traffici internazionali di rifiuti. Destinati, poi, a Nigeria, Mozambico, Somalia.

In Italia i reati ambientali sono in media quattro ogni ora

I reati commessi riguardano contestualmente tre diversi aspetti: produzione, trasporto e smaltimento.

Infatti, il produttore stesso, in molte occasioni formula dichiarazioni false, a seconda della tipologia e della qualità di rifiuti da smaltire: speciali, pericolosi, radioattivi etc..

In molti altri casi c’è la manomissione dei documenti che classificano la merce. Spesso, semplicemente il rifiuto scompare.

Le truffe, invece, riguardano lo smaltimento dei rifiuti negli impianti di trasformazione e trattamenti inadeguati e l’abbandono in discariche abusive.

Coinvolte in questi “affari sporchi” sono imprese private, amministratori locali e organi di controllo corrotti.

Ecomafie e business del rifiuto

Dietro la commissione di tali reati ambientali un business da capogiro

Solo nel 2019 la stima ammonta a circa 19,9 miliardi di euro, mentre dal 1995 a oggi ha raggiunto la quota di 419,2 miliardi.

Una recente sentenza della Corte di cassazione del 19 gennaio 2021 ha confermato la condanna a 18 anni di carcere, per associazione mafiosa e avvelenamento di acque, a un imprenditore dello smaltimento dei rifiuti.

C.C. è stato ritenuto tra gli ideatori del sistema delle ecomafie e dello smaltimento illecito di rifiuti e riconosciuto responsabile del disastro ambientale della discarica RESIT di Giuliano in Campania. Oggi la discarica è chiusa e messa in sicurezza.

“Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore” – Sergio Bambarén

EcoX: incendio, ecomafie e disastro ambientale

Tra le vicende italiane correlate ai grandi disastri ambientali troviamo sicuramente anche quella della Eco-X. Quando ci fu il terribile incendio dello stabilimento nei pressi di Pomezia, fu l’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, a lanciare l’allarme sull’aero-dispersione di diossine e polveri di amianto.

A distanza di tempo, il giudice Giuseppe Baccarato ha emesso la condanna nei confronti dell’imputato, sia persona fisica sia persona giuridica, ritenendolo responsabile dei seguenti reati:

  • Artt. 423 e 449 c.p.: incendio colposo;
  • Artt. 452 bis e 452 quinquies c.p.: inquinamento ambientale colposo;
  • Art 437, co. 2, c.p.: omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro;
  • Art. 256 d. lgs. n. 152/2006: attività di gestione di rifiuti non autorizzata;

omissione di norme sul Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (d. lgs. n. 81/2008).

“Giustizia è fatta”, ha dichiarato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto APS. L’associazione lanciò l’allarme amianto e presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri. Questa, poi, ha rappresentato l’accusa e ottenuto la condanna dell’imputato.

I danni dell’amianto alla salute e all’ambiente

Il disastro ambientale passa anche per l’amianto o asbesto, un insieme di minerali di consistenza fibrosa e cancerogeni. 

Questo, continua a provocare la morte di decine di migliaia di esseri umani solo in Italia e centinaia di migliaia nel mondo.

L’assistenza dell’ONA e le segnalazioni online

L’ONA oltre a istituire uno sportello telematico per le vittime amianto e di altri cancerogeni, ha presentato anche un’APP per dare la possibilità a tutti i cittadini di effettuare segnalazioni della presenza di amianto.

L’APP è disponibile al seguente link in maniera del tutto gratuita.

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