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mercoledì, Febbraio 21, 2024

Droni mappano l’amianto presente a San Donato milanese

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Per accelerare la bonifica dell’amianto nel territorio corre in aiuto la tecnologia. E ciò che accade nel comune di San Donato milanese, dove due droni hanno sorvolato i cieli in cerca di coperture in eternit.

L’uso di droni per scoprire l’amianto e il potenziale solare

Mercoledì 2 e giovedì 3 agosto sono state effettuate una serie di ricognizioni con due droni professionali, ultraleggeri e telecomandati. L’operazione è ad opera della ditta AeroDron, azienda specializzata in mappature territoriali aeronautiche.

L’iniziativa, varata dal Comune, ha l’obiettivo di mappare nel dettaglio l’area. L’obiettivo è censire tutti gli edifici contenenti amianto, così da definire un piano di bonifica e un elenco completo delle zone contaminate.

Inoltre, un altro aspetto importante dell’operazione riguarda il potenziale solare della città. Si vuole infatti valutare dove installare, in futuro, impianti fotovoltaici per la produzione di energia green.

«Le indagini aeree programmate rappresentano un perfetto esempio di come le nuove tecnologie costituiscano uno strumento fondamentale per la cura del territorio– dichiara il sindaco Francesco Squeri –. Grazie a un piccolo investimento, il Comune potrà avere tutti i dati necessari per mettere in atto gli interventi di tutela ambientale previsti dalla legge. Si potranno pianificare così politiche energetiche sostenibili dal punto di vista ecologico ed economico, in una fase storica in cui i problemi legati all’approvvigionamento e ai costi dell’energia si stanno imponendo all’attenzione di tutti i cittadini».

Si precisa poi che i voli e le mappature, autorizzati da ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e dalla Prefettura di Milano, sono svolti nell’assoluto rispetto della normativa sulla privacy.

Ancora diffuso l’amianto nel nostro Paese

Secondo gli ultimi dati disponibili risulta che nella regione Lombardia sono stati bonificati dall’amianto ben 22.075 edifici, sia pubblici sia privati. Tuttavia sono ancora più di 100mila le aree ancora da mettere in sicurezza.

Una situazione analoga colpisce anche altri territori italiani. A denunciare questo problema, a più di trent’anni dalla messa al bando del pericoloso cancerogeno, è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022”.

Accelerare le bonifiche dei siti contaminati è fondamentale per eliminare del tutto i rischi per la salute dei cittadini (prevenzione primaria). Infatti l’esposizione alla fibra killer può causare infiammazioni e gravi patologie asbesto correlate, come il mesotelioma.

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