Dopo anni di guerra all’amianto quante cose sono cambiate?

Stephan Schmidheiny Stephan Schmidheiny

Dieci anni fa a Torino, si svolgeva la Seconda Conferenza Nazionale sull’Amianto dal titolo “Amianto e Giustizia” (clicca sul link per saperne di più della conferenza).

Durante l’incontro i relatori hanno approfondito alcuni aspetti legati alla pericolosità delle fibre di amianto e le conseguenze mortali legate al suo impiego. Inoltre, sì è parlato del più grande processo svolto in Italia per malattie professionali causate dall’amianto: quello della multinazionale Eternit.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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Amianto e Giustizia: la II conferenza Nazionale sull’amianto

A tal proposito interveniva al convegno Sergio Bonetto, avvocato di parte civile del processo: «Siamo a Torino dove è iniziato il procedimento penale contro i responsabili della multinazionale ETERNIT, il Giudice per le Indagini Preliminari li ha rinviati a giudizio.
Quasi un migliaio le parti offese, qualche decina le parti civili (istituzioni, sindacati, associazioni). Il PM Raffaele Guariniello ha certificato la morte e/o la malattia da amianto di quasi 3 mila persone fra lavoratori e cittadini esposti. Un lavoro grandissimo durato cinque anni. Ma le responsabilità della multinazionale ETERNIT
– continuava Bonetto – sono assolutamente più ampie. Il processo riguarda coloro per cui il rinvio a giudizio è stato fatto, ma le responsabilità delle società multinazionali che fanno capo alla ETERNIT sono storicamente, moralmente, civilmente molto, molto più ampie. La nocività dell’amianto è nota dalla fine del 1800. Non avrebbe dovuto essere impiegato».

A maggio 2019 il tribunale di Torino ha condannato a quattro anni di reclusione l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny in uno dei diversi filoni del processo Eternit bis.
A giugno di quest’anno la Seconda Corte di Assise di Napoli ha respinto la richiesta di proscioglimento avanzata dall’avvocato Astolfo Di Amato, difensore di Stephan Schmidheiny imputato a Napoli per l’omicidio volontario di otto persone.

Uno dei punti di rilevante importanza del convegno riguardava proprio la responsabilità delle morti. Coloro che sapevano quanto fosse nocivo l’amianto ne hanno approfittato speculando a danno dei lavoratori e portando alla morte migliaia di persone.
Il Governo, con il Decreto Sicurezza, ha concesso agevolazioni fiscali alle banche, alla finanza, alleggerendo le sanzioni previste dei datori di lavoro. Questi (amministratori, imprenditori ecc..) invece di intervenire a tutela degli impiegati, hanno chiuso gli occhi davanti a migliaia di morti in nome del profitto

Nel corso del suo intervento, durante la conferenza del 2009 l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha detto a proposito dei danni da amianto e delle responsabilità dei datori di lavoro e dello Stato che «Una volta inalate le fibre il danno già c’è, perché arrecano lesioni cellulari, deprimono le difese immunitarie dell’organismo e favoriscono i processi cancerogeni.

C’è, inoltre, la preoccupazione di poter contrarre una patologia che può portare alla morte. Poi c’è il dispendio di tempo e di energie per le sorveglianze sanitarie.

Il beneficio contributivo-continuava Bonanni- è un risarcimento del rischio ma il rischio non è qualcosa di astratto, il rischio è anche una media di sette anni in meno di vita.
Debbo segnalare circa  2 mila carcinomi legati all’amianto, un migliaio di mesoteliomi, 3 mila morti di amianto in Italia.

Se un datore di lavoro faceva lavorare migliaia di lavoratori senza protezione sapendo che molti di loro avrebbero contratto patologie asbesto correlate allora non dobbiamo parlare di “omicidio colposo” ma di “omicidio doloso”.

L’amianto accelera i processi cancerogeni e diminuisce i processi di latenza, quindi, non parliamo solo di colpa ma di dolo eventuale».

«In Italia – Sosteneva Bonanni già dieci anni fa- abbiamo avuto uno Stato colluso e compiacente. Noi riteniamo, come associazione delle vittime, che vada fatta piena luce sulle compiacenze, sulle collusioni, sulle collaborazioni e su chi ha permesso quella che è una vera e propria strage.

Le iniziative -afferma il presidente ONA- sono da me elencate: i ricorsi alla Corte Europea per i diritti dell’uomo a Strasburgo, per denunciare la conclamata violazione dello Stato degli articoli 2 e 8 della Costituzione europea.

Le associazioni delle vittime dei lavoratori e delle vittime dell’amianto svolgono un ruolo insostituibile. Sono gli stessi lavoratori, i cittadini che devono mobilitarsi per far valere i loro diritti e rendere efficaci quello norme, non solo italiane, ma internazionali.

Abbiamo portato per la prima volta alla Commissione Europea e al Parlamento europeo questa situazione di illegalità.

I pensionati ante ‘ 92 non hanno ricevuto alcun risarcimento; enti previdenziali che non applicano le loro stesse leggi, processi che durano anche dieci anni. Questo è inammissibile per uno Stato di diritto e questo denunceremo con forza, determinazione e senza paura».

Una strage che necessita di essere fermata

Parole forti, tutt’ora a distanza di dieci anni. Anche se sono state bonificate molte zone, sono tantissime le persone che continuano ad ammalarsi a causa dell’amianto. I lavoratori non sono tutelati e le vittime spesso non sono risarcite.

È necessario che si intervenga con la bonifica perché sono troppe le persone che hanno contratto malattie asbesto correlate e ci saranno ancora morti se questa strage non sarà fermata.

La conferenza è stata promossa da AIEA CONTRAMIANTO e altri rischi onlus – Lega Ambiente – Associazione delle vittime di Casale Monferrato – AEA-FVG – Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio Sesto San Giovanni – Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio di Tezze sul Brenta e di Bassano del Grappa – Medicina Democratica nazionale – AVANI – Fondazione Bepi Ferro – ISDE AEA Monfalcone Comitato Permanente ex esposti Amianto e Ambiente – Associazione Esposti Amianto Oltrepò Comitato Amianto e Geotermia Larderello FEDERAZIONE INTESA – CISL FIM CISL CUB- Slai COBAS CGIL FISMIC FIOM CGIL.

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