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martedì, Agosto 9, 2022

Discariche amianto, eternit frantumato nel Parco del Cilento

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Discariche amianto sparse sul territorio della Penisola. Forze dell’ordine e cittadini le scoprono in più punti.

La cronaca di questi giorni ha messo in evidenza due casi. Uno in provincia di Foggia, l’altro addirittura all’interno del Parco nazionale del Cilento, nel comune di Camerota.

Discariche amianto, i rischi dell’eternit

L’eternit, amianto misto a cemento, utilizzato in edilizia fino al 1992, quando è stato messo al bando con la Legge 257/1992, è altamente cancerogeno. Come si può leggere anche l’ultima monografia IARC causa infiammazioni e tumori. Quello più tristemente famoso è il mesotelioma, ma ce ne sono tanti altri provocati dalla fibra killer. Causa poi tutta una serie di patologie asbesto correlate, per le quali sono riconosciuti i benefici amianto perché è stato accertato il nesso causale con l’esposizione con questo materiale.

Per questo è necessario che sia bonificato nei siti in cui è ancora presente. Non tutti i Comuni hanno elaborato una mappatura e questo rende le bonifiche più difficili.

Discariche amianto, danno per l’ambiente e la salute

Quando però l’eternit viene eliminato da vecchi edifici va smaltito in modo corretto, per evitare che le polveri si disperdano nell’aria e possano essere inalate, sia dagli operai che se ne occupano, sia dagli stessi residenti della zona.

Ci sono tre modi per eliminare l’amianto e i suoi rischi come da anni spiega l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. Sono incapsulamento, confinamento e rimozione con smaltimento.

L’incapsulamento consiste nel getto di liquido aggrappante, e altre sostanze, grazie alle quali si evita il rilascio di fibre. L’usura causata dal tempo determina, infatti, il deterioramento dell’eternit e il rilascio di fibre killer. Solitamente questa tecnica di bonifica è raccomandata nel caso in cui l’amianto è compatto.

Il confinamento consiste nell’isolare l’intero ambiente in cui si trova l’amianto. Si installa in questo caso una barriera a tenuta, o sovracopertura.

L’ONA consiglia la bonifica risolutiva, che è quella dello smaltimento. Consiste nel rimuovere i materiali di amianto, così da mettere fine, per sempre, a qualsiasi tipo di rischio.

Purtroppo è quella che ha i costi maggiori ed è ostacolata dalla burocrazia. Adempimenti tecnici anche per limitate superfici di amianto e assenza di discariche sono ostacoli che si incontrano in diversi territori in Italia.

Discariche amianto, il caso in provincia di Foggia

La Guardia di Finanza, a Serracapriola, tra Termoli e Sansevero, ha sequestrato due fabbricati rurali e l’area agricola adiacente. Ignoti hanno utilizzato quei terreni per accantonare rifiuti speciali pericolosi contenenti amianto.

A Camerota, invece, un attivista ambientale ha denunciato la presenza dell’eternit. Paolo Abbate ha scritto una lettera al sindaco spiegando che sulla Mingardina, in area protetta, è presente ormai da tempo una discarica a cielo aperto con presenza di cemento amianto frantumato.

“I rifiuti abbandonati – scrive Abbate – nella stradina che conduce al fiume Mingardo, sono di varia tipologia e aumentano sempre più per mancata sorveglianza e manutenzione di una zona Sic, che dovrebbe per norma essere mantenuta libera da presenza inquinante, sia per la salute dell’ambiente che dei cittadini”.

Amianto, l’ONA chiede mappature e bonifiche

L’Osservatorio Nazionale Amianto oltre a garantire assistenza legale per le vittime dell’asbesto, si batte da anni per liberare il Paese dalle fibre killer.

L’avvocato Bonanni, quale presidente dell’ONA, porta il tema amianto su più livelli, all’interno delle istituzioni, ma anche in luoghi meno canonici dove però è possibile far giungere il messaggio ad un gran numero di persone. Soltanto pochi giorni fa, il 2 febbraio 2022, ha partecipato come ospite a Casa Sanremo. Anche qui ha spiegato l’importanza della mappatura dei siti contaminati e la necessità che la politica metta a disposizione fondi per un intervento mirato.

Il presidente dell’ONA ha anche pubblicato diversi testi in cui sono raccolti i dati legati al fenomeno. L’ultimo è “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – edizione 2022“. I cittadini possono invece trovare i dati sui casi di mesotelioma sul VII Rapporto ReNaM dell’INAIL.

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