Discarica a Ferrera (PV), il grido di battaglia dell’ONA. Continueremo a chiedere l’intervento della Magistratura

La Regione Lombardia, per bocca dell’Assessore Terzi, ha sostenuto che l’istruttoria tecnica Via (Valutazione di impatto ambientale) e Aia (Autorizzazione integrata ambientale) siano sufficienti per poter far realizzare la discarica di amianto di Ferrera Erbognone, sorvolando sulla necessità di dover rispettare il principio di precauzione anche alla luce dei numerosi incidenti sull’impianto ENI, con cui confinerebbe la discarica.

«Le giustificazioni dell’Assessore On.le Terzi vanno contro i principi di diritto comunitario, oltre che al buon senso che imporrebbe di evitare di realizzare una discarica di amianto nelle vicinanze di una installazione industriale ad alto rischio di incidente rilevante nella quale peraltro si sono recentemente verificati diversi incidenti, fortunatamente senza conseguenze per la salute dei lavoratori, non certo per l’ambiente e per la serenità degli abitanti delle città del comprensorio» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Assessore Terzi sostiene che siamo di fronte soltanto a delle “chiacchiere e bassa polemica politica”. Non la pensa così l’Osservatorio Nazionale Amianto, che replica per bocca del coordinamento nazionale che, attraverso una nota della Sig.ra Antonella Franchi, torna a ribadire la necessità di evitare di realizzare una discarica di 700mila tonnellate di cemento amianto, con il rischio di creare danni all’ambiente e di pregiudicare la salute dopo che, come Osservatorio, attraverso il coordinamento regionale Lombardia di ONA e in particolare del Sig. Davide Fabretti, è stato riscontrato un aumento di incidenza delle patologie asbesto correlate per effetto dell’utilizzo massiccio di amianto presso l’impianto ENI di Sannazzaro De Burgondi, con la diagnosi di numerosi casi di mesotelioma che peraltro l’INAIL ha riconosciuto di origine professionale.

L’Osservatorio Nazionale Amianto solleciterà la Procura della Repubblica di Pavia a definire le indagini pendenti in relazione alla morte sospetta di alcuni lavoratori esposti ad amianto nello stabilimento ENI di Sannazzaro De Burgondi, rispetto ai quali il coordinamento nazionale ONA esprime la necessità che la Magistratura addivenga a uno scrutinio delle istanze di giustizia dei famigliari delle vittime.

Questa non è soltanto la battaglia dell’Osservatorio Nazionale Amianto, bensì il grido di dolore di intere popolazioni che sono accorse numerose alla conferenza ONA “Il cuore di amianto della Lomellina che si è svolta lo scorso 14.01.2017 presso Sannazzaro De Burgondi e alla quale hanno partecipato più di 1.000 persone, più di 500 delle quali presso il teatro, e dopo che lo scorso 01.12.2016 c’era stato l’incidente presso la centrale ENI di Sannazzaro.

Quella che sembrava essere un’apertura politica della Regione Lombardia è apparsa invece “finta” perché poi è arrivata questa nuova conferma, che a questo punto rende percorribile soltanto la via giudiziaria e in particolare quella di due ricorsi al TAR di cui si attende ancora l’esito.

Per tali motivi, come Osservatorio Nazionale Amianto continuiamo ad insistere sul piano giuridico e della sensibilizzazione sperando che su questo ultimo fronte ci siano ancora dei margini per evitare di gravare il territorio di un impianto che, posizionato in un contesto non già compromesso come questo, avrebbe tutt’altro impatto, mentre collocato a Ferrera rischia di rappresentare una condanna per interi territori.

Esprimiamo quindi fiducia nella Magistratura e in ultima istanza anche nel Governo nazionale affinché vengano assunti numerosi provvedimenti interdittivi nel rispetto del principio di precauzione.

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