Diritto alla pensione per i lavoratori affetti da patologie asbesto correlate riconosciute dall’Inail. Emendamento approvato

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Mandare in pensione tutti i lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate, la cui orgine professionale è stata riconosciuta dall’Inail: era ed è una delle più pressanti richieste che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha formulato nell’interesse dei lavoratori malati di patologie asbesto correlate contemplate nelle tabelle: parliamo del mesotelioma, del tumore polmonare e dell’asbestosi. Ovvero, patologie mortali per le quali, in alcuni casi, per pastoie burocratiche si moltiplicano i disagi per le vittime e per le famiglie.

L’Onorevole Antonio Boccuzzi si è fatto portatore delle istanze dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus, e presentandlo l’emendamento n. 4127-bis./XI/28. 02 che recita testualmente: “Tutti i lavoratori affetti da mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2), mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (j61), riconosciute dall’INAIL di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, hanno diritto ad essere collocati in pensione secondo le disposizioni di cui alla L. 222/84, in assenza di qualsiasi limite, di grado di inabilità e di anzianità anagrafica e contributiva, e con effetto immediato, e con quantificazione degli importi della prestazione, nella misura dell’80% della media delle retribuzioni percepite per attività di lavoro, con rivalutazione in base agli indici ISTAT”.

In caso di approvazione della misura legislativa, tutti i lavoratori che ottenessero dall’INAIL il riconoscimento della patologia asbesto correlata potrebbero accedere al prepensionamento a prescindere dal grado di inabilità e quindi anche laddove operazioni chirurgiche e chemioterapia dovessero in qualche modo portare, anche momentaneamente, alla regressione della patologia, evidentemente potrebbero accedere alla prestazione pensionistica, senza correre il rischio di eventuali successive revoche, ovvero quello di dover continuare a lavorare pur con gravi patologie.
Questa misura legislativa si giustifica soprattutto alla luce della riforma Fornero, che ha elevato l’età pensionabile fino a far sfiorare i 70 anni. È evidente che non sempre patologie come il mesotelioma, il tumore polmonare e l’asbestosi danno immediatamente un grado invalidante tale da dar diritto alla pensione INPS, anche se magari accompagnate da periodi di malattia.
Proprio per evitare ogni ambiguità, nel caso di sussistenza di queste gravi malattie, tutte purtroppo ad esito mortale tranne che in rari casi, è giusto che questi lavoratori siano messi in pensione di inabilità.”

“Ringraziamo l’onorevole Boccuzzi e ci auguriamo che il parere favorevole della Commissione Lavoro venga accompagnato dalla definitiva approvazione del Parlamento», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto.

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