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giovedì, Maggio 23, 2024

Diagnosi mesotelioma, nuovo studio dell’università di Pisa

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Nuovo approccio per la diagnosi del mesotelioma pleurico. Il gruppo di ricercatori guidato da Gabriella Fontanini, professore ordinario di Anatomia patologica all’Università di Pisa, presenterà lo studio alla sedicesima conferenza mondiale dell’International Mesothelioma Interest Group (Imig), a Lille-Francia, che si terrà dal 26 al 28 giugno.

Diagnosi mesotelioma, più rapide e meno invasive

La responsabile in Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) del Programma interdipartimentale di patologia pleuro-polmonare e del Centro clinico toracico ha guidato un team che ha condotto una ricerca che aiuterà a diagnosticare, in tempi più rapidi e meno invasivi, la patologia legata all’esposizione all’amianto.

Gli scienziati hanno definito un nuovo pannello di espressione genica e un sistema di classificazione molecolare. Questo è in grado di discriminare i mesoteliomi dalle lesioni pleuriche benigne. Questo è possibile sia su tessuto che su liquido pleurico, in modo più preciso rispetto ai marcatori convenzionali. Il nuovo pannello è efficace nella diagnosi citologica su liquido pleurico non solo del mesotelioma pleurico epiteliomorfo (più frequente) ma anche del bifasico (meno frequente e di più difficile gestione).

Lo studio sarà presentato dalla dottoressa Rossella Bruno nella sessione dedicata alla diagnosi patologica del mesotelioma pleurico. All’incontro interverranno i massimi esperti mondiali del settore diagnostico.

Diagnosi mesotelioma, diversi riconoscimenti internazionali

Il gruppo guidato da Fontanini e composto dai dottori Greta Alì, Rossella Bruno e Anello Marcello Poma, è riconosciuto da anni a livello mondiale. Hanno, infatti, partecipato con comunicazioni orali a tutte le ultime conferenze mondiali dell’Imig (International Mesothelioma Interest Group). Imig2016 – Birmingham, Regno Unito; IMIG2018 – Ottawa, Canada; IMIG2020/2021 – Brisbane, Australia.

Il progetto ha già ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Uno Young Investigator Award, conferito nel corso della conferenza mondiale Imig 2016. E due grants conferiti rispettivamente da Nanostring Technology e dalla Kazan McClain Partners’ Foundation.

Un progetto e tante collaborazioni

Importanti sono state le collaborazione con altri professionisti dell’Aoup. Tra cui la professoressa Franca Melfi, il professore Marco Lucchi, il dottor Alessandro Ribechini e il dottor Antonio Chella. Così come quelle di altri gruppi italiani: dell’Unità Mesotelioma dell’Ospedale di Alessandria, per esempio, guidato dalla dottoressa Federica Grosso. E quello del professore Renato Franco dell’Unità operativa di Anatomia patologica del dipartimento di salute mentale e fisica e medicina preventiva dell’Università della Campania, Luigi Vanvitelli.

Il mesotelioma è una patologia causata quasi esclusivamente dall’amianto. E’ considerata, infatti, una malattia sentinella. Dove le persone si ammalano, allora c’è presenza di asbesto. Purtroppo la sopravvivenza delle persone colpite è bassa e ancora non c’è una cura.

L’amianto, cos’è e perchè è pericoloso

La ricerca sta, però, compiendo passi avanti nelle terapie e adesso anche nelle diagnosi precoci, che consentono ovviamente di gestire la malattia in modo più adeguato e con maggiori risultati. L’amianto, però, come denuncia da sempre l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, non causa soltanto il mesotelioma. Sono diverse le patologie asbesto correlate, come il tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. Come pure l’asbestosi e le placche pleuriche.

L’Ona assiste da anni le vittime dell’amianto e le loro famiglie. Persone che spesso si sentono abbandonate al loro destino, senza neanche la possibilità di far valere i propri diritti, se non dopo lunghi ed estenuanti procedimenti giudiziari. L’avvocato Bonanni ha studiato il fenomeno amianto in Italia e raccolto le sue conclusioni ne: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Un testo che può essere utile a capire dove è partita questa strage silenziosa e come fermarla. L’Ona insiste, infatti, per le bonifiche e ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati.

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