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lunedì, Luglio 15, 2024

Depressione, una molecola potrebbe fermarla

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La rivista Science ha pubblicato uno studio che potrebbe in futuro aiutare i pazienti che soffrono di depressione. Una comune molecola potrebbe fermare questa malattia che colpisce sempre più persone e con cui tanti hanno dovuto fare i conti in questi anni, anche a causa della pandemia.

Glicina, la molecola che potrebbe aiutare pazienti depressi

La molecola si chiama glicina e, secondo questo studio, bloccherebbe nel cervello un recettore responsabile di un segnale di “rallentamento”, che contribuisce anche all’ansia e ad altri disturbi dell’umore in un certo tipo di persone. I ricercatori ne sono convinti e spiegano quanto lo studio sia importante, perché ci sono pochi farmaci contro la depressione che spesso agiscono soltanto dopo settimane, a volte invece non riescono comunque a risolvere questo problema.

Già isolato interruttore molecolare che provoca depressione

Gli scienziati, guidati da Kirill Martemyanov, avevano già isolato, in passato, un interruttore molecolare: il recettore GPR158. Questo induce sintomi depressivi in condizioni di stress prolungato. Ora i ricercatori dell’Università della Florida, hanno scoperto che la glicina è una ”chiave” di questo recettore.

La glicina è il più piccolo e semplice di tutti gli amminoacidi implicati nella sintesi delle proteine. Prodotta naturalmente dall’organismo, è indispensabile per il buon funzionamento del cervello, per la crescita dei muscoli, per la resistenza dei tessuti connettivi e per la qualità della bile. È impiegata anche per la sintesi del glutatione (disintossicante del corpo), dell’emoglobina (trasportatrice di ossigeno) e della creatina (fonte di energia per la contrazione muscolare intensa).

“Abbiamo un disperato bisogno di nuovi trattamenti”

“Abbiamo un disperato bisogno – ha detto Kirill Martemyanov – di nuovi trattamenti per la depressione”.

A causa della pandemia ad essere più colpiti dalla depressione, ansia e stress sono stati il personale medico, le donne e i minori. Quasi la metà di questi ultimi (il 46%), hanno avuto istinti suicidi, di autolesionismo e ritiro sociale. Ma non ci sono solo i depressi per il lockdown. Oggi più del 31% di italiani soffre di depressione, il 32% di ansia e ben il 41% di distress, ovvero stress molto accentuato. La depressione è tra i disturbi psichiatrici più diffusi ed ha una prevalenza di oltre il 20% negli Stati Uniti. Nel mondo si stima che la depressione colpisca 300 milioni di persone, il 4.4% della popolazione mondiale. Un problema che si ripercuote sulla salute e sul benessere di questi soggetti e dei loro familiari.

I ritmi di vita sempre più stringenti, uno stress subito sui luoghi di lavoro, dove spesso si viene caricati di compiti che prima venivano svolti da più persone, motivi personali che possono incidere negativamente, sono alcune delle cause della depressione. Come pure una predisposizione genetica. Questo nuovo studio, ora, potrebbe aprire nuovi scenari di guarigione.

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