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giovedì, Maggio 23, 2024

Cura mesotelioma, Lovadina: “Puntare su diverse terapie”

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Stefano Lovadina, dirigente medico SC Chirurgia Toracica ASUGI (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina), ha partecipato all’ultimo convegno dell’Osservatorio nazionale amianto organizzato a Trieste. Durante il suo intervento ha parlato della cura del mesotelioma e di come affrontare questo tumore.

Cura mesotelioma: “Seguire le linee guida”

“Da tempo sappiamo che è una malattia severa, – ha specificato al convegno – di difficile guarigione, dobbiamo puntare quindi su più terapie per avere più chance, più probabilità di sopravvivere. Molto importante per i medici è seguire le linee guida con l’obiettivo di allinearsi all’evidenza scientifica e non alle proprie credenze”.

Allora cosa si sente di dire, gli chiediamo dopo averlo raggiunto al telefono, a chi viene colpito dal mesotelioma?

Lovadina: “C’è la possibilità di combattere”

“Che c’è comunque la possibilità di poter combattere per poter vivere meglio. La ricerca fa più fatica perché si tratta di una patologia rara e quindi fa passi avanti meno facilmente. Fondi ce ne sono pochi, ma anche se cerchiamo nella ricerca farmaceutica si fa meno rispetto ad altre neoplasie. Inoltre ci potrebbero essere in futuro sempre meno casi, e a questo punto potrebbe essere un investimento a perdere.

Per chi purtroppo viene colpito dal mesotelioma consiglio di rivolgersi a un gruppo che conosce il tipo di patologia. Ai centri che hanno esperienza con questo tipo di malattia. Sto parlando sicuramente dei centri di alto volume, che si trovano nelle grandi città e poi quelli come in Friuli Venezia Giulia, di Casale Monferrato per esempio, che hanno un’esperienza tristemente riconosciuta per il numero elevato dei casi trattati”.

Diagnosi mesotelioma, solo con toracoscopia

Durante l’incontro a Trieste Lovadina aveva anche spiegato come non si può fare ancora una diagnosi con analisi del sangue, ci sono delle possibilità ma non hanno validità diagnostica, né legale. Quindi la diagnosi può esserci soltanto dopo la toracoscopia con biopsie multiple. A quel punto si può capire se di tratta di mesotelioma certo oppure di un mesotelioma legato ad altri tipi di neoplasie non correlate con l’amianto. Sono casi molto rari, ma con questi pazienti si possono usare dei farmaci molto efficaci, a bersaglio molecolare, direi miracoloso, ma solo per lo 0,6% dei casi.

“Quando c’è sospetto di diagnosi di mesotelioma alla tac – aveva continuato il dirigente – se è epitelioide allo stadio precoce si può optare per la chirurgia o altre cure. Al IV stadio, invece, non è prevista la chirurgia che non ha alcuno spazio.

Cura mesotelioma, immunoterapia e chirurgia

La terapia medica non è variata molto negli anni, recentemente si aggiunge l’immunoterapia, che toglie il freno al sistema immunitario per poter attaccare il tumore.

Per quanto riguarda la chirurgia, nella maggior parte dei centri è prevista la pleurectomia, che però i centri internazionali stanno abbandonando. Troppi sono gli effetti collaterali. Si sceglie, invece, la pleurectomia decorticazione, che elimina solo la pleura lasciando in sede il polmone con l’asportazione di più pleura possibile e del diaframma e del pericardio se coinvolti”.

Ha detto che la diagnosi precoce non è possibile per il mesotelioma. Sarebbe utile l’assistenza sanitaria almeno per tutti i lavoratori esposti ad amianto?

“È un discorso dibattuto. Ora si punta all’assistenza sanitaria con la tac non tanto per ricercare il mesotelioma, ma quanto il tumore del polmone che può essere riconosciuto presto. Per ogni mesotelioma l’amianto provoca almeno 3 tumori del polmone. Sono più frequenti e hanno una curabilità maggiore se scoperti in tempo. Il rapporto costo beneficio è favorevole, per questo si tende a ricercare il tumore del polmone piuttosto che il mesotelioma. Anche perché il tumore della pleura quando è in fase iniziale non si riesce a vedere né con la Tac né con la Pet. Non si riesce a fare uno screening, altri sistemi oggi hanno ancora, purtroppo, molti falsi positivi o negativi”.

Un altro importante concetto che ha voluto condividere al convegno è che quando il paziente non è più curabile non deve essere abbandonato. “Ci sono modi e consigli utili – ha detto – per limitare il dolore e per alleviare la difficoltà di respirazione”. Allora a chi si può rivolgere il paziente e la sua famiglia per riuscire ad avere questo tipo di assistenza?

Cura mesotelioma, rafforzare assistenza domiciliare

“Ogni regione è organizzata in maniera diversa e le cure domiciliari afferenti al territorio hanno un ruolo importante per il paziente e la sua famiglia. Per questo le regioni nelle quali è carente dovrebbero cercare di migliorare questo servizio. Di solito viene attivato dal medico di famiglia o dall’oncologo. È necessario quindi implementare l’assistenza domiciliare e gli hospice”.

Cosa può fare la ricerca?

“Sul mesotelioma c’è uno studio multicentrico nazionale in corso, al quale partecipa anche ASUGI. Lo studio è su pazienti che non hanno problemi dopo l’intervento e non presentano un residuo di malattia. Si chiama AtezoMeso. Vuole verificare se per i pazienti trattati dopo l’intervento con questo nuovo farmaco chemioterapico aumenti la sopravvivenza.

Certo è che in generale la ricerca sul cancro ha bisogno di più finanziamenti e di reclutare più pazienti. Molti, infatti, seguono i percorsi tradizionali e non vengono arruolati in studi sperimentali, per vari motivi”.

A causare il mesotelioma, così come tanti altri tipi di tumori e patologie, è l’amianto. Un minerale utilizzato dalle aziende perché ha ottime caratteristiche. Purtroppo, però, è cancerogeno e ha un tempo di latenza molto lungo, per cui la malattia può manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione.

Secondo stime dell’Ona le vittime di amianto arrivano a 7mila l’anno, come specifica l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Ona, nel suo: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. L’osservatorio da anni assiste le vittime e le loro famiglie con un’assistenza legale gratuita. Mira anche alla bonifica di oltre un milione di siti contaminati e alla realizzazione di una mappatura accurata e sempre aggiornata. Per questo ha creato la App dove è possibile segnalare i luoghi in cui sono presenti materiali contenenti asbesto.

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