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mercoledì, Settembre 28, 2022

Crisi energetica, termosifoni accesi anche 2 ore in meno

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Mentre vicino la centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina, da questa mattina si sentono spari, ma non si riesce a capire chi sia il responsabile, in Italia si pensa a contenere la crisi energetica.

Il gas non sarà sufficiente questo inverno in Europa se la Russia continuerà a tagliarlo e si corre ai ripari. Il governo sta valutando alcune soluzioni che potrebbero garantire il riscaldamento nei periodi e nei territri più freddi.

Si pensa a tagli nell’accensione dei termosifoni anche per due ore al giorno e a contenere la temperatura fino a due gradi nelle zone in cui il clima è più mite. Il risparmio non riguarderà soltanto questo, si deve contenere il consumo anche di luce e gas, per contenere il costo delle bollette.

Risparmio energetico, ma non per il cambiamento climatico

Insomma, se non ci siamo convinti a ridurre i consumi per il cambiamento climatico, quest’anno saremo costretti a farlo per la crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina. Come durante il lockdown il Pianeta ha respirato per il blocco degli esseri umani e quindi anche delle loro auto, ora in qualche modo ne beneficerà e anche gli stessi cittadini in termini di salute.

Al lavoro il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, per un risparmio energetico che possa consentire al Paese di superare l’inverno. Al vaglio un piano da seguire già da ottobre, quando in alcuni territori della Penisola già si accendono i termosifoni. Il 15 ottobre partono, infatti, anche in alcune grandi città del nord dove le temperature scendono prima rispetto al resto d’Italia.

L’obiettivo è quello di essere indipendenti dal gas Russo. Ora gli stoccaggi, riporta l’Ansa, sono fermi al’83%.

Crisi energetica, prezzi dell’energia controllati

Ci potrebbero essere anche prezzi controllati per le aziende energivore e gasivore, con una quota di energia loro destinata a prezzi più bassi. Si sta studiando anche la possibilità di prevedere su base volontaria la chiusura di alcune aziende per 2 o 3 giorni. Ovviamente aiutate da incentivi che possano aiutarle a non subire perdite.

Una campagna informativa che partirà a breve spiegherà accorgimenti utili per ridurre l’uso del gas anche nelle abitazioni private.

La scuola non si tocca, esclusa la dad

Durante il Consiglio del ministri è stato sottolineato come la scuola non si tocca e non è previsto almeno fino a questo punto un ritorno alla didattica a distanza (dad), o dello smart working nella pubblica amministrazione.

Crisi energetica, imprese in grande difficoltà

Insomma una riorganizzazione per affrontare questa nuova emergenza. Le imprese però sono in forte difficoltà. Le bollette sono aumentate in modo esponenziale. In molti, esasperati, le hanno anche pubblicate sui social facendo il confronto con quelle dello stesso periodo dello scorso anno.

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi ha spiegato che se la Russia dovesse interrompere la fornitura del gas, sarebbe a rischio un’industria su 5. Il che vuol dire anche tantissimi posti di lavoro persi. Per questo ha lanciato un appello al governo perché intervenga, non si possono aspettare 2 mesi.

Già diverse aziende, dopo la pausa estiva, sono rimaste chiuse. Evidentemente con gli aumenti degli ultimi mesi non solo non ci sarebbe profitto, ma rischierebbero di andare in perdita. Difficile prevedere le conseguenze sociali di questa ulteriore crisi che arriva dopo una pandemia.

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