Con la ADHD, la sregolatezza come genio: da Leonardo a Phelps

Michael Phelps Michael Phelps

Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Se è vero che non basta avere ragione, ma trovare chi te la dà – nel quotidiano, come in tribunale – è altrettanto vero che non basta nascere potenziali geni, ma occorre superare il pregiudizio verso il merito e il diverso. Questa è l’autocondanna masochista degli umani, essi stessi diversi in natura, ma tra di loro conformi nei comportamenti. Questa è l’eterna lotta tra il male ed il bene, tra il brutto e il bello, tra il normale e il trasgressivo, questo è il motivo che porta ad ogni prevaricazione e ad ogni forma di speculazione e repressione nei confronti delle minoranze, sino alle peggiori, quelle che trasformano il benessere in malattia e la cura in pura occasione di lucro o addirittura di sterminio.

La mia attenzione è stata catturata da un gigante dello sport come Michael Phelps, cui era stata diagnostica la sindrome Adhd, ovvero da deficit di attenzione e iperattività, mentre dentro di lui si nascondeva il più grande dei campioni del nuoto, leggenda olimpica capace di conquistare sette medaglie d’oro in una sola edizione dei Giochi, quelli di Pechino nel 2008. Salvato dalla ostinazione della madre e dalla opportunità sportiva, Michael, undicenne, era stato peraltro sottratto al bombardamento di psicofarmaci, subito per ben due anni. Eh sì, i care ragazze ragazzi, perché la corrente di pensiero che definisce l’ADHD o se preferite appunto la “sindrome da deficit di attenzione e iperattività” è diciamo così quella negazionista, quella che avrebbe messo tranquillamente in cura Archimede, Leonardo, Mozart, Bell, Picasso, Einstein, Edison, piuttosto che Beethoven, Disney, Eisenhower e Franklin, tanto per parlare dei soliti noti, nella impossibilità di trattare gli ignoti, quelli che non ce l’hanno fatta contro la barriera omertosa della mediocrità, come elemento suicida di sopraffazione.

Numero Verde Assistenza ONA

Ecco dunque spiegato il mistero della nostra genialità? Macché, le variabili sono davvero infinite, come le Vie del Signore, ma di certo quando ci si trova di fronte all’irrequietezza ed al rifiuto da conforme discente…; a dottor seconda Pronto e libente in quel, ch’egli è esperto… bisognerebbe far scattare una spia verde anziché rossa, perché ci si potrebbe trovare in presenza dell’eccezione da proteggere con massima cura e non da condannare al rogo come straordinaria incarnazione del malefico. Non volendo essere autoreferenziale, mi sposto, per concludere, su di un altro personaggio straordinario, adesso protagonista con TROPS su Youtube, come il pluricampione Olimpico e mondiale del Pentathlon Moderno, Daniele Masala. Fatevi raccontare da lui, oggi docente universitario e dirigente a tutto campo tra sport e mondo associativo, quale è stata la sua personale esperienza, la sua avventura a lieto fine, di bambino iperattivo, che partito da una disciplina, il nuoto, ne ha poi volute aggiungere altre quattro, andando, come canta Vasco, ovunque al massimo…

VADO AL MASSIMO
VADO AL MASSIMO
VADO AL MASSIMO
VADO A GONFIE VELE
A GONFIE VELE
A GONFIE VELE
VOGLIO PROPRIO VEDERE
E VOGLIO PROPRIO VEDERE
E VOGLIO PROPRIO VEDERE
COME VA A FINIRE

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