Una commissione d’inchiesta per amianto e rischio incidenti rilevanti nell’impianto Eni di Sannazzaro de Burgondi. Stop alla discarica di amianto.

Una commissione d’inchiesta per amianto e rischio incidenti rilevanti nell’impianto Eni di Sannazzaro de Burgondi. Stop alla discarica di amianto. Il Movimento 5 Stelle sostiene le richieste dei cittadini di cui l’ONA si fa portatore. La questione approda al Parlamento Europeo.

L’Osservatorio Nazionale Amianto in seguito all’incidente del 01.12.2016 e al successivo del 05.02.2017, ha chiesto alle istituzioni di intervenire, e ha presentato un ricorso in Europa. L’iniziativa è fortemente sostenuta dal Movimento 5 Stelle. L’Avv. Ezio Bonanni ringrazia i parlamentari europei del Movimento 5 Stelle, in particolare On.le Laura Agea, la quale fu presente alla conferenza dello scorso 14 gennaio 2017 in Sannazzaro de Burgondi. L’Avv. Ezio Bonanni, in quella sede, chiese alla parlamentare del partito democratico, l’On.le Scuvera, un intervento del Governo attraverso il decreto legge, che blocchi l’edificazione della discarica di amianto attaccata allo stabilimento.

“L’Osservatorio Nazionale Amianto nei prossimi giorni intraprenderà nuove iniziative legali per la bonifica della Raffineria, perché vengano istituite procedure per evitare futuri incidenti, e per il risarcimento dei danni delle vittime dell’amianto, caduti numerosi per l’utilizzo dell’amianto nella Raffineria e per bloccare la realizzazione della discarica di amianto contigua all’insediamento industriale” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Così scrivono gli europarlamenti del Movimento 5 Stelle:

“Sull’impianto Eni di Sannazzaro (Pavia) si addensano troppe nuvole nere. Abbiamo presentato una interrogazione alla Commissione europea per fare un po’ di chiarezza. I cittadini non possono essere lasciati soli. Negli ultimi due mesi si sono verificate ben due esplosioni che hanno messo a repentaglio la vita dei lavoratori. Perché questa notizia si è “meritata” solo qualche trafiletto sui giornali? Forse non si vogliono accendere i riflettori sull’ennesima porcata, una discarica di amianto in via di realizzazione sopra oleodotti e gasdotti, la più grande d’Europa! Una discarica che può contaminare, inoltre, le risaie del pavese che la circondano.

I cittadini sono preoccupati, sono scesi più volte in piazza, ma le Istituzioni – a partire dalla Regione Lombardia – hanno sempre chiuso tutte le porte in faccia al dialogo. Nell’impianto, inoltre, si registrano troppi casi di patologie legate all’esposizione all’amianto fra i dipendenti Eni. Anche alcuni lavoratori che hanno lasciato l’azienda dopo anni si sono ammalati. È assurdo che i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei Fondi strutturali europei siano stati impiegati dallo Stato italiano e dalla Regione Lombardia senza mettere in sicurezza i siti contaminati. Tutto questo è inaccettabile.

Il Movimento 5 Stelle chiede una audizione di Eni alla Camera dei Deputati e chiede alla Commissione europea di far rispettare il diritto comunitario e le direttive europee proteggono la natura e salvaguardano la salute e la qualità della vita delle persone che vivono nell’Unione europea. Ringraziamo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto, che sta conducendo una battaglia di legalità rappresentando le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi.

Vogliamo sapere cosa sta succedendo in quell’area e vogliamo difendere la salute dei cittadini e l’ambiente. Serve una Commissione d’inchiesta per accertarlo”. 

Ecco il link all’interrogazione che Laura Agea ha presentato alla Commissione europea. 

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