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lunedì, Maggio 20, 2024

Celio e i laghetti sotterranei 

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Al Celio, sotto la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, si nasconde un sotterraneo poco conosciuto e misterioso: un labirinto di laghi di acqua purissima.

Celio e il Tempio del Divino Claudio

Il Celio è uno dei sette colli dell’antica Roma. Qui, alla morte dell’imperatore Claudio (54 d.C), avvelenato da un piatto di funghi cucinati dalla “dolce” consorte Agrippina Maggiore, fu edificato il Tempio del Divino Claudio.

Costruito su un podio di dimensioni gigantesche (180 x 200 metri), al di sotto della monumentale piattaforma esiste un sotterraneo talmente grande da poter contenere l’intero Colosseo.

L’area è stata mappata e studiata da Roma Sotterranea tra il 2004 e il 2006, su incarico della Soprintendenza Speciale per i beni Archeologici di Roma.

Cosa nascondono i sotterranei?

I cunicoli del Celio

Nei misteriosi sotterranei si trovano tunnel, cave e gallerie, forate da pozzi idraulici con pedarole per la discesa, scavati fin dal IV secolo a.C. 

I pozzi sono in tutto sedici, suddivisi in due tipologie:
1) alcuni erano utilizzati per portare in superficie il tufo. Essi sono larghi e si fermano a diversi metri dal suolo;

2) gli altri (la maggioranza) misurano circa 90 cm di diametro arrivano fino al suolo.

Essi sono stati tutti tagliati dall’attività di cava, quindi sono precedenti alla cava che vediamo oggi. Ma non è tutto! In un percorso di circa due chilometri, con volte che variano da uno fino a otto metri, scorrono due suggestivi laghetti, la cui temperatura si aggira costantemente tra i 10 e i 12 gradi.

Un patrimonio sotterraneo

Scendendo nei sotterranei si ha l’impressone di essere catapultati in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo: nessun rumore cittadino! Si può sentire esclusivamente il gocciolio ritmico delle percolazioni naturali.

Sono loro che da 1600 anni plasmano le stalattiti di cristalli cangianti, alimentando altresì i laghetti.

L’acqua limpida del Celio

Carlo Cusin, architetto dell’associazione di speleologi Roma Sotterranea afferma: «È acqua limpida. Le analisi chimiche hanno rivelato che è batteriologicamente purissima e nel buio tagliato dalle luci delle torce, questi bacini d’acqua appaiono come uno spettacolo».

Da dove provengono i laghetti del Celio?

Con ogni probabilità l’acqua proviene da «una falda acquifera superficiale, alimentata nel tempo anche dalle infiltrazioni d’acqua, purificata dallo strato di tufo»– spiega Carlo Cusin – «per questo il livello dei bacini varia in base alle stagioni e alle piogge. La siccità infatti ne ha prosciugato alcuni».

Antiche testimonianze

Sulle pareti si possono notare delle piccole fessure.

Esse servivano agli operai per appoggiare le loro lucerne ad olio ed effettivamente, si vedono delle bruciature risalenti a duemila anni fa.

Poi ci sono altre nicchie “misteriose”, che forse venivano riempite con acqua per rinfrescare i lavoratori durante le operazioni di scavo. 

A cosa serviva il tufo?

Il tufo estratto era utilizzato molto frequentemente nel settore edile. Le scaglie di tufo (caementa) immerse nella malta davano luogo infatti all’opus caementicium, materiale impiegato per le pavimentazioni di epoca repubblicana.

Fortunatamente i nostri antenati maneggiavano solo tufo e non amianto!

I rifiuti abbandonati sotto al Celio

In epoca medievale furono scavati dei pozzi per agevolare l’estrazione del tufo.

Successivamente, quando sopra al podio del Claudium fu costruito il convento dei Padri Passionisti, chi ha eseguito i lavori di restauro ha utilizzato i pozzi dei sotterranei come discarica.

La triste fine del Tempio del Divino Claudio

Nel 64 d.C. a Roma scoppiò un grande incendio. Nerone fu accusato di essere l’autore e di aver commissionato l’atto allo scopo di concedersi lo spettacolo di una nuova Troia in fiamme.

L’incendio gli offrì il pretesto per cambiare l’urbanistica della zona (Palatino, Esquilino, Celio) e realizzare la sua Domus Aurea. 

Fu così che il nuovo imperatore demolì il tempio di Claudio e trasformò il lato orientale del podio, quello che si affaccia sull’odierna via Claudia, in un gigantesco Ninfeo alimentato da una derivazione dell’Aqua Claudia.

Molti interrogativi senza risposte sui sotterranei del Celio

Ad oggi, sono molti i quesiti irrisolti sui sotterranei dei sotterranei del Celio. 

Per avere maggiore chiarezza sulla vera dimensione dei sotterranei, al momento sconosciuta per via di molti accessi sigillati dal tufo, sarebbe necessario svolgere delle indagini più approfondite.

Peccato che il tempio di Claudio e i suoi sotterranei facciano parte della giurisdizione ecclesiastica.

Solo il Vaticano può concedere il permesso per effettuare ulteriori scavi archeologici.

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