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sabato, Giugno 15, 2024

Case popolari Trieste, degrado e amianto: la protesta

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Manifestazione in piazza Foraggi, a Trieste, nella zona Barriera Nuova – Città Nuova. La Usb ha portato cittadini e associazioni in strada per protestare per la situazione relativa alle case popolari. Uno dei problemi rilevato è la possibile presenza di amianto con quello che comporta per la salute dei residenti. L’Ater dal canto suo ha spiegato che aveva proposto un incontro per affrontare le questioni più urgenti, ma non è stato possibile fissarlo.

Case popolari, la denuncia della Usb

L’Unione sindacale di base denuncia il “degrado abitativo negli stabili Ater” e racconta di “abusi, illeciti, mancanza di dialogo con un ente Pubblico che è assente nei confronti di inquilini e proprietari degli alloggi”. Questo porterebbe, sempre secondo l’Usb, “alla criminalizzazione delle fasce più fragili, verso le quali Ater ha un mandato molto preciso di tutela”.

In piazza con i residenti anche tante associazioni tra le quali Legambiente e Fridays for Future. Tante le situazioni di disagio, secondo gli organizzatori della protesta, come per esempio quella di due residenti disabili che da un anno non possono muoversi di casa perché vivono al quinto piano senza ascensore. Hanno chiesto da tempo un alloggio diverso, ma questo non è stato concesso. Inoltre alcuni inquilini pagherebbero paradossalmente 40 euro di affitto e 400 di spese, senza che sia specificato per cosa. Spese che non rientrano neanche “nell’Isee che invece di abbassarsi aumenta”.

Case popolari, muffe negli appartamenti

Mentre si chiede un dialogo in Regione i residenti delle case popolari sono preoccupati per le muffe negli appartamenti, che non vanno via nonostante diversi trattamenti. E per l’eventuale presenza di amianto. Tutti conoscono ormai gli effetti sulla salute di questo minerale, messo al bando nel 1992 con la legge 257. Nonostante le rassicurazioni dell’Ater l’Usb lamenta la mancanza di un rapporto scritto.

I rischi sulla salute legati all’amianto

L’asbesto è stato utilizzato in maniera massiccia prima del divieto. Purtroppo, però, le bonifiche sono ancora in ritardo e molti edifici ancora contengono parti in cemento amianto. L’eternit causa malattie molto gravi quali il mesotelioma per esempio, ma anche tumore del polmone, della laringe e della faringe solo per citarne qualcuno.

Le mancate bonifiche hanno fatto salire, purtroppo, i casi di mesotelioma ambientale. Non contratto, cioè, sul posto di lavoro. I numeri, però, sono sempre sottostimati per la difficoltà di alcune Regioni a tenere il conto delle patologie asbesto correlate. Per questo l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, continua ad insistere a vari livelli per la rimozione dei materiali cancerogeni. L’Ona ha anche realizzato una App per la segnalazione dei siti contaminati.

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