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domenica, Aprile 14, 2024

Cancro: scoperta somiglianza fra i tumori nei cani e nell’uomo

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Un centro di ricerca sul cancro in Virginia, ha scoperto che il tumore nell’uomo e quello degli animali hanno somiglianze molecolari, genetiche e cliniche notevoli.

Cancro: cosa accomuna “Fido” e gli esseri umani 

Cancro. Veterinari e medici lavorano da tempo per sviluppare delle terapie efficaci per gli animali (sopratutto cani) e per gli uomini. 

Oggi, alcuni studiosi della Virginia, hanno scoperto che «che le somiglianze molecolari, genetiche e cliniche dei tumori cerebrali canini e umani sono piuttosto notevoli».

Ad affermarlo è il neurologo veterinario John Rossmeisl

I cani sviluppano infatti malattie simili a quelle degli umani, e la loro genetica li rende un modello utile per la biologia delle malattie.

Questo potrebbe consentire lo sviluppo di nuove terapie per uso veterinario e umano.

Lo studio è apparso su Nature Medicine.

Il boom del male nella società moderna 

Il cancro è tra le cause più comuni di morte per gli esseri umani nel mondo sviluppato.

A partire dal 1850, il suo tasso di mortalità è aumentato di quasi venti volte e una delle principali ragioni è da ricercare nel consumo di tabacco.

Anche i nostri cani non sono esenti dal male. La Veterinary Cancer Society, stima che a un cane su quattro verrà diagnosticato un cancro nel corso della sua vita, ma le ragioni non sono ancora del tutto evidenti. 

I cani domestici generalmente non hanno lo stesso livello di esposizione ai mutageni industriali (professionali) o sociali (tabacco) degli esseri umani.

Il loro pelo li protegge dalle radiazioni ultraviolette cancerogenee del sole e le pratiche di allevamento aiutano a ridurre significativamente la probabilità che si stabiliscano vere sindromi tumorali ereditarie. 

Alcuni studi hanno tuttavia identificato associazioni tra alcuni tumori animali ed esposizioni ambientali, come l’esposizione al fumo di tabacco e i tumori delle vie respiratorie.

Un male antico che “risparmia” la fauna selvatica e altri animali domestici

Secondo il National Cancer Institute, il cancro descrive un gruppo di oltre cento condizioni patologiche caratterizzate da una proliferazione cellulare incontrollata, ma la malattia è limitata agli animali multicellulari.

Negli organismi unicellulari, come il lievito, la proliferazione incontrollata potrebbe portare all’esaurimento delle risorse che causa la morte di alcuni individui.

In altri casi, il cancro rimane dormiente.

Gli scienziati hanno altresì sottolineato che il cancro non è un difetto fisiologico moderno, ma una vulnerabilità, radicata profondamente nella storia evolutiva dei vertebrati.

Le antiche origini del cancro sono supportate dai crescenti esempi di tumori identificati nella documentazione fossile.

I biologi comparativi studiano il cancro nei cani e negli uomini 

Per i loro studi, i biologi comparativi si sono chiesti:

  • Perché il cancro è così diffuso nei cani domestici e negli esseri umani?;
  • Cosa spiega la differenza nel rischio di cancro e nell’incidenza osservata nei cani e negli esseri umani rispetto alle popolazioni selvatiche?

Risposte.

  1. L’apparente incidenza eccessiva del cancro in entrambe queste specie potrebbe essere dovuta al fatto che i meccanismi di protezione del cancro specifici per specie non si sono ancora evoluti. Di contro, grazie ai progressi medici, tecnologici e scientifici, è aumentata la longevità e il rischio di ammalarsi è dunque più alto. Gli altri animali, muoiono prima, anche per ragioni legate ala predazione, dunque è difficile monitorare i processi che portano alla “malattia del secolo”. Questa tesi è nota come “paradosso di Peto”
  2. Le differenze sostanziali nell’incidenza di specifici tipi di cancro che affliggono i cani domestici e gli esseri umani, nonostante un ambiente strettamente condiviso, suggerisce che ci sono fattori di rischio biologici fondamentali presenti in entrambe le specie, distinti dalle esposizioni ambientali.

E’ possibile prevenire il cancro umano e canino? 

Il cancro non si può evitare ma si può prevenire:

  1. Adottando uno stile di vita sano;
  2. Diminuendo l’esposizione ambientale agli agenti patogeni;
  3. Alcuni scienziati ritengono che si potrebbe progettare il rischio di cancro dal genoma, aumentando i meccanismi antitumorali endogeni, o potenzialmente trasferendo strategie protettive utilizzate da organismi grandi e longevi. Questo tuttavia potrebbe sollevare seri dilemmi etici;
  4. Nell‘uomo, l’identificazione precoce del cancro attraverso lo screening delle popolazioni a rischio può portare a un trattamento efficace e a una diminuzione della mortalità;
  5. Nei cani, le strategie per ridurre l’esposizione ambientale agli agenti cancerogeni sono meno probabili. Innanzitutto poiché l’esposizione dei cani a tali agenti cancerogeni ambientali è generalmente piuttosto limitata e, allo stesso tempo, tali esposizioni potrebbero essere inevitabili.

Shine-On: un test per identificare il cancro canino e umano

Al fine di diagnosticare tempestivamente il cancro canino e umano, alcuni scienziati hanno avviato l’ambizioso progetto esempio “Shine-On”.

Esso consiste in un esame del sangue in grado di rilevare eventi associati alla presenza (o al rischio) di emangiosarcoma (un tumore maligno relativamente comune nei cani).

I test di diagnosi precoce e valutazione del rischio sarebbero abbinati a una strategia preventiva, ad esempio, il farmaco mirato EGF angiotossina bispecifica (eBAT).

Il farmaco, può eliminare le popolazioni cellulari che avviano il cancro e/o rendere l’ambiente inospitale per la crescita del tumore.

Se la terapia dovesse rivelarsi efficace nei cani, aprirebbe la porta allo sviluppo di approcci simili per le persone.

«A lungo termine, piuttosto che aspettare l’innovazione evolutiva, dovremmo considerare attentamente se le norme pratiche ed etiche consentirebbero l’ingegneria di meccanismi estesi di protezione del cancro in genomi a rischio». «Almeno nelle popolazioni di cani che sono state rese altamente vulnerabili al cancro mediante selezione artificiale» spiegano i ricercatori.

Fonti

Nature Medicine

National Cancer Institute of the National Institutes of Health

onlinelibrary.wiley.com

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