17.9 C
Rome
mercoledì, Maggio 29, 2024

Campionamento e analisi amianto nei materiali

Letto: 597 volte

Ultimi articoli

In questo articolo parliamo di campionamento e analisi amianto, necessarie per la valutazione del rischio amianto nei luoghi di lavoro e di vita.

La Legge del 27 marzo 1992, n. 257 proibiva l’utilizzo, la commercializzazione e la produzione, ma non imponeva la bonifica dell’amianto. Con questo termine, sinonimo di asbesto, non si intende un solo minerale, ma un gruppo di minerali accomunati da caratteristiche comuni: i minerali di amianto. Questi minerali asbestiformi, che si suddividono cioè in fibre longitudinali con una determinata ratio tra lunghezza e larghezza provocano gravi infiammazioni e cancro. L’ultima monografia IARC indaga la comprovata pericolosità di tutti i tipi di amianto e la loro capacità di provocare il cancro.

Solo l’amianto cosiddetto friabile, secondo la legge del 92, è soggetto all’obbligo di bonifica, mentre per i materiali di amianto compatto è necessario il monitoraggio e la manutenzione dei materiali, in modo che le fibre di asbesto non vengano rilasciate nell’ambiente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è a favore della bonifica amianto. di tutti i siti contaminati da amianto. Si tratta infatti, come raccomandato anche dall’OMS, dell’unico approccio efficace a vincere la lotta all’amianto. Basta in effetti una piccola lesione sulle superfici compatte perché le fibre sottilissime si disperdano nell’ambiente e non esiste una soglia di esposizione al di sotto della quale il rischio si azzera.

Approfondisci su: Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed.2022

Normativa sul campionamento e analisi amianto

Il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 “Normative e
metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della
legge 27 marzo 1992, n. 257″ si occupa di normare le procedure per l campionamento e l’analisi della presenza di amianto nei materiali e nei manufatti.

Il Decreto Ministeriale del 14 maggio 1996 stabilisce invece i requisiti minimi per i laboratori, sia pubblici che privati, che svolgono attività analitiche sull’amianto. È necessario che il personale possieda un’esperienza specifica e comprovata nelle tecniche analitiche impiegate.

Analisi e campionamento dell’amianto nei materiali

Il personale che si occupa di analisi dell’amianto nei materiali studia la dispersione delle fibre di amianto. Verifica se si supera il limite di esposizione consentito. Lo scopo dell’analisi e del campionamento è anche quello di controllare l’efficacia delle misure di confinamento in un ambiente e valutare i livelli di amianto e l’esposizione dei lavoratori.

Rilascia la certificazione di conformità dopo i lavori di bonifica, come previsto dal Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994.

Al fine di pianificare un adeguato piano di campionamento, è importante considerare l’obiettivo del monitoraggio e i valori limite stabiliti dalla normativa vigente.

Tipologie di monitoraggio: ambientali e personali

  1. Campionamenti personali: vengono effettuati durante le attività lavorative che comportano l’esposizione dei lavoratori all’amianto, come la rimozione, la manutenzione, lo smaltimento o il trattamento di materiali contenenti amianto. Il campionamento personale viene eseguito attraverso l’utilizzo di un dispositivo indossato dal lavoratore durante lo svolgimento dell’attività all’interno dell’azienda. Si utilizza una pompa a flusso costante per prelevare campioni su filtri di esteri di cellulosa con una porosità di 0,8 µm.
  2. Campionamenti ambientali: vengono eseguiti per determinare la concentrazione di fibre in un ambiente specifico durante un determinato periodo, senza finalità di valutazione dell’esposizione individuale. Il campionamento ambientale avviene attraverso l’utilizzo di campionatori posizionati in modo fisso a un’altezza di circa 1,6 m dal suolo. L’aria viene aspirata in modo continuo attraverso filtri di cellulosa e policarbonato con una porosità di 0,8 µm per un periodo di 4-6 ore.

Amianto compatto e amianto friabile secondo la legge

Come già accennato, secondo il Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994, i Materiali Contenenti Amianto (MCA) possono essere classificati in due categorie principali:

  1. MCA Friabili: possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere semplicemente applicando una pressione manuale. Rientrano in questa categoria i ricoprimenti a spruzzo, noti anche come floccanti, o i rivestimenti isolanti di tubazioni. Anche se originariamente possono essere poco friabili, possono diventare friabili a causa del deterioramento o di fattori ambientali.
  2. MCA Compatti: materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’uso di attrezzi meccanici come dischi abrasivi o frese. In questa categoria rientrano i prodotti in cemento-amianto (Eternit) o i pavimenti vinilici.

La classificazione dei MCA è fondamentale per valutare il grado di pericolosità e determinare le misure di gestione e bonifica necessarie. È importante prestare attenzione a entrambe le categorie di MCA, poiché entrambe possono rappresentare un rischio per la salute.

Fase di sopralluogo per la valutazione

Durante il processo di valutazione degli edifici per la presenza di Materiali Contenenti Amianto (MCA), è fondamentale condurre un accurato sopralluogo che comprenda diverse attività mirate a garantire la sicurezza e la corretta gestione dei materiali sospetti.

Di seguito riportiamo i passaggi principali che devono essere seguiti durante questa fase:

  1. Individuazione delle aree potenzialmente interessate: mappare e identificare le zone in cui potrebbero essere presenti MCA.
  2. Valutazione dello stato di conservazione: Si procede alla verifica delle condizioni dei materiali presenti. Nel caso in cui sia presente amianto confinato, si controlla l’integrità dei rivestimenti senza smontare i pannelli di confinamento, al fine di evitare dispersioni potenziali.
  3. Registrazione delle informazioni raccolte: le informazioni raccolte devono essere registrate in schede di verifica specifiche o in un verbale appositamente redatto. Questo consente di avere una documentazione dettagliata delle condizioni riscontrate e delle azioni da intraprendere.
  4. Campionamento dei materiali sospetti: è necessario prelevare campioni rappresentativi dei materiali sospetti. Questi campioni saranno successivamente inviati a un laboratorio specializzato per un’analisi confermativa del contenuto qualitativo di amianto.

Raccomandazioni e modalità operative per il campionamento

Per garantire la sicurezza e l’efficacia durante il processo di campionamento dei Materiali Contenenti Amianto (MCA), è fondamentale seguire le seguenti modalità operative:

  1. Utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI) appropriati: indossare adeguati DPI, come tute monouso, maschere conformi alla norma UNI EN 149 FFP3 e guanti monouso non riutilizzabili.
  2. Utilizzo di strumenti adeguati: è importante utilizzare strumenti specifici che evitino la dispersione di polvere o fibre nell’ambiente circostante. Si consiglia l’uso di pinze, piccoli scalpelli, cesoie o carotatori, evitando l’impiego di frese, frullini o strumenti simili.
  3. Documentazione fotografica: è consigliabile acquisire una documentazione fotografica completa e rappresentativa dei MCA, evidenziandone la struttura macroscopica e l’ubicazione all’interno dell’ambiente circostante.
  4. Prelievo del campione: si procede al prelievo di una piccola quantità del materiale sospetto. I MCA possono essere omogenei o eterogenei. Per i materiali omogenei, è sufficiente prelevare 1 o 2 campioni rappresentativi di circa 10 grammi (o circa 5 cm2), mentre per i materiali eterogenei si consiglia di prelevare 2 o 3 campioni ogni 100 m2, privilegiando quelli con diverse colorazioni o composizioni superficiali.
  5. Contrassegnare il punto di prelievo: segnalare chiaramente il punto di prelievo con un’apposita etichetta o contrassegno.
  6. Riparazione e sigillatura del punto di prelievo: dopo il prelievo, è necessario riparare e sigillare il punto di prelievo utilizzando adeguati collanti. Questo previene eventuali contaminazioni o dispersioni future del materiale.
  7. Confezionamento del campione: il campione deve essere confezionato sul posto, inserendolo immediatamente in una doppia busta di plastica sigillata o in un contenitore di plastica rigido con tappo.
  8. Compilazione della scheda di prelievo e trasmissione al laboratorio: compilare accuratamente una scheda di prelievo, fornendo tutte le informazioni necessarie. Successivamente, il campione deve essere trasmesso immediatamente a un laboratorio qualificato dal Ministero della Salute, conforme al Decreto Ministeriale del 14/05/1996, per l’analisi e la conferma del contenuto qualitativo di amianto.

Requisiti per analisi di laboratorio stabiliti dalla legge

Così come stabilito dal Decreto Ministeriale del 14 maggio 1996, Allegato 5, punto 5, riportiamo la strumentazione richiesta e i requisiti del personale predisposto all’analisi di laboratorio dei MCA.

Qualsiasi laboratorio che si occupi dell’analisi di campioni contenenti amianto deve essere attrezzato con i seguenti strumenti:

  • Microscopio Ottico in Contrasto Di Fase (MOCF)
  • Microscopio Elettronico con Microanalisi (SEM-EDS)
  • Diffrattometro a Raggi X (DRX)
  • Spettrofotometro Infrarosso (FTIR)

Il personale del laboratorio deve possedere un’esperienza specifica e comprovata nelle tecniche analitiche impiegate per l’analisi dei campioni contenenti amianto.

Controllo periodico nei luoghi di lavoro

In conformità all’Articolo 253 del Testo Unico 81/08 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare periodicamente la misurazione della concentrazione delle fibre di amianto presenti nell’aria, in base ai risultati della valutazione iniziale dei rischi.

I risultati delle misurazioni devono essere riportati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Il campionamento deve essere rappresentativo della concentrazione di polvere proveniente dall’amianto o dai materiali contenenti amianto nell’aria.

I campioni prelevati devono essere successivamente analizzati da laboratori qualificati conformemente al decreto del Ministro della Salute del 14 maggio 1996 (Gazzetta Ufficiale n. 175 del 25 ottobre 1996).

Leggi anche: Amianto, la responsabilità dei datori di lavoro

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita