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giovedì, Giugno 20, 2024

Brucia lo stabilimento Fiver a Pordenone: rischi per l’ambiente e le persone

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Sabato pomeriggio un incendio ha distrutto lo stabilimento Fiver di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone. Le operazioni di spegnimento, che hanno impegnato più di 50 Vigili del Fuoco giunti con cinque autopompe, cinque autobotti, un’autobotte kilolitrica, tre autoscale e altri mezzi appoggio, sono proseguite per tutta la notte, coinvolgendo anche squadre provenienti dalle regioni vicine. Un vero disastro, aggravato ancora di più dai risultati elaborati dall’Arpa FVG che ha rilevato la presenza di amianto nella copertura dello stabilimento. 


Pericolo amianto dopo l’incendio nello stabilimento Fiver: Arpa chiede monitoraggio della qualità dell’aria

Ebbene si, dopo l’emergenza legata all’incendio che ha coinvolto il mobilificio, esteso su un’area di oltre diecimila metri quadrati, è emersa un’altra emergenza. Stiamo parlando della presenza di amianto nella copertura dello stabilimento. Sostanza cancerogena che bruciando si è, con molta probabilità, anche dispersa nell’aria. È lo stesso ente Arpa Fvg, in una nota, a spiegare che intenderà compiere ulteriori accertamenti per stabilire in maniera dettagliata gli effetti provocati dall’incendio dello scorso 16 dicembre.

L’Arpa, inoltre, si focalizzerà sul monitoraggio della qualità dell’aria, effettuando, a titolo cautelativo e precauzionale, delle misure per verificare l’assenza di amianto nell’aria. Non appena i risultati sulla Fiver saranno disponibili verranno date indicazioni a popolazione e amministrazioni locali.

Amianto che brucia: ecco i rischi

Era il 5 maggio del 2017 quando una fabbrica di Aprilia, l’Eco X, brucia e la probabile dispersione di amianto genera allarme sul rischio per la salute pubblica. Sono passati sei anni da quel giorno, ma le raccomandazioni e i rischi rimangono invariati. Lo stesso avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ribadisce che «Non c’è una soglia la di sotto del quale il rischio per la salute si annulla. Tra i nostri obiettivi principali vi è quello della prevenzione primaria, che si realizza con la diffusione della cultura del rischio. Rischio esteso a tutti gli agenti patogeni e cancerogeni, oltre che all’amianto, che è un killer silenzioso che non lascia scampo». 

In caso di incendio che coinvolge la presenza dell’amianto, le temperature difficilmente superano i gradi di calore necessari per inertizzare le fibre di questo cancerogeno. Pertanto, in questi casi, le fiamme separano le fibre dal cemento e le rendono “volatili”, dunque, a rischio di inalazione da parte della popolazione. Aggiungendo poi, che durante un incendio, le strutture si distruggono e aumenta la dispersione delle fibre di amianto che le compongono.

Fiver: rischio tumori e patologie asbesto correlate

La fibra di amianto, una volta inalata, provoca uno stato infiammatorio che successivamente può provocare l’insorgere di patologie asbesto correlate. Una volta inalate o ingerite, queste fibre, possono provocare infiammazioni, asbestosi, placche e ispessimenti pleurici. Tali patologie possono in seguito evolvere in neoplasia. Le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto colpiscono in particolare le vie respiratorie e il tratto gastrointestinale, ma non solo. 

L’importanza della bonifica: l’appello dell’ONA

Purtroppo, la presenza di amianto continua a essere diffusa in tutta l’Italia. E questo mette a rischio la salute dei cittadini, che possono così essere esposti causalmente, come in seguito a un incendio, alla fibra killer. L’Osservatorio Nazionale Amianto aiuta la comunità a evitare il pericolo di esposizione e a segnalare le aree contaminate, così da accelerare le bonifiche, grazie all’App Amianto, strumento fondamentale per la mappatura del territorio nazionale. Inoltre, offre assistenza a tutte le vittime di malasanità e di errore medico per un risarcimento danni.

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