Eliminare l’amianto dagli edifici è oggi più semplice grazie al Bonus ristrutturazioni 2025, un incentivo fiscale pensato per favorire la sicurezza e la salubrità degli ambienti domestici e non solo. Le fibre di amianto, se disperse nell’aria, rappresentano un grave rischio per la salute: possono restare nei polmoni per anni causando patologie gravi. Grazie agli incentivi fiscali nazionali e ai contributi messi a disposizione da molte Regioni, è ora possibile avviare bonifiche a costi contenuti.
Una delle fonti delle informazioni è un approfondimento pubblicato da Sky TG24.
Cos’è il Bonus ristrutturazioni e cosa prevede
Il Bonus Ristrutturazioni rappresenta una detrazione fiscale pensata per chi esegue interventi di riqualificazione edilizia. È destinato sia ai lavori su immobili singoli, inclusi quelli rurali, che agli interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali. I lavori ammessi vanno dalla manutenzione straordinaria fino alla vera e propria ristrutturazione, includendo anche la bonifica dall’amianto.
Interventi ammessi per la detrazione
Tra le opere agevolabili ci sono tutte quelle finalizzate alla sicurezza e al miglioramento degli immobili. Tra queste rientrano anche le operazioni di smaltimento e rimozione dell’amianto, sia dai tetti che da altre strutture contaminate. È importante sapere che anche le sole spese legate al trasporto dell’amianto in discarica, purché eseguite da aziende specializzate, rientrano tra quelle agevolabili.
Quanto si può detrarre con il bonus nel 2025
Chi intende rimuovere l’amianto nel 2025 può beneficiare di una detrazione Irpef fino al 50% oppure del 36%, a seconda della tipologia di immobile. L’importo massimo su cui calcolare la detrazione è di 96.000 euro e il beneficio si recupera in dieci anni, con rate annuali di pari entità.
Prime e seconde case: cosa cambia
L’aliquota del 50% è riservata agli interventi eseguiti sull’abitazione principale del contribuente o su quella abitata abitualmente da un familiare. Se l’intervento riguarda una seconda casa o un immobile a uso diverso da quello residenziale, la detrazione scende al 36%.
Acquisto e ristrutturazione: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
Anche chi acquista una nuova abitazione e ne fa la propria residenza dopo i lavori può accedere al beneficio massimo del 50%. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, estendendo l’applicazione dell’incentivo per non penalizzare chi si trasferisce solo dopo l’avvenuta ristrutturazione.
Previsioni per il 2026 e il 2027
Il Bonus Ristrutturazioni subirà una riduzione delle aliquote nei prossimi anni. Dal 2026 al 2027, la detrazione scenderà al 30%, oppure al 36% per l’abitazione principale. Il tetto di spesa resta invariato a 96.000 euro. Agire nel 2025, quindi, garantisce condizioni più favorevoli.
Come richiedere il Bonus per la bonifica dell’amianto
Al momento non sono più previste né la cessione del credito né lo sconto in fattura. Per ottenere il beneficio è necessario presentare la dichiarazione dei redditi, compilando correttamente il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche. È fondamentale conservare tutta la documentazione necessaria: ricevute di pagamento, delibere assembleari, autorizzazioni e concessioni edilizie.



