27 C
Rome
venerdì, Agosto 12, 2022

Benefici contributivi amianto, prepensionamento per 15 operai

Letto: 358 volte

Ultimi articoli

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Salerno che aveva applicato criteri restrittivi per 15 lavoratori esposti all’amianto. “Si aprono nuovi spiragli – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, che li assiste – per l’accredito dei benefici contributivi amianto”.

Il procedimento giudiziario riguarda 15 operai dello stabilimento Nexans Italia di Battipaglia, nel salernitano, ai quali non era stata riconosciuta dalla Corte di Appello la possibilità del prepensionamento. La Corte suprema non è dello stesso avviso.

Benefici contributivi, il prepensionamento

I “giudici ermellini”, con sentenza n. 2007 del 24.01.2022, ha accolto il ricorso dei 15 lavoratori assistiti e difesi dall’avvocato Ezio Bonanni, e ha stabilito il principio dell’applicazione del moltiplicatore del 50% utile al prepensionamento per i lavoratori esposti ad amianto, anche in assenza di malattia. In altri termini, ogni 10 anni di contribuzione equivalgono a 15.

Nel corso del I e del II grado di giudizio, i magistrati hanno accertato che gli operai erano stati esposti a concentrazioni di 100 ff/ll (fibre/litro) di amianto, nella media delle 8 ore lavorative giornaliere, e per oltre dieci anni. Molti dei loro colleghi sono, purtroppo, già deceduti per le malattie asbesto correlate, tra cui mesotelioma, tumore del polmone ed altre malattie causate dall’amianto.

Amianto, killer silenzioso

L’amianto è un minerale altamente cancerogeno. Gli scienziati ne riconobbero la pericolosità già negli anni ’40. Anche prima chi era dell’ambiente aveva notato l’alta mortalità negli operai che lo lavoravano e che erano esposti alla polvere di asbesto.

Nonostante questo le aziende continuarono ad utilizzarlo nelle costruzioni, con l’eternit (amianto misto a cemento), nelle tubature dell’acqua e nei cantieri navali per la costruzione dei natanti. È infatti un materiale economico e ha ottime caratteristiche. Le sue fibre però sono portatrici di morte.

Lo Stato italiano vietò il suo utilizzo soltanto nel 1992, con la Legge 257. Non rese però obbligatorie le bonifiche. Per questo il materiale è ancora presente in tanti edifici pubblici e privati e continua a mietere vittime.

Nel 2021 le vittime sono state oltre 7mila, come ha specificato l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione : “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2021“. I dati relativi ai decessi per mesotelioma sono stati raccolti anche nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail. L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, anche attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, assiste da anni i lavoratori e le famiglie delle vittime, fornendo assistenza legale e medica.

L’esposizione all’amianto dà diritto anche al risarcimento danni

La presa di posizione del Tribunale di Salerno, sezione lavoro, con la sentenza n. 1028/13, era stata avallata dalla Corte di Appello di Salerno, duramente contestata dall’avvocato Bonanni. Il legale ha impugnato questa decisione innanzi alla Suprema Corte che ha accolto il ricorso. Secondo i giudici salernitani, i benefici amianto, e cioè le maggiorazioni contributive dovute a chi è stato esposto ad amianto, dovevano essere calcolate con il coefficiente 1,25, utile solo per l’entità della prestazione pensionistica e non per il prepensionamento.

Per la prima volta la Suprema Corte di Cassazione afferma anche un principio di risarcimento danni per i lavoratori esposti ad amianto anche oltre il c.d. beneficio contributivo.

Renato Annunziata è uno di loro. Ha lavorato per 37 anni nello stabilimento di Battipaglia (Salerno, Campania).

Anche per lui la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e rinviato, per un nuovo esame, alla Corte di Appello di Salerno, in diversa composizione. Questa, nel decidere, dovrà tenere conto dei principi sottolineati dalla Corte Suprema.

Benefici contributivi, l’impegno dell’Ona

Una nuova importane vittoria dell’ONA che raccoglie la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto. Per richiedere una consulenza gratuita i lavoratori e i cittadini possono utilizzare lo sportello on-line, o contattare il numero verde 800 034 294.

In Italia purtroppo ancora manca una mappatura e le bonifiche amianto sono in colpevole ritardo. Quel che è peggio è che i casi di malattie asbesto correlate sono in crescita. Per questo l’associazione ha ideato e realizzato una App (http://app.onanotiziarioamianto.it/) per le segnalazioni dei siti contaminati.

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita