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venerdì, Luglio 19, 2024

Bari, materiali in amianto fuori dal cantiere: il sequestro

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A volte anche il senso civico di semplici cittadini può evitare che si perseguano reati ambientali. È avvenuto a Bari, dove fuori da un cantiere sono stati appoggiati, per essere rimossi, alcuni materiali in amianto. In strada e avvolti soltanto da un foglio di plastica. Qualcuno, però ha avuto il sospetto che si trattasse di cemento amianto e ha chiamato la centrale operativa della polizia locale.

Bari, materiali in amianto in strada: arrivano i vigili

I vigili hanno così sequestrato i pannelli lasciati sul marciapiede nel quartiere Libertà. Il personale del settore Polizia giudiziaria, ecologia ed ambiente, assieme al personale del settore viabilità, è arrivato sul posto per un breve sopralluogo e per decidere come muoversi. Così sono scattati i sigilli.

Operaio sorpreso a rimuovere onduline senza permessi

L’intervento dei vigili è stato ancora più importante perché, una volta sul posto si sono resi conto che un operaio stava rimuovendo manualmente e sezionando le onduline della copertura, probabilmente anche queste in eternit. Secondo quanto accertato a un primo esame i materiali non erano stati precedentemente trattati per cui alcune parti si rompevano provocando evidentemente la dispersione delle fibre.

Effetti ell’amianto sulla salute umana

L’amianto è un minerale altamente cancerogeno, utilizzato in edilizia, ma anche in altri molteplici usi, fino al 1992. Quell’anno entrò in vigore la Legge che lo mise finalmente al bando. Troppo tardi per evitare una lunga scia di malattie e di morte causata da asbestosi, mesotelioma e tante altre patologie asbesto correlate. Nonostante già nei primi del Novecento si conoscesse la pericolosità del minerale – che aveva però ottime caratteristiche – fu utilizzato in grande quantità in Italia. Gli operai che lo lavoravano si ammalavano e morivano, ma nessuno poteva all’epoca fermare il profitto. Così come ha scritto l’avvocato Ezio Bonanni ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Inoltre, la reale portata del fenomeno si comprese soltanto decenni dopo, perché le malattie causate dall’amianto hanno un lungo periodo di latenza. E ancora oggi i casi di mesotelioma, registrati dal VII Rapporto ReNaM, anche se sottostimati, sono in crescita. Il picco delle patologie è previsto, infatti, tra il 2025 e il 2030.

Anche a Bari l’importanza della bonifica dell’amianto

Per questo l’Osservatorio nazionale amianto insiste tanto per le bonifiche e per il corretto trattamento dei materiali in amianto. Lo smaltimento deve avvenire in completa sicurezza e deve essere affidato a ditte specializzate e contenuto in un apposito albo. L’Ona ha realizzato anche un’apposita App per la segnalazione dei siti contaminati.

Così non è stato nel cantiere di Bari, dove per terra, le forze dell’ordine intervenute, hanno trovato anche altre 15 onduline e una tubazione di circa un metro e mezzo. L’Arpa Puglia effettuerà le analisi sul campione del materiale per accertare che sia effettivamente asbesto e in che stato. Il titolare dell’impresa esecutrice dei lavori è stato nominato custode giudiziario e denunciato.

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