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giovedì, Maggio 23, 2024

Benefici amianto negati, ex operaio non taglia più la barba

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Cade nella data della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, il 28 aprile, l’udienza in Cassazione della vicenda relativa all’ex metalmeccanico siciliano Calogero Vicario. L’operaio da più di 1000 giorni non taglia la barba e i capelli per protesta.

Diritti negati in Appello, barba lunga per protesta

Aveva ottenuto, infatti, insieme ad altri 9 colleghi delle Industrie meccaniche siciliane, i benefici amianto e quindi il prepensionamento. Questi diritti sono stati, però, negati in Appello, nonostante le malattie contratte a causa dell’esposizione all’amianto. Ora la loro battaglia è in mano ai giudici ermellini che decideranno sulle loro vite. Intanto la sua barba continua a crescere.

Calogero Vicario e i colleghi attendono udienza Cassazione

“Quel giorno voglio esserci fisicamente – ha detto Vicario – andrò a sedermi davanti la Cassazione. Voglio portare ancora una volta la mia testimonianza e lo farò insieme a mia figlia. Non ci aspettiamo nulla di particolare, anche perché moralmente mi sento di avere già vinto.

Siamo riusciti, anche grazie all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, e all’onorevole Pippo Gianni, ex sindaco di Priolo Gargallo,  a scoperchiare il vaso di Pandora. Nessuno prima del 2009 in Sicilia parlava di amianto. Ora ci affidiamo alla Suprema Corte. Per capire se è giusto che per un cavillo dobbiamo essere trattati come delinquenti, perché è di questo che si tratta. L’Inps ci ha anche chiesto indietro il denaro che ci aveva concesso dopo la sentenza di primo grado, che avevamo vinto.

Barba lunga, dura battaglia psicologica

Negli anni abbiamo ammortizzato la spesa, ma abbiamo pagato sulla nostra pelle questa ingiustizia. E con noi l’hanno pagata le nostre famiglie. Mi è costata anche la protesta che si è concretizzata con il mancato taglio di barba e capelli. È stato difficile per tutti, anche a livello psicologico. Eppure ho sempre pensato di essere nel giusto e che non dovevo assolutamente mollare”.

Calogero è malato: deficit respiratorio del 38%

Calogero, 61 anni, ha i bronchi pieni di amianto che respirava nelle delle Industrie meccaniche siciliane dove ha lavorato per anni. Quattro o cinque volte l’anno combatte con brutte bronchiti e ha un deficit respiratorio del 38%. Qualsiasi piccolo sforzo lo affatica moltissimo. Con sé deve sempre portare un broncodilatatore.

Negli ultimi mesi si è sottoposto a una Tac che ha, purtroppo, portato alla luce diversi noduli. È, quindi, sotto stretta sorveglianza sanitaria. Ricorda sempre che almeno 20 suoi colleghi sono venuti a mancare in questi anni a causa dell’amianto. Così come in tutte le fabbriche in cui il minerale killer si lavorava.

Effetti dell’amianto sulla salute umana

La storia di Calogero è quella di tanti, troppi operai che pensavano di aver trovato un lavoro dignitoso per mantenere le loro famiglie e si sono trovati a combattere contro un mostro. Le patologie asbesto correlate, infatti, sono gravissime e possono manifestarsi anche 30 o 40 anni dopo l’esposizione, come ha sempre denunciato l’avvocato Bonanni, che lo assiste in questa battaglia. Il presidente Ona ha raccolto tutti i documenti e i dati raccolti sul fenomeno asbesto nella Penisola ne: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Qui ha spiegato bene come le vittime sono sottostimate, che l’Inail ha conteggiato per anni soltanto i casi di mesotelioma (VII rapporto ReNaM). Solo da qualche anno sono registrate anche tutte le altre patologie tra le quali tante altre neoplasie. La sfida cè alle bonifiche e per questo l’Ona ha realizzato una App per segnalare i siti contaminati. Senza tralasciare, nenche un minuto, le vittime dell’amianto, i malati e le loro famiglie.

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