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mercoledì, Maggio 29, 2024

Bando Isi, 85 mln alle aziende per smaltire l’amianto

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Contributi a fondo perduto con il bando Isi per le aziende per migliorare la sicurezza sul lavoro. Di questi 86,5 milioni di euro sono destinati a progetti di bonifica da materiali contenenti amianto in tutta Italia. Nel caso della bonifica di asbesto nelle coperture, l’Inail finanzia anche il rifacimento della copertura.

L’Inail ha stanziato 333 milioni di euro per tutte le regioni italiane. Dal 2010 sono oltre 3 miliardi di euro gli incentivi destinati dall’Istituto per aiutare le imprese che investono in prevenzione.

Bando Isi per migliorare la sicurezza sul lavoro

La sicurezza sui luoghi di lavoro è fondamentale. Troppi sono, ancora oggi, infatti, gli incidenti mortali e non che si verificano all’interno delle aziende e nei cantieri. Molti si potrebbero evitare se fossero predisposte tutte le misure previste per legge. Purtroppo, però, ci sono diversi motivi per cui non vengono attuate. Uno di questi è sicuramente culturale, l’altro riguarda le difficoltà economiche che molte società sono costrette ad affrontare, ancora di più nell’ultimo periodo, con lo stop dovuto all’emergenza Covid e alle conseguenze nel medio e lungo periodo.

Per questo i fondi messi a disposizione, che le imprese non dovranno restituire, sono importantissimi. Come è fondamentale che le società li sfruttino nella loro totalità. È un’opportunità di crescita, ma soprattutto un investimento sulla salute dei propri lavoratori e la stabilità dell’impresa stessa.

Le malattie causate dall’amianto

Oltre agli incidenti che sentiamo più spesso raccontati nelle cronache dei tg o dei quotidiani, ci sono anche tutta una serie di malattie professionali, troppe volte dimenticate. Tra queste grande parte assumono quelle asbesto correlate. L’amianto causa, infatti, il mesotelioma (tumore della pleura), tutta una serie di altre neoplasie, tra cui il tumore del polmone. Ma anche asbestosi e placche pleuriche che possono rendere un dipendente inabile al lavoro.

Un problema anche economico, ben spiegato nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto. Ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022, Bonanni ricostruisce il fenomeno italiano, dove l’asbesto è presente in grande quantità. Per questo e per le sue caratteristiche fu utilizzato per decenni, nonostante già dai primi del ’900 se ne conoscesse la pericolosità. Questo causò la cosiddetta strage silenziosa.

Bando Isi, l’importanza delle bonifiche amianto

Il minerale è stato messo al bando in Italia nel 1992, ma 30 anni dopo ancora tantissime strutture presentano materiali in amianto. Questi a distanza di anni sono deteriorati e le fibre si disperdono ancora più facilmente. Per questo vanno rimosse al più presto, per evitare esposizioni e nuove malattie che causano, ogni anno, 7mila morti. Le bonifiche purtroppo sono in ritardo e le aziende hanno, grazie a questi fondi, una grande opportunità e possono pensare anche al risparmio futuro. Eviteranno così, infatti, anche di rispondere di eventuali procedimenti giudiziari.

Per agevolare le bonifiche e contribuire a una mappatura aggiornata dei siti contaminati l’Ona ha realizzato anche una App. Qui ogni cittadino può segnalare i luoghi in cui ancora è presente l’amianto.

I fondi divisi per settore

Ci sono, poi, altri 4 assi di finanziamento. Al primo (Isi Investimenti) è destinata la quota più grande, pari a 161,8 milioni di euro, suddivisi in 156,8 milioni per i progetti di investimento e 5 milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Il secondo asse (Isi Movimentazione manuale dei carichi) prevede 40 milioni di euro per la realizzazione di progetti per la riduzione del rischio.

Il quarto (Isi Specifici settori) mette a disposizione 10 milioni di euro per progetti per micro e piccole imprese operanti nella ristorazione. L’importo del quinto asse (Isi Agricoltura), riservato ai progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, è invece di 35 milioni di euro. Sono suddivisi in 25 milioni per la generalità delle imprese agricole e 10 milioni per i giovani agricoltori (under 40), organizzati anche in forma societaria.

Il contributo può coprire fino al 65% della spesa

Per ogni progetto ammesso, il contributo Inail erogato in conto capitale può coprire fino al 65% delle spese sostenute fino a un massimo di 130mila euro. Per ottimizzare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal bando, in caso di mancato utilizzo delle risorse, nella fase di elaborazione degli elenchi definitivi delle imprese ammesse sarà possibile ridistribuire i finanziamenti non assegnati.   

Bando Isi, come presentare le domande

Le imprese potranno presentare la domanda dal prossimo 2 maggio fino alle 18 del 16 giugno. Sul portale Inail – nella sezione Accedi ai Servizi Online – le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli Avvisi regionali.

La domanda compilata e registrata, esclusivamente, in modalità telematica, dovrà essere inoltrata allo sportello informatico per l’acquisizione dell’ordine cronologico, secondo quanto riportato nel documento “Regole Tecniche e modalità di svolgimento”. Le domande ammesse agli elenchi cronologici dovranno essere confermate, a pena di decadenza dal beneficio, attraverso l’apposita funzione on line di upload/caricamento della documentazione. Per informazioni e assistenza è possibile fare riferimento al numero telefonico 06.6001 del Contact center Inail. È, anche, possibile rivolgersi al servizio Inail Risponde, nella sezione Supporto del portale.

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