“A(z)ZERO Amianto”. Esperti e istituzioni si danno appuntamento a L’Aquila

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Studiosi, docenti, professionisti, imprenditori, rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo chiamati a raccolta dall’Osservatorio Nazionale Amianto per fare il punto sul progetto “A(z)ZERO Amianto”.
Un percorso che va avanti da diversi mesi e che sta trovando riscontro e crescente interesse da parte delle istituzioni e di soggetti privati.

L’appuntamento è per il prossimo 14 dicembre, a partire dalle ore 15, presso Palazzo Fibbioni, in Via San Bernardino 1 a L’Aquila. Un momento di confronto importante, in un luogo simbolo dell’Abruzzo e dell’Italia intera.
L’azione di denuncia dell’Ona diventa proposta concreta che vede proprio nella scelta del Comune de L’Aquila di inserire il problema dolente dell’amianto all’interno del Fascicolo del Fabbricato, una prima importante vittoria.
L’ONA ribadirà la disponibilità a collaborare con le Pubbliche Istituzioni e ad essere promotore di processi virtuosi e raccolta di idee.
Il programma

Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale sull’Amianto;
Giorgio Loru, Coordinatore ONA Abruzzo Onlus (saluti e moderazione del convegno)
Massimo Cialente, Sindaco de L’Aquila
Ettore Barattelli, Presidente ANCE;
Pierpaolo Pietrucci, Presidente della Commissione Ambiente Consiglio Regionale;
Stefania Pezzopane, Senatrice Presidente commissione Lavoro
Dott. Ivo Menna, coordinatore ONA Vasto e delegato del presidente nazionale per i rapporti con le forze politiche in relazione alle modifiche legislative in materia di benefici contributivi per esposizione ad amianto;
Domenico Pompeo, Direttore dipartimento di prevenzione A.S.L. 1
Massimo Luciani, Direttore ANCI Abruzzo;
Massimo Lombardo, Coordinamento ONA Onlus Abruzzo
Arturo Cianciosi, Medico Legale;
Lorenzo Berardinetti, Presidente Commissione Agricoltura, Sviluppo economico, Attività produttive Regione Abruzzo
Bartolomeo Pepe, Senatore e membro commissione Ecomafie Senato;
Guido Liris, Consigliere Comune L’Aquila;
Francesco di Paolo, Coordinatore Ricostruzione post terremoto comuni del cratere
Rappresentanti di Ordini Professionali

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L’amianto e il rischio per la salute

L’amianto in tutte le sue varietà mineralogiche (actinolite, amosite, anthophillite, crisotilo, crocidolite e tremolite) è stato riconosciuto dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come un cancerogeno certo per l’essere umano1. Non vi è alcuna evidenza che esista una soglia minima di fibre di asbesto al di sotto della quale si possa escludere l’attività cancerogena, ed incrementi di incidenza di tumori sono stati dimostrati in popolazioni esposte a livelli molto bassi di fibre2.
Lo IARC ha affermato che “L’amianto provoca il mesotelioma e il cancro del polmone, della laringe e dell’ovaio” (IARC A review of human Carcinogens. Arsenic, Metals, Fibres and Dust. IARC Monographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risks to Humans. 100 part C. Lyon: IARC; 2012).
Allo stato attuale degli studi la IARC classifica l’amianto come agente cancerogeno probabile per i tumori del tratto digerente (faringe, stomaco ed colon).
La direttiva n. 477/83/CEE afferma che “le attuali conoscenze scientifiche non sono tali da consentire di stabilire un livello al di sotto del quale non vi siano più rischi per la salute” (quarto “considerando”);
La direttiva n. 148/2009/CEE afferma che “anche se non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di cancro, è opportuno ridurre al minimo l’esposizione professionale dei lavoratori all’amianto” (undicesimo “considerando”);

Per queste ragioni e tenendo conto che purtroppo l’amianto provoca 6.000 morti solo in Italia e più di 100.000 nel resto del mondo, è necessario che si provveda al più presto alla decontaminazione dei diversi territori, che quindi vanno restituiti integri e bonificati anche dagli altri cancerogeni alle popolazioni.
Tali iniziative determinerebbero un risparmio di risorse perché costa molto di più curare una moltitudine di cittadini ammalati che adottare il programma ONA, che presuppone non tanto la bonifica quanto una vera e propria restituzione alla fruibilità di questi territori e attivare un percorso virtuoso che possa rilanciare pure l’economia.

laquila-01I costi delle colossali operazioni di bonifica non sono palesemente sostenibili con ordinarie e straordinarie linee di finanziamento, all’interno delle regolazioni dei comportamenti amministrativi pubblici, privati e pubblico-privati. È necessario che la bonifica sia considerata uno degli obbiettivi di un complesso di iniziative per lo sviluppo territoriale, al fine di far convergere più iniziative, più finanziamenti, su un territorio del quale si posseggano dati sufficienti.
La bonifica dall’Amianto, anche in presenza di altri veleni e di sottosviluppo, si otterrà per default dall’attuazione di progetti complessi di rinascita territoriale.

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