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giovedì, Maggio 13, 2021

“Azzero Amianto”: esperti e istituzioni in un unico convegno

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Studiosi, docenti, professionisti, imprenditori, rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo chiamati a raccolta dall’Osservatorio Nazionale Amianto per fare il punto sul progetto “AzZERO Amianto”.

Un percorso quindi, che va avanti da diversi mesi e che sta trovando riscontro e crescente interesse da parte delle istituzioni e di soggetti privati.

Difatti, l’appuntamento è per il prossimo 14 dicembre, a partire dalle ore 15, presso Palazzo Fibbioni, in Via San Bernardino 1 a L’Aquila. Un momento di confronto importante, in un luogo simbolo dell’Abruzzo e dell’Italia intera.

Finalmente l’azione di denuncia dell’Ona diventa proposta concreta che vede proprio nella scelta del Comune de L’Aquila di inserire il problema dolente dell’amianto all’interno del Fascicolo del Fabbricato, una prima importante vittoria.

L’ONA ribadirà la disponibilità a collaborare con le Pubbliche Istituzioni e ad essere promotore di processi virtuosi e raccolta di idee.

Azzero Amianto

Consulta il programma dell’evento: Azzero amianto

  • Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale sull’Amianto;
  • Giorgio Loru, Coordinatore ONA Abruzzo Onlus (saluti e moderazione del convegno);
  • Massimo Cialente, Sindaco de L’Aquila;
  • Ettore Barattelli, Presidente ANCE;
  • Pierpaolo Pietrucci, Presidente della Commissione Ambiente Consiglio Regionale;
  • Stefania Pezzopane, Senatrice Presidente commissione Lavoro;
  • Dott. Ivo Menna, coordinatore ONA Vasto e delegato del presidente nazionale per i rapporti con le forze politiche in relazione alle modifiche legislative in materia di benefici contributivi per esposizione ad amianto;
  • Domenico Pompeo, Direttore dipartimento di prevenzione A.S.L. 1;
  • Massimo Luciani, Direttore ANCI Abruzzo;
  • Massimo Lombardo, Coordinamento ONA Onlus Abruzzo;
  • Arturo Cianciosi, Medico Legale;
  • Lorenzo Berardinetti, Presidente Commissione Agricoltura, Sviluppo economico, Attività produttive Regione Abruzzo;
  • Bartolomeo Pepe, Senatore e membro commissione Ecomafie Senato;
  • Guido Liris, Consigliere Comune L’Aquila;
  • Francesco di Paolo, Coordinatore Ricostruzione post terremoto comuni del cratere;

Infine, al convegno Azzero amianto interverranno naturalmente anche i rappresentanti di Ordini Professionali.

L’amianto e il rischio per la salute, parla lo IARC

Come è noto, l’amianto in tutte le sue varietà mineralogiche (actinolite, amosite, anthophillite, crisotilo, crocidolite e tremolite).

Inoltre, è stato riconosciuto dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come un cancerogeno certo per l’essere umano.

Non vi è alcuna evidenza che esista una soglia minima di fibre di asbesto al di sotto della quale si possa escludere l’attività cancerogena.

Tuttavia, gli incrementi di incidenza di tumori sono stati dimostrati in popolazioni esposte a livelli molto bassi di fibre.

IARC: la monografia conferma il rischio

Quindi la IARC ha affermato che “L’amianto provoca il mesotelioma e il cancro del polmone, della laringe e dell’ovaio” (IARC A review of human Carcinogens. Arsenic, Metals, Fibres and Dust. IARC Monographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risks to Humans. 100 part C. Lyon: IARC; 2012).

Così, allo stato attuale degli studi la IARC classifica l’amianto come agente cancerogeno probabile per i tumori del tratto digerente (faringe, stomaco ed colon).

La direttiva n. 477/83/CEE afferma che “le attuali conoscenze scientifiche non sono tali da consentire di stabilire un livello al di sotto del quale non vi siano più rischi per la salute” (quarto “considerando”);

La direttiva n. 148/2009/CEE afferma che “anche se non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di cancro, è opportuno ridurre al minimo l’esposizione professionale dei lavoratori all’amianto” (undicesimo “considerando”);

Amianto: una strage globale a cui l’ONA pone rimedio

Considerando che purtroppo l’amianto provoca 6.000 morti solo in Italia e più di 100.000 nel resto del mondo, è necessario che si provveda al più presto alla decontaminazione dei diversi territori.

Per questa ragione intere aree del territorio vanno restituite integre e bonificate anche dagli altri cancerogeni alle popolazioni.

Tali iniziative determinerebbero un risparmio di risorse perché costa molto di più curare una moltitudine di cittadini ammalati che adottare il programma ONA.

In breve, il programma ONA presuppone non tanto la bonifica quanto una vera e propria restituzione alla fruibilità di questi territori. Successivamente è necessario attivare un percorso virtuoso che possa rilanciare pure l’economia.

I costi delle colossali operazioni di bonifica non sono palesemente sostenibili con ordinarie e straordinarie linee di finanziamento, all’interno delle regolazioni dei comportamenti amministrativi pubblici, privati e pubblico-privati.

Perciò è necessario che la bonifica sia considerata uno degli obbiettivi di un complesso di iniziative per lo sviluppo territoriale.

Un progetto che nasce al fine di far convergere più iniziative, più finanziamenti, su un territorio del quale si posseggano dati sufficienti.

La bonifica dall’Amianto, anche in presenza di altri veleni e di sottosviluppo, si otterrà per default dall’attuazione di progetti complessi di rinascita territoriale.

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