Pensioni esposizione amianto: ne parla l’Avv. Ezio Bonanni

INPS INPS

Avv. Ezio Bonanni: pensioni esposizione amianto

Le pensioni amianto sono legate alla esposizione amianto. In questi casi, i lavoratori hanno diritto ad avere delle maggiorazioni contributive amianto, dette anche benefici contributivi per esposizione amianto.

Questo notiziario ha intervistato l’Avv. Ezio Bonanni, il quale guida i lavoratori nei meandri della burocrazia per i benefici amianto, prepensionamento amianto, aumento pensione amianto e pensione invalidità amianto.

Intanto l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il servizio di assistenza legale, per permettere ai lavoratori di ottenere la tutela dei loro diritti previdenziali e contributivi.

S.O.S. servizio assistenza legale gratuita pensioni amianto

L’amianto è un killer per l’uomo e per l’ambiente. Ai lavoratori esposti ad amianto è attribuito il risarcimento contributivo amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è stato il pioniere in Italia della difesa di questi lavoratori per far ottenere loro il prepensionamento.

numero verde ona

assistenza vittime amianto grautita

Richiesta di consulenza legale gratuita prepensionamento

Per avere un parere legale gratuito dell’Avv. Ezio Bonanni, dopo aver letto l’intervista, è sufficiente farne richiesta scritta (richiesta consulenza legale gratuita pensioni esposizione amianto)

Cos’è l’amianto e perché è dannoso?

L’amianto è il nome dato ad una serie di minerali che si trovano naturalmente nell’ambiente come fasci di fibre, che possono essere separati in fili sottili e resistenti per l’uso in applicazioni commerciali e industriali.

Queste fibre sono resistenti al calore, al fuoco e alle sostanze chimiche e non conducono elettricità.

Per queste ragioni, l’amianto è stato ampiamente usato in molti settori.

Chimicamente, i minerali di amianto sono composti di silicati, nel senso che contengono atomi di silicio e ossigeno nella loro struttura molecolare.

L’amianto è cancerogeno, ed è sufficiente consultare l’ultima monografia IARC per rendersene conto:

Quali sono gli effetti delle fibre di amianto sull’uomo?

Le persone possono essere esposte all’amianto nel loro posto di lavoro, nelle loro comunità o nelle loro case. Se i prodotti contenenti amianto si deteriorano, piccole fibre di amianto vengono rilasciate nell’aria.

Quando vengono respirate, le fibre di amianto possono restare intrappolate nei polmoni e rimanere lì per molto tempo. Nel tempo, queste fibre possono accumularsi e causare cicatrici e infiammazioni, che possono influire sulla respirazione e portare a seri problemi di salute.

Oltre a questi effetti di natura infiammatoria, c’è poi il rischio cancerogeno. Infatti, l’infiammazione è la prima fase del processo neoplastico.

L’esposizione ad amianto e gli effetti cancerogeni sull’uomo

L’Avv. Ezio Boanni ha dimostrato che l’amianto è effettivamente un cancerogeno perfetto. Avvia prima lo stato infiammatorio, come chiarito anche da Cass., IV Sez. Pen., 45935/2019, e poi il cancro.

Le fibre causano, prima di tutto, il mesotelioma (un tumore relativamente raro delle membrane sottili che rivestono il torace e l’addome), e tumori del polmone, della laringe e dell’ovaio.

Queste neoplasie sono inserite nella lista I dell’INAIL.

Sebbene raro, il mesotelioma è la forma più comune di cancro associata all’esposizione all’amianto.

Gli altri cancri da amianto: malattie asbesto correlate

Altre forme di tumore legate all’amianto sono quelle dello stomaco, della faringe e del colon-retto.

Le altre malattie da infiammazione da fibre di amianto

L’esposizione all’amianto può anche aumentare il rischio di insorgenza di asbestosi (una condizione infiammatoria che colpisce i polmoni che può causare respiro affannoso, tosse e danni polmonari permanenti).

Poi ci sono gli altri disturbi polmonari e pleurici non maligni, incluse placche pleuriche (alterazioni delle membrane che circondano il polmone) , ispessimento pleurico e versamenti pleurici benigni (raccolte anormali di fluido tra i sottili strati di tessuto che rivestono i polmoni e la parete della cavità toracica).

Sebbene le placche pleuriche non siano precursori del cancro del polmone, le evidenze suggeriscono che le persone con malattia pleurica causate dall’esposizione all’amianto possono essere ad aumentato rischio di cancro del polmone.

Risarcimento contributivo pensioni esposizione amianto

I lavoratori esposti alle fibre killer, secondo l’avvocato Ezio Bonanni, hanno diritto ai benefici contributivi (benefici contributivi amianto e risarcimento danni) e al risarcimento danni esposizione, se la loro esposizione è stata maggiore di 10 anni a una concentrazione più elevata delle 100 ff/l (articolo 13 comma 8 Legge 257/1992), oppure se hanno contratto una patologia, anche minima (compresi gli ispessimenti pleurici e le placche pleuriche, quasi sempre presenti).

Al di là del grado invalidante, hanno in ogni caso diritto a ottenere i benefici contributivi per esposizione amianto (benefici contributivi amianto e risarcimento danni) sulla base dell’art. 13 comma 7 L. 257/1992, sempre validi per il prepensionamento e sempre con il coefficiente 1,5, senza necessità di domanda all’INAIL e di prova della soglia delle 100 ff/l e senza decadenza nel caso di mancato deposito della domanda all’INAIL.

Leggi su benefici contributivi amianto art. 13 comma 7 Legge 257 del 1992

Maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto

Come ampiamente esplicato dall’avvocato Bonanni, la rivalutazione contributiva per coloro che siano rimasti esposti all’amianto (non ammalati di patologie amianto) con concentrazioni pari o superiori alle 100 ff/ll nella media delle otto ore lavorative per oltre 10 anni, ex art. 13 comma 8 legge 257 del 92, è di natura risarcitoria.

La Corte di Cassazione, sez. lav., sentenza n. 25000/2014, ne ha sancito, per ciò stesso, l’assogettamento alla prescrizione decennale.

Maggiorazioni amianto anche senza malattia asbesto correlata

Il diritto alle rivalutazioni contributive ex art. 13, co. 8, L. 257/92, sono riconosciute a quei lavoratori che non si sono ancora ammalati, nonostante siano stati esposti ad elevate concentrazioni di amianto.

La Corte di Cassazione chiarisce che, le maggiorazioni amianto, sono riconosciute indipendentemente dalla diagnosi di malattia asbesto correlata, ‘in funzione compensativa dell’obiettiva pericolosità dell’attività lavorativa spiegata’ (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza n. 4913 del 2001 ed ex multis).

Regole cautelari di tutela amianto del diritto comunitario

L’avvocato Ezio Bonanni spiega con chiarezza che il richiamo alle norme di cui agli artt. 24 e 31 del D.L.vo 277/91, doveva essere interpretato come presupposto di tutela dei diritti dei lavoratori rispetto ai rischi dell’amianto. Infatti, queste norme sono state adottate per recepire la direttiva 477/83/CEE, avente ad oggetto la tutela dei lavoratori esposti ad amianto.

La Corte di Giustizia: condanna per i ritardi sull’amianto

L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea  (decisione del 13.12.90), a definizione della procedura n. 240 del 1989.

Questa procedura è stata promossa dalla Commissione Europea a carico della Repubblica Italiana, per la mancata adozione delle norme di tutela dei lavoratori esposti ad amianto di cui alla direttiva 477/83/CEE.

I lavoratori esposti ad amianto avevano diritto recepimento della direttiva entro il termine del 01.01.1987. Ci fu un ingiusto ritardo che ha creato un pregiudizio, a fronte del quale, è stata emanata la norma di cui all’art. 13, co. 8, L. 257/92.

In questo modo, si è giunto a un profilo di compensazione per il tardivo recepimento della direttiva comunitaria.

Corte Costituzionale, divieto di discriminazione

La Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 127 del 2002, intervenendo per chiarire le norme di cui all’art. 13 comma 8 legge 257/92, ha stabilito che nel riconoscimento del diritto non è ammessa alcuna selezione che si fondi sulla titolarità del rapporto e sulla categoria merceologica, in quanto ha una funzione compensativa dell’obiettiva pericolosità dell’attività svolta per via della presenza di amianto nell’ambiente lavorativo.

No alla selezione tra lavoratori esposti!

Continua Bonanni, presidente dell’ONA, spiegando che selezionare tra gli esposti all’amianto, per un periodo di oltre 10 anni, a concentrazioni oltre la soglia delle 100 ff/ll nella media delle otto ore lavorative, per escluderne una vasta platea (ferrovieri, militari, etc.) solo perché non erano dipendenti di imprese che producevano prodotti in amianto o lo lavorassero direttamente.

Risarcimento contributivo: pensioni esposizione amianto

Infatti, la norma di cui all’art. 13, co. 8, L. 257/92, ha lo scopo di “indennizzare i lavoratori che hanno una aspettativa di vita inferiore rispetto a quelli non esposti all’amianto” (Corte di Appello di Perugia, Sezione Lavoro, Sentenza n. 441 del 2008).

Tant’è vero che la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la Sentenza 19.01.2007 n. 1179, nell’attribuire il diritto ai benefici amianto con il coefficiente 1,5 anche ai marittimi, lo ha ribadito, per cui, tutti i lavoratori, hanno lo stesso diritto.

Pensioni esposizione amianto marittimi: si della Cassazione

I marittimi, al pari dei ferrovieri, hanno diritto alle rivalutazioni contributive per esposizione ad amianto in base all’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Il coefficiente loro riservato, in caso di applicazione della normativa pre-riforma, è quello dell’1,5, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione.

La Corte di Cassazione, sez. lav., con sentenza n. 1179 del 19.01.2007, ha chiarito che sussite il diritto dei lavoratori marittimi ai benefici amianto.

Pensioni esposizione amianto marittimi

Così, la Corte di Cassazione per i marittimi:

ciò che rileva per il diritto alla rivalutazione contributiva è la sussistenza di un rischio morbigeno (qualificato) e dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto, e non pure la soggettività dell’ente – FS, poste casse marittime, IPSEMA o INAIL – che gestisce l’assicurazione e ciò anche perché nel nostro Paese molte aziende di Stato hanno utilizzato l’amianto e perché gli enti pubblici non hanno dato applicazione al disposto di cui all’art. 32 della Costituzione e, pur consapevoli del fatto che il minerale determinasse danni alla salute e all’ambiente (come dimostra l’inserimento dell’asbestosi nelle tabelle delle malattie professionali utilizzate dall’Inail per l’erogazione delle prestazioni assicurative fin con la legge 455 del 1943), ne hanno permesso un sempre maggior utilizzo, con un apice di ingerenza negli anni ’70 ed ’80, quando già se ne conosceva anche la natura di cancerogeno”.

Applicazione del principio del diritto a tutti i lavoratori

Si evidenzia che i benefici amianto sono un diritto universale di tutti i lavoratori. Ciò perché solo con l’arrivo della condanna in ambito europeo sono stati adottati (con il D.L.vo 277/91) limiti di soglia, ed è vietato l’impiego e la lavorazione dell’amianto (con la legge 257/92).

Quindi, per molto tempo, è stato contraddetto il principio di tutela della salute di cui all’art. 32 Cost. e, quindi, in base all’art. 38 Cost., questo diritto spetta a tutti i lavoratori.

Giova richiamare, sul punto, il principio di eguaglianza e i criteri di razionalità della interpretazione e applicazione della norma, ed in particolare dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, coordinati con i principi di cui agli artt. 35 e 36 della Costituzione,  della tutela del lavoro e della dignità del lavoratore e della sua famiglia.

Riduzione del beneficio amianto

L’art. 13 comma 8 della legge 257/92 nella sua originaria formulazione riconosceva il diritto alla rivalutazione della posizione previdenziale con il coefficiente 1,5 utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione e ove percepita a vedersene maggiorato l’importo delle prestazioni.

Con l’art. 47, comma 1, del D.L. 269/03, convertito con legge 326 del 23.11.2003, il Legislatore è intervenuto per ridurre il coefficiente moltiplicatore ad 1,25, applicabile ai soli fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche e non più utile per maturare anticipatamente il diritto di accesso alle prestazioni previdenziali:

A decorrere dal 1° ottobre 2003, il coefficiente stabilito dall’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e’ ridotto da 1,5 a 1,25. Con la stessa decorrenza, il predetto coefficiente moltiplicatore si applica ai soli fini della determinazione dell’importo delle prestazioni pensionistiche e non della maturazione del diritto di accesso alle medesime”.

Benefici pensioni esposizione amianto: termine domanda

Con il successivo 5° comma, il legislatore ha stabilito che gli aventi diritto avessero l’onere di inoltrare domanda di certificazione di esposizione all’Inail, chiamata a rendere un parere tecnico attraverso le CONTARP regionali, e a rilasciare la certificazione, nel termine di 6 mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale.

Decadenza benefici contributivi amianto: le norme di legge

Con l’art. 47, co. 5, L. 326/03, il Legislatore ha dettato le norme sulla decadenza delle pensioni esposizione amianto, con l’art. 13, co. 8, L. 257/92 e, cioè, per i casi in cui non vi è una malattia professionale:

I lavoratori che intendano ottenere il riconoscimento dei benefici contributivi di cui al comma 1, compresi quelli a cui è stata rilasciata certificazione dall’INAIL prima del 1° ottobre 2003, devono presentare domanda alla sede INAIL di residenza entro 180 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale di cui al comma 6, a pena di decadenza del diritto agli stessi benefici contributivi”.

Questa norma, di fatto, ha determianto l’emissione del D.M. 27.10.04, che conteneva i termini per il deposito della domanda di certificazione all’INAIL, stabiliti, quindi, nel 15.06.2005.

Il termine del 15.06.2005 per il deposito domanda INAIL

Con D.M. del 27.10.04, adottato dal Ministro del lavoro di concerto con il Ministero delle finanze, è stato sancito il termine del 15.06.2005, entro il quale doveva essere depositata la domanda all’INAIL, pena la decadenza dal diritto.

Così, nel testo del decreto ministeriale: “La domanda di certificazione dell’esposizione all’amianto, predisposta secondo lo schema di cui all’allegato 1, deve essere presentata alla sede INAIL entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, a pena di decadenza dal diritto ai benefici contributivi pensionistici di cui all’art. 2, comma 1. Per data di presentazione della domanda si intende la data di arrivo alla sede INAIL o la data del timbro postale di invio nel caso di raccomandata”. (art. 3, comma 2, del D.M. 27.10.2004).

Come evitare la decadenza per assenza domanda INAIL

L’Avv. Ezio Bonanni è il veterano di lunghe battaglie per la tutela dei lavoratori esposti ad amianto, quando ancora molti di loro non si erano ammalati e, quindi, sono state utilizzate le norme dell’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Art. 47, co. 6bis, L. 326/2003, la tutela dei benefici

L’art. 47, co. 6bis, L. 326/03, contiene uno specifico riferimento a tutti i casi in cui si applica la precedente normativa, il che rileva anche in termini di non applicabilità del termine di decadenza per la mancata presentazione della domanda all’INAIL entro il 15.06.2005, non imposta a coloro per i quali si applica la precedente normativa (Cass., Sez. Lav., n. 24998/2014 ed ex multis).

Infatti, nel testo normativo: Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento”.

Art. 3, co. 132, L. 350/03: altre tutele benefici amianto

Le maglie dell’applicazione della precedente e più favorevole normativa, si sono ampliate con l’art. 3, co. 132, L. 350/03, perché tale norma non fa più riferimento alla maturazione del diritto a pensione entro il 02.10.2003, per vedere applicata la vecchia normativa.

Così, nel testo normativo: In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all’INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall’INAIL”.

Applicazione art. 3, co. 132, L. 350/03 sui benefici amianto

L’art. 3, co. 132, L. 350/03, salva dalla decadenza anche coloro che alla data del 02.10.2003, avevano maturato il diritto di cui all’art. 13, co. 8, L. 257/92, essendo stati già esposti per oltre 10 anni.

Il testo normativo non fa più riferimento alla maturazione del diritto a pensione alla data del 02.10.2003, ma solo alla maturazione del diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto, e, cioè, al perfezionamento della fattispecie legale.

I lavoratori di Priolo: diritto al prepensionamento amianto

I lavoratori di Priolo Gargallo stanno pagando le tragiche conseguenze dell’elevata violazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, perché hanno maturato il diritto ai benefici amianto,  alla data del 02.10.2003, e, quindi, a loro non si applica il regime successivo, quello introdotto dall’art. 47, L. 326/03.

Cosa prevedeva l’art. 13, co.8, L. 257/92 sulla domanda INPS

Con il regime della vecchia normativa vi era solo un obbligo di domanda all’INPS anzi, prima neanche quello.

L’art. 13, co. 8, L. 257/92, non prevedeva alcuna domanda all’INAIL.

Infatti, a tutto voler concedere, doveva essere sollecitata all’INPS con una domanda amministrativa.

Quindi, questi lavoratori, avevano diritto all’accredito, e l’hanno maturato prima dell’entrata in vigore della nuova normativa.

L’impegno dell’ONA per salvaguardare i diritti quesiti

L’ONA si è fatta promotore di una poderosa azione di legalità e di giustizia.

Calogero Vicario e l’ONA Sicilia hanno in corso un’azione di protesta.

Calogero Vicario e i suoi colleghi, avevano maturato i benefici amianto, proprio alla luce dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, ed avevano ottenuto la sentenza favorevole del Tribunale di Siracusa, mentre poi la Corte di Appello, ha annullato sul presupposto che, la vecchia normativa si applicherebbe solo a quelli che, alla data del 02.10.2003, hanno maturato il diritto a pensione, contraddicendo il testo della legge.

L’ONA: il Ministro per tutelare i diritti degli esposti

L’ONA ha chiesto che il Ministro intervenga per l’esatta interpretazione dell’art. 47, L. 326/03, con riferimento all’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Pensione invalidità INPS

I lavoratori affetti da malattie professionali asbesto correlate, hanno diritto ai benefici ex art. 13, co. 7, L. 257/92 (prepensionamento amianto).

Tuttavia, l’art.1, co. 250, L. 232 del 2016, è stato integrato con l’art. 41bis del D.L. 34/2019, convertito con L. 58/2019, per cui c’è diritto al prepensionamento anche per coloro che non hanno ancora maturato il diritto per età o anzianità. In questo modo si permette la pensione anticipata per malattia (pensioni amianto).

L’INPS ha dettato le regole con la Circolare n. 34 del 09.03.2020 (prepensionamento amianto), è stato dato corso ad applicare il diritto a tutte le vittime amianto malattie professionali asbesto correlate, non c’è più, infatti, la limitazione ai soli casi di mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi.

Pensioni esposizione amianto news prepensionamento

Tutti i lavoratori esposti ad amianto che, nel frattempo, si sono ammalati, superano tutti i problemi legati agli ostacoli dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, compreso quello della prescrizione, e possono accedere ai benefici amianto art. 13, co. 7, L. 257/92.

Se non maturano il diritto a pensione, con il riconoscimento della patologia asbesto correlata, compreso il cancro della laringe, il cancro delle ovaie, etc., hanno diritto a presentare la domanda di pensione invalidità amianto entro il prossimo 31.03.2021.

Ultime notizie su prepensionamento amianto: pensioni news

La news amianto, è la pensione amianto anticipata. In questo modo possono essere utilizzate tutte le ultime normative per andare in pensione. Questo notiziario amianto fornisce le ultime notizie amianto oggi per INPS prepensionamenti:

Editoriale dell’Avv. Ezio Bonanni sul prepensionamento amianto

Chiedo assistenza per pensioni esposizione amianto