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domenica, Giugno 16, 2024

Aviazione civile, Cassazione conferma esposizione ad amianto

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Aviazione civile e amianto. “Con la più recente sentenza della corte di Cassazione n. 35228 del 2022, si pone la parola fine in ordine alla conferma della elevata esposizione amianto anche in questo settore. Questa esposizione naturalmente riguarda anche l’Aeronautica militare. Infatti, nella componentistica degli aeromobili l’amianto ha avuto un ruolo decisivo, non solo per le sue qualità antincendio, ma anche per la sua forte resistenza e il poco peso”. Così ha commentato il pronunciamento degli Ermellini il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, che assiste la famiglia di Aldo Converso. L’uomo è stato tecnico aeronautico nelle aziende Ati e Atitec tra il 1966 e il 2004, presso l’officina di Napoli Capodichino. Nel 2006 morì per un mesotelioma causato dall’asbesto.

Aviazione civile, Ona prova la presenza di amianto

Già all’inizio degli anni 2000 l’avvocato Ezio Bonanni ha iniziato a svolgere la sua azione di tutela per i lavoratori e cittadini esposti ad amianto in aviazione civile, così come negli altri comparti.

Prima di questa storica sentenza della Cassazione, infatti, ne sono arrivate altre. Tra tutte ricordiamo quella del Tribunale di Nola relativa al caso di Pasquale Quattromani, manutentore degli aerei che è venuto a mancare nel 2009, sempre a causa di un mesotelioma.

Gli aeroplani sono stati, infatti, pieni di amianto fino a quando – dopo il sopralluogo a Fiumicino dell’avvocato Ezio Bonanni – non è stato più possibile nasconderlo.

In quell’occasione fu sotto gli occhi di tutti che anche nell’aviazione civile vi era un’alta esposizione al minerale killer. Causa non solo di mesotelioma, ma anche di tumore del polmone, della faringe, della laringe, delle ovaie e del colon. Come pure dell’asbestosi. Così come spiega bene l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Pasquale Quattromani morì subito dopo il suo collega Aldo Converso. La Cassazione, con la sentenza prima citata (n. 35228/2022), è intervenuta proprio su questo caso, rinviando alla Corte di Appello di Napoli, in una nuova composizione.

Responsabilità contrattuale anche per colpa e nesso causale

Nel dispositivo sancisce un importante principio: “L’accertamento incidentale in sede civile del fatto costituente reato (e quindi della responsabilità penale del datore di lavoro, ndr), sia nel caso di azione proposta dal lavoratore per la condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno cd. differenziale, sia nel caso della azione di regresso proposta dall’Inail, deve essere condotto secondo le regole comuni della responsabilità contrattuale, anche in ordine all’elemento soggettivo della colpa e del nesso causale tra fatto ed evento”.

Significa che l’accertamento del reato in sede civile risponde non alle regole del diritto penale, ma a quelle del civile. In questo secondo caso per la prova vige il principio del “più probabile che non” e non, come in sede penale, dell’“oltre ogni ragionevole dubbio”.

E’ una differenza fondamentale perchè dimostrare qualcosa oltre ogni ragionevole dubbio è molto più difficile. Nelle cause civili sul lavoro, quindi, è ora sufficiente dimostrare la violazione delle norme cautelari non solo per provare la colpa, ma anche il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e la patologia asbesto correlata.

Primo censimento mesoteliomi in Campania

A pensare e realizzare un primo censimento di casi di mesotelioma nel settore dell’aviazione civile fu il Dott. Menegozzo, responsabile dell’ufficio mesoteliomi della Regione Campania. I numeri diedero ragione al presidente Ona.

Numeri che sono confermati anche nel VII rapporto ReNaM dell’Inail che ha registrato dal 1993 al 2018, anche sei i dati non sono completi, 852 casi di mesotelioma nel settore “trasporti terrestri e aerei”. Tra questi 6 erano meccanici e riparatori di motori di aerei.

Sempre secondo il VII rapporto ReNaM, “vi sono notizie certe circa l’utilizzazione dell’asbesto in aerei civili e militari. Le segnalazioni riguardano: materiali da attrito usati nei freni; l’uso di cartoni negli stipetti per la conservazione dei cibi caldi; l’uso di tele durante la saldatura di parti metalliche e l’uso di guarnizioni.

L’amianto nell’aviazione militare, la testimonianza di Panei

L’amianto è stato presente per decenni anche nei mezzi dell’Aviazione militare. “In tutti i settori lavorativi – ha specificato l’ex luogotenente dell’Aeronautica Nicola Panei, ora in pensione – Negli aerei, elicotteri, automezzi, nelle tute di amianto che indossavo per salvare i piloti”. Tute di amianto che sono state ritirate soltanto nel 1993 (dopo l’entrata in vigore della Legge 257/1992 che ha messo al bamdo l’asbesto), per essere finalmente sostituite.

“Sugli automezzi l’aminato persisteva sia nella cabina di coperture dei motori, sia nei freni degli automzzi e degli aerei. Nell’ambito militare – ha voluto sottolienare ancora Panei, che purtroppo si è ammalato di asbestosi – non siamo mai avvisati della pericolosità del minerale nè di altri cancerogeni e non sono mai state previste le dovute sorveglianze sanitarie”. Soltanto grazie all’Ona dal 2010 è stata firmata la convenzione con l’ospedale di Siena e dopo lo screening ha scoperto di avere nei polmoni 372 fibre di amianto per cm cubo.

E’ possibile ascoltare la sua testimonianza a questo link.

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