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domenica, Maggio 16, 2021

Augusta amianto e veleni: parola a Padre Prisutto

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Augusta, l’ospedale e la discarica abusiva

Nascituri malformati e decessi prematuri per cancro. I convincimenti del parroco di Augusta

Padre Palmiro Prisutto è il parroco di Augusta, in Sicilia. Don Palmiro combatte da anni contro l’inquinamento e gli agenti cancerogeni che hanno causato, negli anni, la morte di migliaia di lavoratori del triangolo del polo petrolchimico Augusta, Priolo, Melilli, a causa della contaminazione di agenti inquinanti tra i quali l’amianto e il mercurio. Nella seconda parte dell’intervista, il parroco ci racconta, quali sono i problemi che riguardano la sua città, relativi alla salute delle persone.

Si parla di istituire nuovi reparti ospedalieri lì ad Augusta, pediatria e centro  (*) nascite.

“In cambio della pediatria e dell’ostetricia che sono stati chiusi ad Augusta, sono stati creati il centro regionale per le patologie legate all’amianto e un ridotto ambulatorio oncologico. A mio avviso, occorrerebbe riaprire quei reparti che immotivatamente sono stati chiusi, e potenziare in modo serio il reparto di oncologia”.

Perché fu chiuso il reparto pediatria lì ad Augusta?

Fu soppresso con la scusa della spending review. Tutti ad Augusta siamo convinti che la motivazione vera sia stata un’altra: vale a dire fare sparire dal registro delle malformazioni congenite la città di Augusta, che era una delle città attentamente monitorate e, quindi, spalmando le nascite nei comuni vicini, il problema sembrerebbe sparito.

Io dico che l’ospedale non è solamente un luogo di sofferenza ma è anche un luogo di gioia perché le persone non si recano lì solo per vedere i malati e la gente che soffre ma per vedere anche le mamme che hanno dato alla luce i propri figli e quindi la vita che vince. Hanno chiuso quei reparti quando è partita l’indagine negli anni ’80: prima ginecologia e poi pediatria.

Per questi servizi si affidano a medici privati o vanno negli ospedali vicini.
Un ospedale come quello di Augusta, che si trova in un’area ad alto rischio, secondo una legge regionale, la legge 5, sicuramente deve essere potenziato.
Qui i diritti umani sono abilmente pesantemente calpestati”.

Quanto incide il problema dell’inquinamento sull’autismo? Visto che l’80% dei bambini ricoverati o in cura presso il centro vicino provengono da questa zona?

Moltissimo. Tante volte si fanno leggi per una sola persona si stanziano soldi per una malattia rara e qui si parla di un’intera comunità messa a rischio”.

Sta seguendo anche la vicenda riguardante l’ex Ilva di Taranto?

Io sto seguendo anche la vicenda Taranto, dell’ex ILVA. Lì, secondo me, si sta giocando una grossa partita ma se il risultato sarà quello che temo, questi nostri interventi serviranno ormai a poco”.

Cosa teme?

Io sono di questo parere: se per salvaguardare il posto di lavoro (non il lavoro) si sacrifica la salute della popolazione, degli operai, l’articolo 32 della costituzione lo possiamo abolire.

L’errore che si sta facendo e che si è fatto anche da parte di sindacati e politici è quello di difendere il posto di lavoro e non il lavoro. Io sono del parere di difendere il lavoro purché si lavori in sicurezza e in serenità con tutti gli accorgimenti, evitando incidenti e contaminazioni con agenti cancerogeni”.

Da una parte c’è questa fabbrica che andrebbe bonificata. Se venisse chiusa, però, molti operai, padri di famiglia, si ritroverebbero senza lavoro. Quindi lo Stato dovrebbe provvedere a far sì che queste persone possano lavorare in sicurezza.

Penso che siano tre i centri che hanno oltrepassato la soglia del non ritorno e sono Taranto, la Terra dei fuochi e il triangolo Priolo, Augusta, Melilli. Quindi è una situazione drammatica”.

Sappiamo che ha consegnato da poco una lettera al ministro dell’Ambiente. In questa lettera richiedeva la riapertura dei due reparti e metteva anche in evidenza la situazione di Augusta, Priolo, Melilli e di tutte queste morti causate da agenti cancerogeni?

La lettera è pubblica. Qui non vogliamo che aggiungano altri reparti industriali: nella lettera ho richiesto una moratoria. Questo posto è stato già abbastanza sacrificato”.

Quindi, mi sta dicendo, che ci sarebbe addirittura, l’intenzione di aumentare il numero di industrie invece che bonificare?

Ho chiesto che la popolazione interessata possa essere coinvolta nelle decisioni e non che le debba subire. Inoltre, se la cosa si dovesse realizzare, chiederei l’uso delle migliori tecnologie di abbattimento dell’inquinamento e un’attenzione alla situazione sanitaria, questa è un’area a rischio e c’è bisogno di una prevenzione sanitaria continua. I malati non possono aspettare anni per un controllo medico.
Il cittadino è la prima istituzione dello Stato, poi vengono quelli che la rappresentano. Il sindaco è un’istituzione, ma il sindaco rappresenta me in quanto cittadino. Se non mi rappresenta più che istituzione è?

Possiamo dire che questa battaglia (per decenni) l’ho combattuta da solo. Ora ci sono anche molte associazioni che mi sono vicine, indipendentemente dal colore politico delle associazioni”.

Ha mai pensato di rivolgersi a Sua Santità?

“Si,gli ho mandato una lettera; la Conferenza Episcopale Italiana ha citato il mio caso come uno dei casi seri di impegno dei sacerdoti per la società. Quindi c’è un riconoscimento ad alto livello. Ho avuto una risposta dalla quarta persona dopo il Papa che ha incoraggiato il mio lavoro ma nessuna persona del clero locale ha pensato di aiutarmi”.

Parliamo di bonifiche…

“Nella rada dentro il porto di Augusta ci sono, sedimentati sui fondali, 18 milioni di metri cubi di rifiuti tossici. Se venisse fatta una bonifica togliendo dai fondali tutto quel materiale noi potremmo distribuire tre metri cubi di fanghi ad ogni abitante della Sicilia”.

Come si fa a bonificare questa enorme discarica sottomarina?

Qualcuno ha detto che 18milioni di metri cubi sono soltanto quelli della rada, perché, se andiamo fuori rada, si stimano tra i 45 e 65milioni di metri cubi, quantità tre, quattro volte superiore.  Vale a dire che noi potremmo dare a ogni abitante d’Italia un metro cubo di queste sostanze”.

Questa bonifica si potrà mai fare?

Tanto è vero che qualcuno ha detto meglio lasciare tutto com’è per evitare che questo materiale venga rimesso in circolazione. Ma questo significa che inneschiamo una bomba che pagheranno le prossime generazioni”.

La fede l’aiuta?

“Se non ci fosse quella potrei dire, come tanti altri, la corruzione potrebbe tentare anche me. Ma a chi dobbiamo rendere conto, ad una giustizia umana o a quella divina? Perché chi fa morire e uccide non rende conto solo agli uomini ma anche a Dio.

E l’amianto?

Ad Augusta c’era una discarica negli anni ‘80 che raccoglieva anche l’amianto; non solo quello prodotto in Italia, ma anche quello proveniente dalla base di Sigonella e della Sesta flotta americana del Mediterraneo: di amianto nelle discariche di Augusta ce n’è tantissimo anche proveniente dall’estero”.

E nessuno fa niente?

Nessuno lo sa, solo gli addetti ai lavori, ho visto un registro allora negli anni ‘80 in cui era scritto che questo materiale veniva portato nella discarica di Augusta.

Se non abbiamo le prove, c’è il sospetto: bisognerebbe iniziare a cercare le prove”.
Le persone non capiscono fino a quando non vengono toccate personalmente

“Questa è una drammatica verità purtroppo”.

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