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mercoledì, Aprile 21, 2021

Asbesto amianto storia e prospettive future

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Asbesto amianto storia. I minerali di amianto sono altamente lesivi per la salute umana. Infatti, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno dimostrato che, purtroppo, prosegue la strage per malattie asbesto correlate. Occorre, quindi, esaminare le ragioni per le quali, dopo la L. 257/1992, questa strage è proseguita.

Cosa è accaduto dopo la messa al bando dell’asbesto?

Questa è la domanda chiave. Infatti, occorre tener conto che, ancora nel 2020 che stiamo per archiviare, i decessi sono in aumento. Lo sono, a maggior ragione, i casi di mesotelioma. Infatti, sono aumentati e sfiorano i 2.000 per il 2020.

Poi, c’è il Covid-19 che incide notevolmente su coloro che hanno già le malattie asbesto correlate, oppure sono stati solo esposti alla fibra.

Ciò perché, purtroppo, le bonifiche sono andate a rilento. Già nel 2018, l’Avv. Ezio Bonanni ha pubblicato Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, con cui ha fotografato la situazione in Italia.

Tant’è vero che è stato dimostrato che è stato utilizzato amianto 3.748.550 tonnellate. Quindi, una produzione di almeno 40 mln di materiali che lo contengono. Infatti, la L. 257/1992 ha per oggetto “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto, senza obbligo di bonifica che sia veramente efficace. 

Il quadro fotografato è pietoso, perché ci sono, ancora, 1 mln di siti e non meno di 40mln di tonnellate di amianto e di materiali contenenti amianto (asbesto amianto storia).

40 mln di tonnellate di amianto ancora presenti in Italia

Nonostante l’entrata in vigore del divieto di utilizzo di amianto (aprile 1993, per effetto dell’entrata in vigore della L. 257 del 1992), sono presenti più di 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto. 33 in matrice compatta e 7 in matrice friabile, più di 1 milione di siti, dei quali 50.000 industriali, 40 di interesse nazionale, di cui 10 solo per amianto.

Per esempio, la Fibronit di Broni e di Bari o l’Eternit di Casale Monferrato, etc. 2.400 scuole, stima 2012 per difetto, perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto. La predetta stima è stata confermata dal CENSIS in data 31.05.2014.

Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente, 1.000 biblioteche ed edifici culturali (stima per difetto perché è ancora in corso di ultimazione da parte di ONA). Infine, 250 ospedali (stima per difetto perché la mappatura ONA è ancora in corso) e migliaia di impianti sportivi. 

Quando questo tragico 2020 sta per lasciarci, non si può sorvolare sul fatto che ci sono ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti con amianto. Si tratta di amianto compatto, ovvero di cemento amianto

Tuttavia, come detto, anche qui, vi è il rischio. Soprattutto, nelle zone in cui vi sono terremoti e microterremoti. Si pone, quindi, la necessità di utilizzare i fondi europei del 2021 anche per la bonifica di questi acquedotti.

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria

In assenza di bonifica, le esposizioni sono proseguite e proseguono a tutt’oggi. Gli esposti di oggi, saranno i malati di domani, ragione per la quale l’ONA chiede la bonifica e messa in sicurezza di tutti i siti contaminati (prevenzione primaria).

Questo ruolo è fondamentale, come ribadito dall’ONA che rimarca anche la necessità della c.d. prevenzione secondaria. Quest’ultima è costituita dalla c.d. sorveglianza sanitaria. In questo modo, si ottiene la diagnosi precoce, a fronte della quale è possibile un intervento terapeutico tempestivo, e, per ciò stesso, efficace.

Infatti, anche per lo stesso mesotelioma, per cui la sopravvivenza a 5 anni è del 7%, la diagnosi precoce vuol dire un maggior periodo di sopravvivenza. In alcuni casi, e, cioè, proprio quel 7% cui abbiamo fatto riferimento, è proprio la diagnosi precoce ad aver permesso la sopravvivenza del paziente.

Poi, in ultimo, vi è la c.d. prevenzione terziaria,  che si sostanzia nel dato epidemiologico e anche nella tutela legale. Inoltre, le tutele previdenziali risarcitorie influenzano la stessa prevenzione primaria, perché certificano l’urgenza delle bonifiche.

Il tutto nell’ambito della circolarità della tutela, poiché da quella terziaria si attinge il presupposto per la prevenzione primaria, poiché i dati epidemiologici confermano il rischio legato all’esposizione e quindi impongono la bonifica.

Le proposte dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA, propone la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati. Prima di tutto, attraverso la deflazione delle pastoie burocratiche e con i costi calmierati. E poi, con crediti di imposta, sia per i privati che per le imprese, pari o per elevata percentuale a quanto speso per la bonifica.

In più, l’incremento degli studi scientifici in materia di terapie e cura delle patologie  asbesto correlate, ed in particolare del mesotelioma. Inoltre, la tutela legale, con strumenti tecnico normativi di risarcimento del danno attraverso la costituzione di un fondo ovvero di incremento del Fondo vittima amianto.

Il tutto, con immediato ristoro del pregiudizio già al momento della diagnosi, senza necessità di proseguimento con azioni giudiziarie. Solo successivamente il Fondo deciderà se agire, o meno, a titolo di surroga e rivalsa a carico del datore, ovvero del responsabile del danno subito.

L’ONA informa i cittadini con il Giornale sull’Amianto e li assiste con  lo sportello on-line. L’assistenza tecnica e medica e la tutela legale possono essere richieste contattando il numero verde gratuito (800 034 294).

Su questa base, dunque, ci attende un 2021 per il quale la sfida è ancora aperta, e si misura sulla capacità di bonificare e mettere in sicurezza. Così, da evitare le future esposizioni, circoscrivere il numero dei casi di coloro che sono contaminati. Via via nel tempo questo si traduce nell’abbattimento della curva dei decessi.

Questo, però, è molto in là da venire, poiché, come già ribadito nel corso della conferenza stampa del 13.10.2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime), le bonifiche procedono a rilento. Questa è la sfida che ci attende, questo è l’appello che rivolgiamo alle istituzioni.

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