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domenica, Febbraio 25, 2024

Anfiboli: un’incursione nel mondo delle rocce e del minerale

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Gli anfiboli rappresentano una classe di minerali appartenenti alla famiglia degli inosilicati, noti per la loro struttura e le proprietà intriganti. 

Questi minerali, spesso confusi con altri nella loro famiglia, hanno giocato ruoli chiave nella geologia, nella creazione di gemme di valore come la giada e persino nell’uso industriale dell’amianto.

Sebbene sembrino solo dei piccoli frammenti del grande puzzle terrestre, rappresentano un elemento rilevante nel dipanare i misteri e la complessità delle rocce che compongono la crosta terrestre.

La loro storia affascinante racchiude tuttavia segreti oscuri e letali

Anfiboli: etimologia del nome

Anfiboli. Il termine deriva dal greco, “ἀμφίβολος”, “amphibolos” che significa “doppio senso” o “ambiguità”. Cosa che sottintende la complessità e molteplicità di caratteristiche del minerale, spesso confuso con altre pietre. 

Il nome fu assegnato dal famoso cristallografo e mineralogista francese René-Just Haüy (1743,1 giugno 1822) nel 1801.

Anfiboli o Horneblenda

Anfiboli o Hornblenda? Questo è il dilemma

Prima che il termine “anfibolo” diventasse predominante, un nome più antico, “Hornblenda,” indicava i comuni minerali anfiboli trovati nelle rocce. Il nome tedesco, originariamente associato alla lucentezza vetrosa e alla durezza dei minerali, è stato in seguito oggetto di dibattito. Si riteneva che il nome riflettesse l’aspetto ingannevole dei minerali, poiché sembravano metallici ma non producevano metallo.

Struttura e composizione

La struttura fondamentale del minerale consiste in catene di tetraedri di silice, connesse tra loro, che danno origine a forme cristalline, prismatiche o aghiformi. 

I tetraedri presentano poi una peculiare disposizione a doppia catena, con ioni di ferro e/o magnesio inseriti nella struttura.

E sono proprio gli ioni a conferire al minerale una varietà di colori, tra cui il verde, il nero, il bianco, il giallo e il marrone (talvolta è anche incolore).

Differenze e proprietà uniche

Gli anfiboli, generalmente di colore scuro, condividono molte caratteristiche tra loro e con i pirosseni (silicati appartenenti al gruppo degli inosilicati), rendendo la loro distinzione un compito complesso. 

Per identificarli correttamente si è reso pertanto necessario l’uso del microscopio ottico.

Ma veniamo alla differenza con i pirosseni. Gli anfiboli  si differenziano sostanzialmente per la loro struttura a doppia catena di silice, in contrasto con la struttura a singola catena dei primi. 

Inoltre, la formazione di piani di clivaggio (naturale tendenza di determinate strutture a separarsi) degli anfiboli avviene a circa 120 gradi. I pirosseni invece li formano a 90 gradi.

Dove si trova in natura 

La presenza dell’Anfibolo è comune sia nelle rocce ignee sia in quelle metamorfiche, cosa che lo rende un componente essenziale delle formazioni geologiche. 

Si trova maggiormente nelle rocce intermedie e felsiche rispetto alle rocce mafiche, a causa della presenza di ioni ferro o magnesio. 

È presente altresì in diverse rocce plutoniche e vulcaniche ed è un costituente primario delle anfiboliti e delle andesiti.

Varietà di anfiboli

Anfibolo

Secondo il mineralogista britannico Bernard E. Leake,esistono almeno settantasei varietà di anfiboli.  

La nomenclatura minerale, presentata dal mineralogista, li suddivide in quattro principali gruppi basati sull’occupazione dei cationi nel gruppo B, evidenziando così la vasta gamma di variazioni chimiche presenti.

Tra le più rilevanti vi è l’amianto anfibolo, noto per le sue proprietà fibrose e per la sua pericolosità per la salute umana. 

Quanto alle sottospecie, alcune vengono comunemente chiamate “amianto“, come la cummingtonite/grunerite, la tremolite/actinolite e la riebeckite.

La classificazione degli anfiboli comprende varie specie minerali, ognuna con caratteristiche specifiche. Tra queste specie, si distinguono varietà ortorombiche come la holmquistite e serie monoclina come la pargasite, la winchite e l’edenite. Inoltre, alcuni minerali anfiboli formano serie di soluzioni solide, permettendo la sostituzione di elementi chimici come ferro e magnesio.

Il ruolo nell’economia 

Sebbene molti minerali anfiboli siano di valore economico limitato, alcuni hanno avuto un impatto notevole sull’industria. Il minerale d’amianto fu utilizzato in diversi settori, spaziando dall’edilizia alla produzione di pavimenti, rivestimenti e decorazioni, nonché nella costruzione di strade e letti ferroviari.

Poi, la svolta. In Italia l’amianto, in tutte le sue forme è stato messo al bando con la legge 257/92, per via della sua pericolosità. Cerchiamo di capire perché.

Le implicazioni ambientali e per la salute 

Le fibre di amianto possono portare a problemi polmonari, aumentando il rischio di cancro. Questa consapevolezza ha sollevato questioni importanti sull’uso continuato di tali materiali e ha portato a un esame approfondito delle implicazioni ambientali.

Alcuni dei principali problemi legati all’amianto includono:

  • Mesotelioma: un tipo di cancro che colpisce il rivestimento dei polmoni, dell’addome o del cuore, associata all’esposizione professionale all’amianto;
  • Asbestosi: una malattia polmonare cronica causata dall’inalazione di fibre di amianto. Questa condizione provoca cicatrici sui polmoni, causando problemi respiratori gravi;
  • Cancro polmonare: l’amianto è stato correlato a un aumentato rischio di cancro ai polmoni;
  • Malattie pleuriche: l’esposizione all’amianto può portare a problemi pleurici, come l’ispessimento del rivestimento polmonare (pleura) e l’effusione pleurica, un accumulo di liquido tra i polmoni e la parete toracica;
  • Problemi gastrointestinali: l’amianto può causare problemi all’apparato digerente, compresi disturbi dello stomaco e dell’intestino;
  • Effetti sull’apparato respiratorio: l’esposizione all’amianto può portare a problemi respiratori cronici come tosse, difficoltà respiratorie e fibrosi polmonare.

Ancora una volta, la bellezza e il fascino dei minerali manifesta una certa ambiguità. Sarà forse scelto per questi motivi il nome?

Fonti

PubMed

ScienceDirect

vedantu.com

pennmedicine.org

https://study.com/academy/lesson/amphibole-mineral-properties-structure.html
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