Amianto a Viareggio: in pericolo il laghetto della zona della Morina per la negligenza dell’amministrazione locale

Un’altra denuncia arriva dall’Osservatorio Nazionale Amianto per porre all’attenzione dei media e della cittadinanza quanto la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini non sia una delle principali priorità inserite nell’agenda politica dell’amministrazione locale.

In pieno Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, nella zona della Morina, nell’acqua del laghetto artificiale sono presenti lastre di amianto che, tra l’altro, rilasciano detriti sfogliati.
Le fibre di amianto disperse nell’aria, se inalate, sono cancerogene per la salute umana: è opportuno ricordare come le fibre killer siano la principale causa del mesotelioma pleurico.

Per questo l’ONA Toscana, attraverso Antonella Franchi, coordinatrice regionale ONA Onlus  richiede la bonifica della zona oltre alla bonifica di tutti gli edifici pubblici, nel rispetto della legge n. 257/1992.

Nel corso degli ultimi anni, l’ONA Toscana ha sempre denunciato le condizioni di criticità ambientale in cui riversano le rive del lago di Massaciuccoli all’amministrazione comunale, senza ricevere alcun intervento diretto per l’attivazione alla bonifica del sito. Da anni le aree attorno al Lago sono soggette a continue immissioni e rilascio di detriti e di sostanza nocive, e il Comune di Viareggio non ha attivato gli effettivi interventi per limitare questo becera abitudine, nonostante le continue richieste della cittadinanza per migliorare la qualità dell’acqua e impedire ulteriori inquinamenti.

“E’ importante la bonifica delle scuole e degli edifici pubblici, e in particolare qui a Rosignano abbiamo una più alta incidenza di patologie asbesto correlate” afferma Antonella Franchi, coordinatrice regionale ONA Onlus.

La Regione Toscana, purtroppo, ha numeri da bollettino da guerra per i decessi di mesotelioma e di patologie asbesto correlate. Rispetto ai casi di mesoteliomi censiti in Italia dal 1993 al 2012 (21.463), la regione Toscana ha fatto registrare all’INAIL / ReNaM (V Rapporto Mesoteliomi), n. 1.311(6,1%), pari quindi alla media nazionale; e tenendo conto che in alcune province della Toscana (come per esempio Siena, etc.) l’incidenza è più bassa di quella nazionale, si deve concludere che l’incidenza della provincia di Arezzo, superiore alla media nazionale, è comunque eccessiva, se si considera l’assenza di siti di una certa importanza in cui si è manipolato amianto.

Il trend in salita è dovuto alle esposizioni in Marina Militare, nel comparto Sicurezza (Guardia di Finanza, attività delle dogane, etc.) e nelle centrali geotermoelettriche, da quelle di Larderello a quelle del Monte Amiata.

Serena Console

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