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mercoledì, Maggio 29, 2024

Respira amianto in ufficio e muore, Telecom condannata

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Il Tribunale di Napoli ha condannato Telecom Italia (ex Sip) a risarcire gli eredi di un avvocato del suo studio legale di Napoli. L’uomo ha lavorato per dieci anni – tra il 1970 e il 1980 – nella sede dell’azienda della città partenopea, in via Arenaccia.

Avvocato della Telecom muore per mesotelioma, la condanna

Il professionista, A.R. sono le sue iniziali, è morto il 12 agosto 2012, a 75 anni, per un mesotelioma pleurico maligno. Aveva respirato le fibre di amianto nell’ufficio legale della Direzione regionale Campania Basilicata, seduto alla sua scrivania del secondo piano. L’ambiente era, infatti, munito di elementi di condizionamento dell’aria, accesi sia in estate che in inverno, che favorivano la dispersione dell’elemento cancerogeno.

Il mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate

Il mesotelioma è la malattia sentinella dell’amianto. Si tratta, infatti, di un tumore causato soltanto dall’asbesto edove i casi aumentano è praticamente certa la presenza del minerale killer. I casi di questa patologia sono registrati dall’Inail che ha pubblicato da poco il VII Rapporto ReNaM.

Non è però l’unica malattia causata dall’amianto. Oltre a questa, infatti, c’è l’asbestosi, come pure il tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon. Soltanto per citarne alcune. le vittime legate a queste patologie sono, secondo una stima Ona, circa 7mila l’anno. L’avvocato Bonanni lo spiega bene nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Nonostante la cancerogenicità dell’amianto fosse dimostrata già negli anni ’40 le aziende hanno, purtroppo continuato ad utilizzarlo. In Italia è stato vietato soltanto nel 1992 con un’apposita legge.

L’Ona: “L’amianto presente sulle pareti del palazzo Telecom”

Gli eredi si erano rivolti all’Osservatorio nazionale amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. Il legale ha così dimostrato la presenza di amianto nell’edificio, in particolare sulle pareti.

Grazie alla relazione di alcuni lavori di demolizione e bonifica effettuati nel 2007 è risultata la presenza di amianto utilizzato per la coibentazione “tale da superare di gran lunga i limiti di tolleranza previsti dalla legge per l’esposizione”.

Nessuna informazione o dispositivo di protezione

Non solo: un collega della vittima ha dichiarato che “c’era amianto nelle pareti dell’intero edificio”, che è poi stato risanato solo molti anni più tardi. E ha aggiunto che l’avvocato che lavorava nel palazzo Sip “non aveva alcun tipo di dispositivo di protezione individuale”, così come gli altri dipendenti.

Infine non sarebbe stata posta in essere alcuna attività di informazione preventiva e di vigilanza, né i dipendenti sono mai stati sottoposti a controlli medici che avrebbero potuto prevenire la comparsa della patologia o comunque garantire una tempestiva diagnosi.

Avvocato della Telecom, enorme sofferenza dopo la diagnosi

La consulenza tecnica d’ufficio ha provato il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e la malattia che ha portato il professionista al decesso. Ha inoltre stabilito che dal momento della diagnosi, nel gennaio del 2011, alla morte, l’uomo per ben 19 mesi è “sopravvissuto tra la piena consapevolezza della gravità della malattia ed il decesso”.

Questo ha comportato un grave danno psicologico che, come sostiene sempre l’avvocato Bonanni, va risarcito. “La paura di morire è per se stessa sofferenza”. Per il danno iure proprio (il danno derivante dalla recisione grave e irreparabile del legame familiare costituzionalmente tutelato, che avviene con il decesso del congiunto) è, invece, intervenuta la prescrizione. Gli eredi non ne potranno, quindi, usufruire.

Per tutti questi motivi il Tribunale di Napoli ha accolto in parte il ricorso dei due figli della vittima e della vedova, condannando Telecom al pagamento di 146.910 euro.

L’amianto è ancora presente in Italia in oltre un milione di siti e micro siti. Per questo l’Ona ha realizzato un App per le segnalazioni, per contribuire alla mappatura sul territorio.

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