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venerdì, Giugno 14, 2024

Amianto nei tubi dell’acqua, c’è ancora pericolo

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L’amianto è un pericolosissimo cancerogeno, che è presente in numerosi siti e costruzioni, compresi i tubi in cui scorre l’acqua potabile.

Secondo la testa giornalistica EuObserver, che pochi giorni fa citava i dati dell’Investigative Reporting Project Italy (IRPI), soltanto la metà degli enti locali italiani ha risposto sui servizi idrici. L’Italia ha circa 550.000 km di tubazioni: circa la metà dei dati sulle tubazioni in amianto sarebbe mancante. Quel che ne viene fuori è dunque che su una gestione di circa 245.000 km di tubazioni, solo 22.000 km sono costruiti in materiale plastico.

Inoltre, “lo stato delle tubazioni è per lo più sconosciuto tranne che in Toscana, dove si sa che circa 500 km sono considerati danneggiati. La maggior parte dei tubi sono stati installati tra gli anni ’70 e ’80, ma alcuni risalgono addirittura agli anni ’50“.

Tubature dell’acqua in amianto, cosa dice l’Europa

Dal 2005 vige in Europa il divieto generale per l’uso di amianto e ciò comprende anche le tubazioni idriche. In deroga, comunque, si prevede che tali materiali possano essere utilizzati solo fino alla fine della loro vita utile.

Il Regolamento (CE) n. 1907/2006, infatti, vieta dal 1° gennaio 2005 l’uso di nuovi articoli contenenti amianto nell’Unione europea, compresi i tubi di amianto, e specifica che gli articoli esistenti possono ancora essere utilizzati ma solo fino alla fine della loro vita utile o il loro smaltimento.

Per quanto riguarda l’acqua potabile in sé, invece, secondo la Direttiva sull’acqua potabile 98/83/CE gli Stati membri devono garantire che l’acqua potabile sia salubre e pulita. Devono anche garantire che nessuna sostanza o materiale utilizzato nella distribuzione restino nell’acqua potabile in concentrazioni superiori a quelle necessari ai fini del loro utilizzo.

Interrogazione alla Commissione sulle tubature in amianto

Amianto nell'acqua
Amianto nell’acqua

In una interrogazione a risposta scritta del 26 settembre 2017, alcuni eurodeputati italiani avevano chiesto lumi all’allora commissario europeo all’ambiente Kemanu Vella.

L’interrogazione era a firma di Laura Agea (EFDD), David Borrelli (EFDD), Dario Tamburrano (EFDD), Fabio Massimo Castaldo (EFDD), e sostenuta da Rosa D’Amato (EFDD). Questo il testo.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato dati che mostrano che l’acqua potabile di tutta Italia contiene fibre disperse di amianto, anche a seguito dei recenti terremoti. La miscela di cemento-amianto di cui sono costituite le tubazioni dell’acqua potabile, se sottoposta a vibrazioni e al flusso d’acqua, rilascia fibre di amianto. Si è innescata una vera e propria emergenza, in particolare in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. In tutta Italia sono interessati circa 100.000 chilometri di tubazioni, in Umbria la quasi totalità del sistema sembra essere costituito da tubazioni in cemento-amianto.

Gli articoli 4, comma 2, lettera e), 11 e 114, commi 4 e 5, e segg . TFUE e gli articoli 191-193 TUE riguardano la tutela dell’ambiente, mentre gli articoli 6-168 TFUE riguardano la tutela della salute. Questa situazione costituisce quindi una violazione della legislazione dell’UE e dei trattati. Può la Commissione far sapere:

  • Se è consapevole di questa situazione, che mette in pericolo milioni di cittadini;
  • Se sa che l’amianto, se ingerito, è cancerogeno;
  • Quali iniziative concrete intende intraprendere, nel pieno rispetto delle rispettive competenze, presso il Ministero della Salute e il Ministero degli Affari Regionali, che sono stati supini, negligenti e imprudenti di fronte a questo rischio, per garantire la tutela dei cittadini contro l’amianto? malattie correlate?“.

La risposta scritta all’interrogazione europea

A quella interrogazione era seguita, il 29 novembre 2017, la risposta scritta del commissario Ue Vella.

La Commissione è a conoscenza del problema relativo alle condutture idriche contenenti amianto (“tubazioni di amianto”) in Italia. L’amianto è classificato ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008 come sostanza nota per il suo potenziale cancerogeno per l’uomo e che può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata e ripetuta“.

Spetta alle autorità nazionali competenti valutare le situazioni sul campo e definire le misure necessarie da adottare per garantire la corretta attuazione del diritto dell’Unione europea. Ciò include in particolare se e in quale momento le condutture idriche contenenti amianto hanno raggiunto la fine della loro vita utile e devono essere sostituite, alla luce di fattori specifici del sito, delle vie di esposizione e del potenziale rischio per la salute umana” – ha specificato la commissione. Questo sulla base del Regolamento del 2005.

La Risoluzione del 2019: preoccupazione per l’acqua

La Risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2021 recante raccomandazioni alla Commissione sulla protezione dei lavoratori dall’amianto (2019/2182(INL)), ha espresso poi una duplice considerazione.

Da un lato, “prende atto delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del 2017, che stabiliscono che non è necessario includere le fibre di amianto nell’allegato I della direttiva 98/83/CE del Consiglio e concludono che le fibre di amianto presenti nell’acqua potabile non presentano rischi per la salute“.

Ma dall’altro lato ricorda anche “che scienziati italiani hanno sollevato in uno studio l’importante questione relativa alla possibilità che l’ingestione di acqua contenente fibre di amianto aumenti il rischio di cancro gastrico e colorettale; sottolinea che le potenziali malattie correlate all’amianto eventualmente causate dall’ingestione di acqua contenente tali fibre provenienti da canalizzazioni in amianto potrebbero impiegare diversi decenni per manifestarsi; sottolinea inoltre che, sebbene lo studio italiano non consenta di per sé di giungere, in questa fase, a una conclusione definitiva in merito alla correlazione tra l’ingestione di amianto attraverso l’acqua e lo sviluppo di carcinomi del tratto gastrointestinale, si dovrebbe applicare il principio di precauzione viste le incertezze al riguardo“. Quindi procedere a nuove ricerche ed elaborare un piano per una nuova impiantistica idrica per l’Europa.

ONA contro l’amianto, per le bonifiche e la salute

Avv. Ezio Bonanni presidente Osservatorio Nazionale Amianto (ONA)

Il mesotelioma è una patologia gravissima e quasi sempre a prognosi infausta. Si tratta di un tumore molto grave che insorge in età avanzata e che soprattutto si scopre tardi. Il periodo di latenza può durare anche decenni. E il mesotelioma è solo una delle patologie asbesto correlate.

Chiunque contragga una malattia causata dall’amianto, in particolare se causata da motivi di lavoro, ha diritto a speciali tutele. Così come i familiari. Per informazioni e consulenze gratuite si può chiamare l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avv. Ezio Bonanni. Quest’ultimo è anche autore di diverse pubblicazioni, come la guida: “Come curare e sconfiggere il mesotelioma e ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento dei danni“. Bonanni ha scritto anche il “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2022” perr denunciare lo stato dell’arte in Italia.

Per informazioni e consulenza gratuita chiama il numero verde 800.034.294.

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Numero verde ONA

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