Amianto Umbria, occorre la mappatura completa

È stato trovato amianto nei terreni dell’Umbria, l’ONA chiede a gran voce che la Regione apra una speciale commissione sull’argomento

L’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione onlus rappresentativa delle vittime dell’amianto, diffonde i dati epidemiologici relativi ai casi di mesotelioma in Umbria che fanno segnare un aumento esponenziale negli ultimi anni.

La mappa del rischio: casi di mesotelioma nel VI Rapporto Mesoteliomi INAIL

Umbria

L’ONA evidenzia il moltiplicarsi del numero di nuovi casi di mesotelioma in Umbria: un aumento esponenziale causato dai ritardi nella bonifica e messa in sicurezza dei siti, prima di tutto quelli lavorativi, dalle Ferrovie dello Stato, poi presso altri siti industriali.

I 25 casi di mesotelioma del 2013 fanno il paio con i 3 casi del 2005 per testimoniare un aumento di 8 volte del numero dei nuovi casi di mesotelioma.

I dati dell’ONA per il 2017
  • 30 casi di mesotelioma
    50 casi di cancro al polmone da amianto
  • 30 casi di asbestosi • 100 casi di cancro alle ovaie, alla laringe e agli altri organi colpiti dall’amianto
  • Totale: 210 casi di patologie asbesto correlate nel 2017 Stime di mortalità per patologie asbesto correlate in Umbria nel 2017: pari a circa 120 decessi per casi di patologie asbesto correlate.

Questa condizione di rischio ha indotto l’ONA a dare corso all’istituzione di una unità di crisi affidata al coordinamento di Antonio Dal Cin, finanziere in congedo perché malato di asbestosi e per il momento risparmiato alla morte in seguito alle terapie anticancro del Prof. Luciano Mutti, che è riuscito a bloccare in uno stato precanceroso le lesioni del militare, che quindi di dedica anima e corpo al salvataggio di altre vite umane.

Condizione di rischio amianto in Umbria:

La presenza di amianto nella carreggiata E45. Anche in Umbria dove pochi giorni fa si è sfiorata una tragedia, una parte della carreggiata della E45 ha infatti ceduto, sprofondando nel tratto aretino tra le due uscite di Pieve Santo Stefano in corsia nord, all’interno della piazzola di sosta posta al chilometro 152.

L’accaduto allarma la popolazione locale soprattutto perché il materiale franato una volta analizzato è risultato essere una miscela, classificabile come rifiuto pericoloso, nella quale è presente anche l’amianto in una concentrazione superiore di ben tre volte rispetto ai limiti di legge.

Il fatto che nel terreno siano state trovate tracce di amianto, conferma che il problema è riuscito ad arrivare anche alle falde acquifere favorendo forse la contaminazione anche dell’Umbria. La preoccupazione è tanta, l’amianto è un cancerogeno particolarmente nocivo e pericoloso visto che favorisce l’insorgenza di patologie asbesto correlate, quali: asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, cancro ai polmoni e mesotelioma. Per questo dovrà essere effettuata un’altra perizia.

Prosegue dunque l’inchiesta e l’ONA si appella nuovamente alle autorità competenti per chiedere maggiore controllo, attenzione e soprattutto la bonifica immediata dei siti contaminati.

«Piena fiducia nel governo gialloverde a guida Di Maio – Salvini. Siamo convinti che i due nostri supereroi risolveranno la questione infrastrutturale delle autostrade, in particolare la E45 mettendo al riparo i cittadini dal rischio. Per questo motivo i cittadini umbri vittime dell’amianto si rivolgono di nuovo al vicepremier, On.le Di Maio, dopo la sua travolgente avanzata elettorale, che fa del Movimento 5 Stelle il primo partito in Umbria affinché prenda in mano la situazione amianto in questa regione e disponga il prepensionamento dei cittadini esposti e faccia in modo che si bonifichino tutti gli edifici pubblici e gli stabilimenti, eventualmente impiegando dopo un periodo di formazione tutti quei cittadini cui verrà erogato il reddito di cittadinanza. In questo modo i cittadini umbri potrebbero evitare da una parte lo stato di disoccupazione e dall’altra l’incipiente presenza di amianto gravosa per la salute e per le casse pubbliche (spese medico-sanitarie)» – Dichiara l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, fiducioso nel nuovo governo gialloverde.

Anche le forze politiche hanno infatti mostrato interesse per la vicenda, la Lega chiede una campionatura della E45 anche sul tratto umbro e il senatore Luca Briziarelli promette di portare la questione in commissione ambiente, mentre il Movimento 5 Stelle ha informato direttamente gli uffici del ministero dell’Ambiente rivolgendosi al sottosegretario Michele Dell’orco.

All’avvocato Bonanni, fa eco il Coordinatore regionale Umbria, il Dott. Niccolò Francesconi dichiarando in merito: «Occorre una mappatura completa dell’amianto ancora presente in Umbria. Per questo si invita la Regione Umbria ad aprire una commissione per ottenere maggiori informazioni su questo tema sempre più pericoloso per i cittadini».

Francesconi è solo uno dei tanti volontari ONA che impiegano ogni giorno il loro tempo e le loro energie per offrire alle vittime amianto sostegno durante le loro battaglie. L’ONA attraverso il suo Sportello Amianto ONA Online, accompagna infatti le vittime amianto in tutto il loro tortuoso percorso, offrendo assistenza medica, assistenza legale, assistenza tecnica per quanto riguarda i piani di bonifica.

Esponendo sempre i migliori professionisti in campo che hanno deciso di abbracciare la nobile impresa di tutelare le vittime amianto. Per richiedere i servizi ONA basta consultare il link dello Sportello Amianto ONA online, oppure contattare il Numero verde gratuito: 800 034 294.

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