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giovedì, Giugno 20, 2024

Amianto sulle navi e i rischi per i marinai

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Continua l’incubo dell’amianto per i marinai, nonostante in Italia sia in vigore la legge 257/1992 che vieta in maniera assoluta l’utilizzo dell’amianto in ogni settore produttivo

Amianto: la ricerca scientifica

Amianto. Sul database Pubmed è presente una lunga revisione che evidenzia come la ricerca attuale risulti lacunosa, almeno in parte, della considerazione del fatto che un marinaio trascorra la giornata lavorativa in nave e che questa, dovrebbe rispettare sempre tutti i parametri di sicurezza e incolumità per la sua salute.

Se, infatti, un lavoratore medio trascorre sul luogo di lavoro un tempo compreso tra le 8 e le 10 ore, la categoria dei marinai mercantili vive totalmente la giornata sul posto di lavoro, cioè a bordo.

Fibra killer tempo di rilascio

La caratteristica del rilascio di asbesto, o meglio delle fibre d’amianto, è individuata in una capacità di rilascio continua e, quindi, anche notturna, e può essere stimolata sia da qualsiasi tipo di riparazione navale che avviene durante il viaggio, sia dalle naturali vibrazioni, provocando una pericolosa esposizione da inalazione.

La polvere contenente asbesto può essere rilasciata dai pannelli della paratia non solo durante l’installazione, ma anche durante le riparazioni o in qualsiasi periodo in cui il nucleo del pannello è disturbato. 

L’amianto negli involucri dei macchinari, negli isolamenti dei blocchi, nel cemento-amianto e nei rivestimenti isolanti in amianto preformati, compresi i tubi del vapore, le flange e le valvole, e le piastrelle di amianto vinilico per coperture e pavimentazioni, sono tutte fonti di amianto trovato a bordo delle navi” scrive la ricerca citata. 

Quando la nave è in mare, quindi, lo sfaldamento e la rottura dovuti alle vibrazioni dovute ai movimenti della nave possono rilasciare fibre da una qualsiasi di queste fonti.

L’amianto nelle imbarcazioni mercantili si trova ovunque, così come si legge nella revisione presente sul database Pubmed dalle giunzioni delle paratie negli spazi abitativi, così come veniva utilizzato per isolare tubazioni d’acqua calda e vapore, oltre che in parti di macchinari utilizzati a bordo delle navi.

Amianto navi
Amianto navi

Non parliamo di elementi rari e/o sconosciuti ma di quelli che comunemente chiamiamo pannelli isolanti, pannelli di rivestimento o, infine, pannelli in fibra.

Secondo quanto accaduto alla corte d’appello di Venezia, e probabilmente come purtroppo spesso accade, i lavoratori chiamati a bordo non vengano informati sui reali rischi della professione, secondo invece, quanto stabilito dal decreto del 1956 n.303  per cui è necessario rendere “edotto” il lavoratore preso in incarico sulle condizioni in cui si dovrà operare.

Amianto: i rischi per la salute

Parlare dei rischi di inalazione del killer silente si traduce nel chiarire che andiamo incontro a quelle che definiamo malattie respiratorie occupazionali.

Il mesotelioma pleurico maligno è un tumore raro che nasce dalle cellule mesoteliali che rivestono la superficie delle sierose nella maggior parte dei casi, la partenza è pleurica.

Il fattore principale di rischio individuato dalla comunità scientifica è l’esposizione lavorativa e/o ambientale all’asbesto.

Tornando alla revisione citata si rileva che i marittimi finlandesi che hanno assistito all’insorgere di cancro ai polmoni arriva a una percentuale rilevante in quanto il campione preso in esame era composto da 30.940 marittimi finlandesi maschi e circa 12.000 donne che tra il 1967 e il 1992 hanno svolto attività lavorativa a bordo delle navi all’amianto.

Il mesotelioma si è verificato sia nell’equipaggio della sala macchine che nell’equipaggio di coperta.

Nelle donne di mare, l’incidenza complessiva del cancro al polmone era significativamente elevata (61 casi osservati contro i 24 attesi).

Gli autori hanno concluso: “…è probabile che l’esposizione professionale all’amianto tra i marittimi causi un eccesso di mesotelioma… “

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