Sommergibilista ucciso dal mesotelioma

Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro ha accolto il ricorso della famiglia T., famiglia di un sommergibilista della Marina militare.

Una ulteriore conquista di giustizia per tutte le vittime dell’amianto e i loro familiare giunge dal Tribunale di Salerno, che ha analizzato il caso della vedova e del figlio del sommergibilista della Marina Militare Italiana, R. T. G., ucciso dal mesotelioma peritoneale per esposizione ad amianto il  20.08.2013.

Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con la sentenza del 06.03.2018, ha accolto il ricorso della famiglia T., difesa dall’Avv. Ezio Bonanni, condannando il Ministero della Difesa a dover corrispondere, alla vedova e orfano del sommergibilista, le prestazioni previdenziali per le vittime del dovere, ovvero con equiparazione alle vittime del terrorismo.

Una lunga battaglia, quella condotta dall’Avv. Bonanni contro il Ministero della Difesa e la Marina Militare italiana che aveva inizialmente negato ai familiari della vittima il riconoscimento dell’erogazione delle prestazioni previdenziali previste per le vittime del terrorismo.

La Marina Militare aveva riconosciuto, dopo la morte del sommergibilista, la qualità di vittima del dovere ed erogato delle prestazioni solo alla vedova e all’orfano, escludendo la figlia del militare, la quale a sua volta aveva ottenuto una sentenza del Tribunale di Salerno di condanna del Ministero.

«Il contenuto della sentenza del Tribunale di Salerno è tranchant sul comportamento della Marina Militare Italiane e conferma le risultanze della commissione parlamentare di inchiesta sulla strage di marinai vittime dell’amianto: più di 1.101 casi all’attenzione della sola Procura della Repubblica di Padova, come riportato anche dalla relazione finale della commissione parlamentare di inchiesta, che si è pronunciata lo scorso 7 febbraio, ed ora è necessario che la politica affronti questo problema, che non lasci il pallino alla burocrazia che si accanisce contro i militari vittime dell’amianto. Mi auguro che ci sia un impegno serio delle forze politiche e che non si limitino alle solite passerelle pre-elettorali» va giù duro l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, molto critico con tutte le forze politiche per il fatto che non hanno affrontato questa problematica lasciando sole le vittime, che debbono ricorrere all’autorità giudiziaria per avere il riconoscimento dei loro diritti.

La strage dell’amianto nella Marina Militare:

Il V Rapporto RENAM fa riferimento, per i soli casi di mesotelioma nella Difesa, a 621 casi, pari al 4,1% (fino al 2011): la punta dell’iceberg rispetto al più elevato numero di casi, che deve tener conto anche delle altre patologie.

A pag. 18 della seconda relazione della Commissione di Inchiesta sull’uranio impoverito e altri rischi si legge:

Secondo quanto comunicato dalla Difesa, nel comparto si sarebbero verificati 126 casi di mesotelioma; dai dati raccolti dalla Procura della Repubblica di Padova le malattie asbesto correlate a carico di dipendenti della Marina Militare sono state 1101, di cui 570 mesoteliomi pleurici’.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un Dipartimento che si prefigge di assistere il personale civile e militare che ha contratto malattie riconducibili al servizio svolto, per permettere loro di ottenere il giusto risarcimento.

Tutti i cittadini possono quindi consultare il sito ufficiale alla voce Dipartimento Forze Armate e Comparto Sicurezza.

e per l’assistenza alla voce: Dipartimento Riconoscimento vittima del dovere.

Serena Console

 

 

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