Amianto, processo Atm: rinvio a giudizio per due ex direttori generali

tribunale-milanoAndranno giudizio i direttori generali di Atm, la società dei trasporti pubblici milanesi, in carica fra il 1988 e il 2001, Elio Gambini e Roberto Massetti.
Il GUP, Dott.ssa Elisabetta Meyer, ha accolto le richieste del PM Dott. Maurizio Ascione e dei difensori di parte civile, tra i quali l’Avv. Ezio Bonanni, e ha disposto il rinvio a giudizio degli ex direttori generali dell’azienda di trasporti Atm, Elio Gambini e Roberto Massetti.

L’accusa è quella di omicidio colposo e lesioni colpose gravi per la morte e le lesioni di alcuni dipendenti di ATM per patologie asbesto correlate. I due imputati, all’epoca dell’attività lavorativa dei deceduti e di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate, erano titolari delle posizioni di garanzia: in altre parole, avrebbero dovuto evitare quell’esposizione ad amianto che poi ha provocato patologie mortali e/o lesive.

L’inizio del dibattimento è stato fissato innanzi il Tribunale Monocratico di Milano, XI° Sezione, per l’udienza del 13. gennaio 2017.
L’ATM è stata già citata come responsabile civile, e quindi dovrà rispondere in solido con gli imputati di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi, sofferti dalle costituite parti civili.

All’udienza dibattimentale, l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto si costituirà parte civile per coadiuvare la pubblica accusa e sostenere le ragioni delle vittime e dei loro famigliari.
«Sarebbe stato sufficiente utilizzare materiali sostitutivi, ovvero porre a conoscenza i dipendenti del rischio amianto e dotarli di maschere protettive e di altri presidi per evitare l’esposizione e quindi la lesione alla salute e le più tragiche conseguenze che si sono verificate e per le quali è necessario che si faccia luce. Purtroppo temiamo anche per altri lavoratori e quindi auspichiamo che venga istituito un servizio di sorveglianza sanitaria per tutti coloro che hanno svolto le stesse mansioni dei deceduti e negli stessi periodi» dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, che rappresenta alcuni familiari di vittime costituite parti civili, oltre ad essere il presidente dell’ONA.

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