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domenica, Maggio 16, 2021

Amianto nelle scuole, servono più controlli

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Carmela Massa
Carmela Massa, autrice di contenuti presso la redazione "Il Giornale sull'amianto" e impegnata accanto all'ONA per la tutela delle vittime amianto. Leggi di più

Amianto nelle scuole. È accaduto a Pietrasanta in provincia di Lucca, comune in cui l’attenzione è rivolta ad una problematica molto preoccupante, quella della presenza di amianto nelle scuole. Manca poco al ritorno degli studenti dietro i loro banchi di scuola. Le azioni di bonifica da effettuare negli istituti contaminati sono ancora inadempienti.

Alberto Giovannetti: maggiori controlli

Il primo cittadino di Pietrasanta, il Sindaco Alberto Giovannetti, dichiara di voler istituire maggiori controlli al fine di monitorare al meglio la situazione. Questo in modo da porre, così, al primo posto la salute e la sicurezza dei giovani studenti e degli impiegati degli edifici comunali. Saranno, infatti, oggetto di controlli più specifici anche gli uffici comunali.

Il problema sembrerebbe esser passato in secondo piano per troppo tempo. Il tutto, nonostante i vari casi che hanno fatto da campanello di allarme, come il caso della Leonardo Da Vinci oppure dell’ex scuola Barsanti.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha intuito, invece, l’allarme precocemente. Ha messo in guardia l’opinione pubblica ed ha promosso il rischio amianto e malattie asbesto correlate con l’ausilio di incontri, assemblee pubbliche e numerose monografie scritte a cura dell’avv. Ezio Bonanni, presidente della stessa associazione Onlus.

Amianto nelle scuole cancerogeno: ultima monografia IARC

L’alta lesività delle fibre di amianto e i suoi conseguenti effetti cancerogeni, trovano conferma nell’ultima monografia IARC.

Esposizione a fibre di amianto: conseguenze

Ricordiamo che l’esposizione a fibre di amianto favorisce l’insorgenza di particolari forme di tumore come il mesotelioma, ribattezzata da molti come la piaga del nostro ultimo secolo perché arriva come un killer silenzioso e colpisce la vittima anche dopo 20 o 30 anni dall’esposizione.

Le fibre di asbesto sono infatti considerate come delle bombe ad orologeria, è per questo che occorre una maggiore attenzione ma soprattutto occorre la bonifica completa dei siti contaminati. Obiettivo ambizioso ma non irraggiungibile che sembra aver coinvolto anche alcuni leader della nuova classe politica, in prima linea il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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