Amianto nel talco: FDA propone nuovi test standardizzati

Amianto nel borotalco Amianto nel borotalco

Silver Spring- Martedì 4 Febbraio una svolta da FDA

Per decenni, l’industria del talco cosmetico è stata  autorizzata a sorvegliare sé stessa con poca supervisione della FDA (Food and Drug Administration è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), che ha un’autorità assai limitata sul mercato dei cosmetici.

La legislazione prevede infatti che i prodotti immessi sul mercato siano certificati solo in base a standard aziendali e metodi di prova “interni”, senza essere approvati o sottoposti ad alcuna revisione governativa.

Ma finalmente qualcosa è cambiato. 

La Food and Drug Administration degli Stati Uniti si è avvicinata alla formulazione di tanto attesi test standardizzati per i prodotti a base di talco, allo scopo di rilevare l’eventuale presenza di fibre di amianto.

Un pool di esperti affronta il tema “amianto

Si tratta della prima udienza ufficiale della FDA sull’amianto nel talco e nei prodotti di consumo in quasi 50 anni. 

Per l’occasione si è riunita una task force composta da legislatori di otto diverse agenzie federali, cui si sono aggiunti 25 membri del pubblico (diversi rappresentanti del settore, sostenitori dei consumatori ed esperti di test).

Il gruppo ha chiesto norme di sicurezza più rigorose per proteggere la salute pubblica e raccomandato che tutti i prodotti considerati potenzialmente dannosi, vengano vietati insieme all’amianto.

Le raccomandazioni abbracciano le posizioni detenute dalle autorità sanitarie pubbliche e dagli esperti per i querelanti, che nelle cause legali sostengono che i prodotti di talco contaminati abbiano causato il cancro ai consumatori.

È tempo di porre fine al sistema d’onore che ci ha deluso per così tanto tempo”, ha spiegato Scott Farber, vicepresidente del gruppo di lavoro ambientale, durante l’udienza di martedì.  Stiamo chiamando per richiedere alle aziende di utilizzare i test più all’avanguardia”.

Pericolosi precedenti 

La FDA ha intensificato i suoi controlli dopo aver rinvenuto tracce di amianto mescolate con talco in diversi cosmetici e polveri negli ultimi due anni. Parliamo nella fattispecie della nota Johnson  & Johnson’s Baby Powder, che per via dello scandalo contaminazione fu ritirata volontariamente dalla nota multinazionale. 

Come sappiamo, la presenza di amianto nel talco aveva causato cancro ovarico in 22 donne e per tali motivi, nel 2018 la multinazionale fu condannata a un risarcimento di 4,7 miliardi di dollari.

Attualmente, contro di lei pendono più di 15.000 cause legali derivanti da consumatori che si sono ammalati, oltre che di cancro alle ovaie, anche di cancro ai polmoni e di mesotelioma.

Le novità dei test

All’epoca, Johnson & Johnson, assunse un laboratorio esterno per effettuate ulteriori test del prodotto – usando la stessa bottiglia di polvere – e non trovò amianto.

Oggi tuttavia le recenti raccomandazioni di FDA sono volte ad evitare che i test vengano alterati da vari fattori, inclusi i metodi di prova del prodotto. 

Cosa prevedono i test 

1) La diffrazione dei raggi X; 

2) L’utilizzo di una microscopia a luce polarizzata 

3) L’utilizzo di una microscopia elettronica a trasmissione.  

L’udienza si è concentrata sugli standard di test raccomandati dal gruppo di esperti governativi, poi il pool ha evidenziato punti di forza e di debolezza di ciascun metodo.

Si è discusso altresì circa la difficoltà di identificare e quantificare le particelle minerali allungate, che hanno la stessa composizione e struttura delle fibre di amianto.

Alcuni test infatti identificano tutte le particelle minerali allungate come amianto, mentre altri no, portando a risultati di test contrastanti.

A tal riguardo, il rapporto ha affermato che sia l’amianto sia i minerali simili sono sospettati di causare “esiti patologici simili”, quindi la “distinzione è irrilevante”.

La tesi è stata avvalorata da un tossicologo del governo, secondo il quale, un vasto numero di particelle minerali a forma di lancia -non solo l’amianto – potrebbe innescare lo sviluppo del cancro e dovrebbe far parte di qualsiasi nuovo regime di test.

 Altre sfide includono la modifica delle dimensioni e della coerenza di ciò che determina la presenza di amianto, la gestione dei campioni, la catena di custodia, la gestione della documentazione e l’esperienza di coloro che conducono i test.

 “Non tutti interpretano le fibre allo stesso modo” ha dichiarato la dottoressa Linda Katz, direttrice dell’Ufficio della Cosmetica e del Colore della FDA. “Il modo in cui le fibre sono caratterizzate, contate ed espresse in termini statistici non è standardizzato ora”.

La dottoressa ha poi affermato che il gruppo di esperti governativi della FDA e di altre agenzie continuerà a studiare questi problemi e prevede di pubblicare un libro bianco, anche se FDA ad oggi non ha ancora annunciato un calendario per decidere se perseguire nuove regole sui test. “Ci sono sfide nello stabilire l’approccio più adatto ai test per l’amianto nei prodotti cosmetici. Sappiamo che esiste una terminologia confusa. I dati provenienti da diversi laboratori risentono della mancanza di standardizzazione procedurale. C’è bisogno di una standardizzazione”, ha concluso Katz.

La reazione di J&J

Poco prima dell’udienza di martedì, Johnson & Johnson, ha dichiarato di attendere con impazienza la “revisione approfondita della FDA sui metodi più efficaci e affidabili per testare l’amianto nel talco cosmetico”.Perché il talco si “contamina” con l’amianto?

Il talco è uno dei minerali più morbidi del mondo.

Al tempo della formazione primordiale del nostro pianeta, la natura delle materie prime e delle condizioni fisiche che hanno accompagnato il fenomeno del cosiddetto “big bang” (temperature e pressioni) ha portato alla compresenza di asbesto con il talco. 

Facile dedurre che durante l’estrazione, esso possa  mescolarsi con depositi di amianto vicino alla superficie terrestre, diventando assai nocivo.

Non solo J&J

Occorre precisare che giusto un mese fa, lo Scientific Analytical Institute di Greensboro, nella Carolina del Nord, ha scoperto del talco contaminato dall’amianto in un kit per il trucco per bambini commercializzato da IQ Toys.  La società ha rapidamente richiamato il prodotto e la FDA sta ancora indagando su questi risultati.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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