L’Europa, il mondo, l’amianto

Amianto

AmiantoCredo che l’ONA abbia davvero un compito straordinario da compiere, almeno sul piano della sensibilizzazione della pubblica opinione,  circa i tempi, i modi e l’entità reale dell’impegno profuso dalle istituzioni al fine di contenere e azzerare il rischio amianto

Intendo con questo che se la Direttiva Europea del 26 luglio 1999, sei anni dopo il divieto del suo utilizzo,  prendeva una misura complessa per lo smaltimento entro il 2023, con un successivo aggiornamento al 2028, intanto nel resto del mondo ci si adeguava con molte riserve e trasgressioni, oppure s’ignorava del tutto il problema, lasciando di fatto che il “killer” continuasse ad agire nell’ombra o addirittura alla luce del sole.

Sappiamo che centinaia di migliaia di persone sono state di fatto condannate ad una fine orribile, loro malgrado, che il periodo è inclusivo dei termini entro i quali ad esempio l’Unione Europea ha stabilito dovrebbe concludersi lo smaltimento nei paesi aderenti. 

La mia impressione è che non si faccia abbastanza e soprattutto che l’allarme non sia adeguatamente diffuso, percepito, anche in Europa e nel mondo. Forse il modo più appropriato sarebbe quello di paragonare il rischio da amianto a quello che si corre attraversando incautamente un campo minato, anzi di più, perché la micidiale contaminazione da crocidolite e di amosite è ovunque,  come isolanti acustici e termici,  come rivestimenti antincendi in alberghi, scuole, ospedali, aeroporti, reti di trasporto sotterraneo, edifici commerciali e residenziali, su treni e navi e nelle centrali elettriche, per non parlare dei filtri, anche quelli delle sigarette.

L’impressione è che ci si affidi alla filosofia del rinvio, alla burocrazia, che si voglia prendere tempo, mentre lo smaltimento, quando avviene, finisce in discariche provvisorie e con modalità non appropriate, mentre occorrerebbero luoghi sicuri e adeguata formazione degli addetti.

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Alla fine della fiera, penso che almeno si abbia diritto alla segnalazione del pericolo e alle istruzioni di base per evitarlo. Credo che in via breve occorra fare questo, salvo condividere la vocazione masochista di chi alza le spalle.

Ecco, perché il ruolo e la missione di organismi come ONA e CNIFP (Osservatorio Amianto/Ambiente e Comitato Fair Play) si rendono osmotici e coesi, ecco perché la promozione della cultura della prevenzione e del rispetto delle regole, dello stile di vita corretto per una diversa e migliore qualità della vita non prescindono dalla consapevolezza, dalla informazione e dalla partecipazione attiva, dalla collaborazione anche in una logica internazionale.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

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