Amianto: il “danno da pericolo”, ovvero il danno psicologico da esposizione all’asbesto – Parte II

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di Alessandro Ruta*

Come provare il danno prisoclogico da esposizione? E’ importante chiarire in che consiste la prova documentale che il danneggiato deve consegnare al suo legale e quale è la figura professionale più idonea alla valutazione del danno non patrimoniale, con pregiudizi esistenziali.

Molto probabilmente non tutti sanno che nel lontano 1986 quando la figura del danno biologico di natura psichica venne definitivamente affermata “ingiusta lesione all’integrità psico-fisica della persona, che incide sul valore uomo in tutta la sua dimensione concreta” (corte cost. 14/07/1986), l’unica disciplina professionale riconosciuta che poteva svolgere valutazioni diagnostiche nell’accertamento del danno alla persona era quella Medica Legale. Questo fino al 1989, anno in cui la legge n.56, istituendo l’Albo professionale degli Psicologi, affermava che tra le competenze dello psicologo vi era (e vi è tutt’ora) la diagnosi psicologica e psicopatologica. E’ giusto osservare che il medico legale è competente per l’accertamento a carattere clinico medico di lesioni fisiche e non psicologico del danno alla persona, in particolare in presenza di evidenti patologie psichiatriche, lo psichiatra forense è la figura principale. Ad oggi, nonostante la continua evoluzione giuridica e sociale del sistema risarcitorio italiano, dove anche la pronuncia della Cassazione (Sez. Unite della Cassazione, sentente nr. 26972-73-74-75) per quanto concerne l’accertamento medico-legale, afferma che “ si tratta del mezzo di indagine al quale correntemente si ricorre, ma la norma non lo eleva a strumento esclusivo e necessario”, persiste comunque una tradizione nel campo giuridico (Magistrati ed avvocati) a rivolgersi ai medici legali, ed un interesse di questi ultimi a sottolineare, anche utilitaristicamente, la loro competenza specifica in materia.

Il risultato di questo comportamento è una confusione e sovrapposizione di ruoli e competenze tra medico legale e Psicologo Forense, con il rischio per il giurista di allegare relazioni sul danno non patrimoniale (psichico o esistenziale), eseguite in modo incompleto, superficiale e che non si basano su presupposti metodologici e scientifici opportuni alla valutazione della lesione psichica, come ad esempio le “linee Guida per l’accertamento e la valutazione psicologica – giuridica del danno biologico-psichico e del danno da pregiudizio esistenziale”, pubblicate dall’Ordine degli Psicologi del Lazio (ultimo aggiornamento nel 2012).

Per avere chiarimenti sulle procedure adottate nella valutazione del danno non patrimoniale, è importante richiedere una consulenza psicologica assicurativa, la quale si occupa fondamentalmente, della tutela legale della salute psichica dell’individuo e per chiarire questioni di tipo Medico-legale e Assicurativo. Può essere richiesta per valutare qualsiasi danno dovuto a comportamento ingiusto altrui che produca una lesione dell’integrità psicofisica (danno biologico di natura psichica), o una grave sofferenza morale (danno morale) o un sostanziale sconvolgimento delle abitudini e delle attività realizzatrici di un individuo (danno esistenziale). E’ consigliato di munirsi di tutta la documentazione medica che fa riferimento:

all’evento lesivo (certificati di pronto soccorso, impegnative, prescrizioni di farmaci nel caso sono stati somministrati, ecc.);
al periodo della malattia (certificati dei diversi professionisti, se ad esempio si è ricorso alla psicoterapia e/o dallo psichiatra);
alla prognosi di guarigione (certificato del medico di base) che non sempre è un traguardo raggiunto.

Per eseguire una corretta valutazione dell’entità del Danno, il danneggiato eseguirà un approfondito esame psicologico clinico e psicodiagnostico (il numero degli incontri varia da caso a caso), dove viene valutato lo stato psicologico attuale e pregresso, ed il nesso di causalità tra l’evento lesivo e le conseguenze psicologiche ed esistenziali riportate.
A differenza, dunque, delle figure professionali del medico legale (competente nell’esecuzione di accertamenti a carattere squisitamente clinico medico tesi a valutare la presenza di danno biologico-fisico), lo psicologo forense esegue le proprie valutazioni al fine di accertare, oltre, alla possibile presenza di un danno psichico anche la presunta sofferenza “esistenziale”, indagando entro tre precisi ambiti:

a) quelle delle modificazioni peggiorative della personalità e dell’assetto psicologico della vittima (nel suo adattamento, nei suoi stati emotivi, nella sua efficienza, nella sua autonomia, nella sua autostima e nella percezione della propria immagine) rispetto al periodo precedente all’evento traumatico.
b) Quello delle eventuali alterazioni in senso peggiorativo del funzionamento familiare della vittima;
c) Quello delle eventuali compromissioni delle attività realizzatrici della vittima (attività di riposo, ricreative, sociali, lavorative, sessuali).

Terminati gli incontri sarà consegnata una Relazione Psicologica e Psicodiagnostica, comprendente il punteggio di invalidità del danno subito sia a livello psichico che esistenziale. La valutazione delle conseguenze psichiche ed esistenziali che l’illecito produce, in alcuni ambiti, terranno conto non solo delle condizioni soggettive, individuali della vittima, ma anche dei turbamenti psicologici che ricadono ai familiari, in modo tale da garantire un risarcimento integrale e personalizzato (Cas. Civ. SS.UU. 26972/2008) e che tenga conto del rispetto della vittima e la solidarietà verso la stessa (ex art. 2 Cost.).
L’Organizzazione Nazionale Amianto (ONA), ha istituito un Dipartimento di Psicodiagnostica Clinica e Psicopatologia, dove è possibile ricevere una consulenza gratuita alle problematiche che riscontrate. Coloro che desiderano avere delucidazioni a riguardo possono contattarmi alla seguente email: studio.psiruta@yahoo.it.

* Psicoterapeuta – Psicologo Giuridico
Membro del Comitato Tecnico scientifico ONA

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