Amianto nei cosmetici: noto brand USA al centro delle accuse

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Sono state trovate tracce di amianto all’interno di alcuni cosmetici statunitensi. Al centro delle accuse un noto brand degli USA, Beauty Plus Global. I cosmetici in questione del noto brand statunitense sono quattro e secondo alcune fonti alcuni di essi erano destinati anche al mercato italiano.

Amianto e cosmetici, cosa c’è da sapere

La Fda (Food and Drug Administration) ha invitato tutti i consumatori a non acquistare i suddetti cosmetici proprio a causa della presenza di fibre di amianto. L’amianto è una sostanza cancerogena che può provocare patologie invalidanti come: mesotelioma, cancro ai polmoni, asbestosi, ispessimento pleurico, placche pleuriche e altre gravi neoplasie.

Il problema è stato riscontrato all’interno di talco e di alcuni trucchi in polvere. Alcuni cosmetici in polvere vengono infatti prodotti con un particolare minerale che nella sua forma naturale potrebbe contenere fibre di amianto.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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Quali sono i cosmetici sotto accusa?

La Beauty Plus Global, in seguito agli esami, ha deciso volontariamente di richiamare i seguenti prodotti dal mercato:

  • City Color Collection Matte Blush (Fuchsia), SKU # 849136008807, lotto n. 1605020 / PD-840
  • Tavolozza di bellezza senza tempo per cosmetici a colori City, SKU # 849136012958, lotto n. 1510068 / PD-C864R
  • City Color Bronzer (Sunset), SKU # 849136016017, lotto n. 160634 / PD-P712M
  • City Color Shimmer Bronzer (caramello), SKU # 849136017106, lotto n. 1612112 / PD-840.

La presenza di amianto o altri cancerogeni all’interno dei prodotti make up è un problema che si manifesta quasi sempre negli Stati Uniti. In America infatti sono solo 11 le sostanze dal bollino rosso per i prodotti di bellezza. In Europa invece sono 1.300 i composti fuori legge.

Talco e Amianto, una vecchia storia

Non è la prima volta che puntiamo l’attenzione su una vicenda simile. Già in passato i riflettori sono stati puntati su un altro colosso mondiale oggetto di accuse, parliamo di Johnson & Johnson e del suo talco contenente amianto.

Sono state 22 le donne al centro della vicenda, donne che hanno contratto il cancro alle ovaie, patologia asbesto correlata. L’azienda nonostante la condanna al versamento di $ 550 milioni di dollari a ciascuna delle donne, ha sempre negato la propria colpevolezza. 

A tal proposito, abbiamo chiesto l’opinione al Prof. Giancarlo Ugazio, uno dei massimi esponenti della comunità scientifica italiana e dedica i suoi studi alle patologie ambientali.

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