Amianto in cinema Apollo: approfondimenti

Un paio di giorni fa abbiamo parlato della situazione amianto nel Cinema Apollo, ad oggi abbiamo deciso di approfondire la questione con la Dott.ssa Simona Mazza.

Lo storico edificio Liberty del XX sec., sede dell’ex cinema Apollo, (situato tra via Cairoli e via Giolitti nel quartiere Esquilino, da oltre un anno giace in stato di semi abbandono.Oltre ai rischi legati alla sicurezza, si teme il disastro ambientale e sanitario, a causa della presenza di amianto.

A segnalarlo sono stati gli abitanti del quartiere, che già lo scorso anno avevano chiesto al Comune di intervenire con sollecitudine. Oltre al cornicione che si sta sgretolando, gli inquilini dei due piani abitati temono che il tetto possa trasformarsi in una sorta di bomba ecologica al centro di Roma.

Già perché la copertura in polistirolo, ricoperto da una guaina di carta catramata messo sul tetto nel 2000, negli anni si è deteriorata. Poiché le particelle di amianto sono più sottili di un capello, il rischio di contrarre patologie asbesto correlate a causa della loro dispersione aerea è molto alto.

La storia dell’edificio

L’edificio Liberty, era stato affidato alla società privata ATI Calendula, poi è passato nuovamente nelle mani del Comune – dopo una sentenza del TAR del luglio 2016.

ONA interviene

Una commissione tecnica, incaricata dal Campidoglio, ha effettivamente accertato la presenza di eternit.

Il materiale è in fase di sgretolamento in più punti ed ora l’amianto sottostante si libera nell’aria.

Senza voler entrare nelle diatribe intestine tra politicanti di una fazione o dell’altra, ONA si è mobilitata entrando come sempre a gamba tesa.

L’Avv. Ezio Bonanni, in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha chiesto al Sindaco di Roma, Virginia Raggi, di voler disporre l’immediata bonifica dell’amianto presente presso il Cinema Apollo in Roma.

Nell’istanza depositata in data 02.08.2018, e inoltrata anche al Comitato dei cittadini che si è costituito spontaneamente, l’Avv. Ezio Bonanni ha argomentato che:

“le polveri e fibre di amianto sono cancerogene, e inducono patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie), e neoplastiche (mesotelioma, il tumore polmonare, alla laringe e all’ovaio, e allo stato attuale delle conoscenze anche i tumori del tratto digerente – faringe, stomaco e colon)1;

  • che nel quarto “considerando” della direttiva 477/83/CEE e l’undicesimo “considerando” della direttiva 148/2009/CE, si fa riferimento all’assenza di un limite di soglia;
  • che la IARC lo ha ribadito: “At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur”;
  • che lo stesso Prof. Irving Selikoff in “Asbestos and disease” del 1978, afferma testualmente: “the trigger dose may be small, in some cases extraordinarily so” – Selikoff,

1 International Agency for Research on Cancer (IARC, agenzia dell’OMS, nella sua ultima monografia in materia di amianto – World Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans – Vol. 100C “arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C – A review of human carcinogens” ASBESTOS – Lyon, France – 2012): “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”.

Asbestos and Disease, Accademy Press 1978, Relationships – second criterion, p. 162) e ciò evidenzia come anche poche fibre, e dunque una c.d.”trigger dose” – anche “straordinariamente piccola”, può determinare l’insorgenza quantomeno del mesotelioma;

  • che il diritto alla salute è tutelato dall’art. 32 della Costituzione;
  • che con l’art. 1 L. 833/1978, prima le USL e poi le ASL sono state istituite per rendere concreto il precetto costituzionale della tutela della salute;
  • che questa condizione di rischio si estende anche a tutti coloro che frequentano la Stazione Termini di Roma, con una notevole moltiplicazione dei soggetti a rischio”.
  • L’Associazione ha già reso la disponibilità ai cittadini per l’assistenza tecnica, medica e legale, in relazione a morti sospette per patologie asbesto correlate, ferma la necessità di rimuovere al più presto la condizione di rischio.

«Necessaria la bonifica, per rimuovere le condizioni di rischio, e quindi preservare la salute e l’incolumità pubblica» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni.

La bonifica: quanti soldi servono?

Per la bonifica ci vorrà almeno 1 milione, cifra necessaria non solo per eliminare l’amianto ma anche per mettere in sicurezza il cornicione che sta crollando su Via Giolitti.

La commissione trasparenza ha trovato nelle poste del bilancio comunale la somma necessaria che potrebbe arrivare dal fondo di riserva.

Non ci resta che attendere fiduciosi, nel frattempo ONA si mete a disposizione dei cittadini che vogliamo segnalare la presenza del pericoloso killer silente, attraverso i suoi sportelli amianto on-line, nel sito istituzionale.

Simona Mazza

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