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domenica, Luglio 21, 2024

Amianto nelle case popolari a Milano: ancora niente bonifica

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L’amianto è ancora presente in molti edifici nel nostro Paese, sia strutture pubbliche, come scuole e ospedali, sia immobili privati. Era il 2018 quando i residenti delle case popolari a Milano segnalavano la presenza di amianto nell’edificio. A oggi ancora nessuna bonifica è stata effettuata.

Case popolari di Milano: la segnalazione dell’amianto

Ben cinque anni fa si certificò la presenza di amianto in diverse aree degli stabili popolari di Milano, dai solai alle cantine, dalle tubature di scarico dei servizi igienici e a quelle dell’aria circolante nel sottosuolo. Ma, nonostante il tempo trascorso, non è stata effettuata la messa in sicurezza del sito. Tuttora i cittadini restano esposti a gravi rischi per la propria salute.

Infatti le famiglie che vivono in quegli alloggi sono rimasti lì senza che l’amministrazione comunale agisse per tutelarle: bambini, anziani, donne e uomini, continuano a essere esposti al pericolo di sviluppare malattie asbesto correlate.

A porre l’adeguata attenzione a questa terribile situazione è il quotidiano Libero, che riporta l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia all’interno del Consiglio comunale, Riccardo Truppo, il quale si è recato nelle aree periferiche del capoluogo lombardo e si è confrontato con gli inquilini delle case popolari.

I cittadini abbandonati dalle amministrazioni

I condomini degli stabili popolari di Milano continuano a essere abbandonati dal proprio Comune. Nonostante non abbiano mai smesso di pagare le tasse relative all’abitazione, i loro muri si sgretolino e lo stato di degrado aumenta di giorno in giorno. Con esso cresce il rischio di contaminazione dell’aria e di contrarre gravi patologie, come il mesotelioma.

Come racconta la testata Libero, persino i tecnici incaricati della gestione dei contatori si sono rifiutati di scendere nelle cantine per paura di respirare le particelle di amianto. Per di più, lo stabile ospita anche spazi dedicati a esercizi commerciali, che fino a pochi mesi fa comprendevano anche servizi per l’infanzia.

Costo della bonifica è minore di quello sanitario e sociale

La presenza di questi siti non ancora bonificati fa sì che la strage causata dalla fibra killer non si plachi. L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno stimato circa 7mila vittime in Italia soltanto nel 2022.

Le famiglie, spesso abbandonate dalle istituzioni, continuano a essere esposte al pericolo, che può portare a conseguenze fino a 50 anni dalla prima esposizione. Per questo, sebbene l’uso dell’amianto sia illegale dalla legge 257/1992, il picco delle patologie correlate al minerale è previsto per il 2030.

Come spiega l’avvocato Ezio Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, l’unico modo per evitare nuove esposizioni sono le bonifiche. I costi di queste sono inferiori rispetto a quelli sanitari e sociali, che ogni anno si spendono per la questione amianto. È quindi importante segnalare i siti contaminati, per provvedere alla mappatura e alla bonifica, e questo è possibile grazie all’App Amianto dell’ONA.

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