Amianto, 31 marzo termine ultimo per presentare la domanda di inabilità e prepensionamento all’INPS

C’è tempo fino al 31 marzo per depositare all’INPS la domanda di pensione di inabilità e prepensionamento riservata ai lavoratori esposti ad amianto e agli ammalati di patologie asbesto correlate. Il beneficio è riconosciuto a domanda, che a decorrere dall’anno in corso deve essere presentata entro il 31 marzo di ogni anno, nel limite di 30.000.000 annui per il 2018, attraverso una particolare procedura di monitoraggio, con una finestra annuale per la presentazione delle domande, così come già previsto per la c.d. APE sociale.

L’ultimo termine per la presentazione della domanda all’Istituto, preceduto dalla prima tranche fissata al 16 settembre del 2017, è stato il risultato della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto  n. 166 del 18.07.2017, il c.d. Decreto Poletti, che ha reso operativo il sistema di prepensionamento per i lavoratori malati da amianto (mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardicomesotelioma peritonealemesotelioma della tunica vaginale del testicolocarcinoma polmonare e asbestosi); le suddette patologie sono tutte riconosciute dall’INAIL e/o quale causa di servizio, e i benefici contributivi sono concessi ai lavoratori senza limiti di anzianità contributiva ed anagrafica, alla sola condizione di un’anzianità contributiva di 5 anni, di cui 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni antecedenti la domanda di pensione.

La domanda, che va presentata entro il 31 marzo 2018, deve essere scaricata direttamente dal sito INPS e, nel caso in cui non fosse disponibile, sarà possibile compilare ed inviare, con lettera raccomandata, il modello redatto dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, con contestuale richiesta di risarcimento dei danni. L’ONA ha preparato una guida per presentare correttamente la domanda presso l’INPS per il prepensionamento vittime amianto.

Infatti, secondo quanto disposto chiaro dell’art. 1 co., 250 della L. 232/16 “Ha diritto al prepensionamento chi ha contratto “mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi, riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio. Questi hanno diritto al conseguimento di una pensione di inabilità, ancorché non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione di inabilità di cui al primo periodo, il requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino versati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’intera vita lavorativa”.

Si tratta di una disposizione legislativa di fondamentale importanza, approvata su richiesta dell’Osservatorio Nazionale Amianto, perché permette l’immediato pensionamento dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto, anche coloro che, pur con le maggiorazioni contributive di cui all’art. 13 co. 7 della L. 257/92, non hanno ancora raggiunto l’età anagrafica e l’anzianità contributiva, che sono state gradualmente innalzate, e che si prevede lo vengano ulteriormente per effetto del meccanismo stabilito dalla L. Fornero.

I parametri della L. Fornero vengono meno per le vittime dell’amianto e/o per coloro che hanno contratto malattie asbesto correlate, riconosciute dall’INAIL, oppure come causa di servizio.

Il 19 gennaio 2018 è stata emanata la circolare congiunta di INPS e INAIL, n. 7/2018, con le istruzioni aggiornate sul riconoscimento della pensione di inabilità in favore dei soggetti affetti da particolari patologie di origine professionale per esposizione all’amianto, ai sensi dell’articolo 1, comma 250, della Legge 11 dicembre  2016, n. 232.

E’ possibile richiedere l’assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto inviando una email all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com, oppure contattando il numero verde 800 034 294.

 

Serena Console

 

 

Leave a Comment

Your email address will not be published.

Notiziario Amianto: uranio impoverito, amianto, rifiuti, malasanità