Amianto, 1600 morti tra i marittimi: l’Ona prosegue la tutela

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Morti tra i marittimi. L’amianto provoca tutta una serie di patologie, c.d. asbesto correlate. Mesoteliomi e neoplasie come, ad esempio, quella ai polmoni, laringe, faringe, stomaco, colon e ovaie e anche patologie infiammatorie come asbestosi, placche ed ispessimenti pleurici.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea da ormai più di 10 anni nella tutela dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, tra cui anche i marittimi. A Gaeta come a Castellammare, a Trieste come a Pozzallo. Lo Sportello Amianto Marittimi ONA è attivo. Quest’ultimo, si avvale anche dei medici volontari, in grado di consigliare e/o curare tutti coloro che, purtroppo, sono colpiti dalla fibra killer.

Lo sportello amianto online

L’ONA è presente in tutte le regioni d’Italia con sportelli che ha aperto in collaborazione con i diversi comuni. L’associazione offre, gratuitamente, la più ampia tutela dei diritti dei cittadini, ivi compresi i marittimi.

I marittimi esposti e vittime amianto possono rivolgersi allo sportello Ona e avere, così, una prima tutela.

La strage dell’amianto tra i marittimi

L’esposizione all’amianto ha causato 1.600 morti tra i marittimi. Per tutelare presso la Magistratura e in tutte le sedi competenti i diritti dei lavoratori, è stato aperto lo sportello amianto nel Comune di Piano di Sorrento.

Ad annunciarlo è stato il presidente ONA nell’ambito del convegno “Amianto in navigazione: tutela dei marittimi esposti ad amianto”. L’incontro si è svolto a Villa Fondi proprio a Piano di Sorrento.

L’obiettivo è anche quello di rendere nota l’ingiustificata negazione dei diritti dei marittimi. In particolare, quelli legati all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto, anche in momentanea assenza di patologia asbesto correlata.

I dati resi pubblici dal presidente Bonanni sono sconfortanti. In Italia, infatti,  ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto. 33 milioni di amianto compatto, ed 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Durante l’incontro, sono stati spiegate le condizioni di rischio, lo stato dei diversi procedimenti penali e civili in corso, e la situazione dei risarcimenti.

Le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Non solo mesoteliomi. Anche carcinomi polmonari, cancro alla laringe, alla faringe, al colon e, ancora, asbestosi. Queste le patologie che possono contrarre i lavoratori esposti ad amianto. In particolare, sono stati registrati 395 casi di mesotelioma (con decessi al 95%) di cui 40 morti soltanto in Campania, pari all’ 8,3% dei casi. 800 decessi per cancro polmonare. 600 casi di altri tumori delle vie aeree e gastrointestinali, di cui circa 300 decessi. Infine, 200 casi di asbestosi, di cui almeno 100 mortali.

Secondo le stime dell’Osservatorio, avvalorate anche dalle risultanze del VI Rapporto Mesoteliomi, l’amianto ha provocato, tra i soli marittimi, più di 1.600 vittime. I numeri della strage aumentano se si tiene conto dei portuali: 298 casi di mesotelioma. Il picco si verificherà tra il 2025 e il 2030.

L’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni

L’avvocato Bonanni da sempre si è schierato a difesa dei lavoratori marittimi esposti ad amianto. Lavoratori che, in un primo momento, si erano visti negare il riconoscimento dei diritti alla rivalutazione contributiva. L’INPS aveva sostenuto che, avendo ricevuto i marittimi il prolungamento, fossero esclusi dai benefici amianto.

La Corte di Appello di Trieste, Sezione Lavoro, con sentenza 408, 409, e 496 del 2013, ha accolto gli appelli proposti dall’Avvocato già nel 2009, avverso alcune sentenze negative emesse dal Tribunale di Trieste, ottenendo quindi quel riconoscimento che è stato definitivamente conclamato per effetto della recente sentenza della Corte di Cassazione 9594/2017.

Dopo il saluto delle autorità politiche e istituzionali (tra i quali gli assessori del Comune Piano di Sorrento, Costantino Russo e Marilena Alberino), hanno partecipato ai lavori Silvana Maresca, avvocato giuslavorista, l’avvocato Elia Cascone, dell’ufficio legale ONA, il professor Renato Sinno, dell’università Federico II Napoli, i capitani Graziano Borrelli e Pasquale Napolitano, responsabili ONA del Settore Marittimo Regione Campania.

Un momento di riflessione da cui partire, anche grazie al nuovo sportello aperto in città, per ottenere diritti per troppo tempo negati.

I diritti dei marittimi: approfondimenti

I marittimi esposti e vittime amianto hanno diritto al prepensionamento e, nel caso di insorgenza di patologia asbesto correlata, alla rendita INAIL e all’integrale risarcimento di tutti i danni. L’ONA è in grado di assicurare un servizio di assistenza legale anche grazie all’esperienza professionale dell’avvocato Ezio Bonanni e dei risultati già ottenuti.

Chiunque abbia subito danni riconducibili all’amianto (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 24217/2017) hanno diritto al risarcimento dei danni (sia patrimoniali che non patrimoniali). I ritardi nella bonifica e gli effetti lungolatenti delle patologie amianto correlate potrebbero causare ingenti danni nel futuro, che dovranno essere integralmente risarciti alle vittime. Anche i famigliari delle vittime hanno diritto al risarcimento dei danni, sia quelli diretti (subiti in prima persona) che indiretti (in qualità di famigliari della vittima).

Le rendite, le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, i benefici amianto per i prepensionamenti sono invece considerati indennizzi piuttosto che risarcimenti. La complessità di questi aspetti rende necessaria un’assistenza legale specializzata.  Nel caso del personale civile e militare del Ministero della Difesa e del comparto sicurezza, ai risarcimenti si sommano il riconoscimento delle prestazioni di Vittima del Dovere e il prepensionamento amianto.

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