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sabato, Dicembre 3, 2022

Allarme incendi, in 1 mese distrutti 16 ettari di vegetazione

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In questa torrida estate 2022, con temperature mai registrate prime a causa anche del cambiamento climatico, imperversano in Italia gli incendi. Incubi di fuoco che distruggono ettari di vegetazione, l’habitat per diverse specie animali e luoghi fondamentali per l’esistenza dello stesso genere umano.

Secondo Coldiretti dal 15 giugno scorso, i vigili del fuoco sono stati impegnati in quasi mille incendi. Con loro la Protezione civile, l’esercito e i carabinieri. Un impiego di forze incredibile che può soltanto (anche se è già moltissimo), limitare i danni.

Nella Penisola in un mese gli incendi hanno distrutto 16mila ettari di vegetazione. E il dato purtroppo è destinato a crescere.

Le cause degli incendi

Una parte dei fuochi che stanno imprigionando il territorio italiano sono dolosi. Un alto sospetto c’è per esempio per quelli della Capitale, dove spesso nascondono illeciti per lo più legati ai rifiuti.

In generale, però, dipendono dall’incuria e dalla crisi climatica. Le temperature record di questi giorni non aiutano, abbinate alla mancata cura delle aree verdi e quindi alle sterpaglie. Soprattutto quelle vicine alle strade e alle autostrade che ancora troppo spesso vengono “accese” da mozziconi di sigaretta gettate dai finestrini.

Mai un comportamento ineducato (e contrario alla legge), è stato così dannoso per l’ambiente e la salute.

Tra le conseguenze Coldiretti denuncia anche il dimezzamento della produzione interna di foraggio e mais, già insufficiente per l’Italia. Come pure un netto calo in quella del riso (-30%), grano (-15%), frutta (-15%) e latte (-20%).

Pefc Italia: “L’estate del 2022 rischia di essere la peggiore”

“L’estate del 2022 rischia di essere peggiore sul fronte incendi anche rispetto a quelle – già drammatiche – del 2021 e del 2017”. Ha dichiararlo è il Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). “Di fronte alla siccità e alle temperature record – ha continuato – il modo più efficace di limitare le emergenze ambientali è la prevenzione attraverso la gestione attiva”.

“La prima causa dell’emergenza è il riscaldamento globale, confermato drammaticamente dalla tragedia del ghiacciaio della Marmolada“. Il Pefc si unisce al coro unanime di voci che chiedono un cambio di direzione.

Cita quindi i dati pubblicati a maggio dal Copernicus Climate Change Service che spiegano come “gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati sul nostro pianeta e per l’Europa quella del 2021 è stata l’estate più torrida di sempre”. Tra le conseguenze gli incendi intensi e prolungati, favoriti dalla siccità. Che colpiscono in particolare il Mediterraneo orientale e centrale. La Turchia è il paese più colpito, oltre a Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Albania, Macedonia del Nord, Algeria e Tunisia.

Incendi, unica strada la prevenzione

La prevenzione, spiega ancora il Pefc è l’unica strada e la più economica. Spegnere un incendio costa 8 volte di più che prevenirlo. Così come la prevenzione va attuata nell’ambito della sicurezza sul lavoro e in particolare in relazione all’amianto. Così come sostiene l’Osservatorio nazionale amianto, per il quale la tutela dell’ambiente e della salute sono fondamentali.

Eppure non si fa ancora abbastanza per prevenire i fuochi causa di distruzione e morte. Tra le azioni necessarie rientra la programmazione nel taglio degli alberi. Che facilita la crescita degli alberi più giovani e riduce quelli malati e secchi, molto più a rischio d’incendio. E la pulizia del sottobosco nelle aree a maggior rischio.

Incendi, consigli per evitare danni

“Vanno tenuti sotto controllo e smaltiti adeguatamente – continua Pefc Italia – anche i rifiuti abbandonati in prossimità delle aree boschive urbane e periurbane, molto pericolosi per la salute nel caso in cui prendessero fuoco. Fondamentale è poi la creazione di punti d’acqua e la presenza di una viabilità forestale che permetta ai vigili del fuoco interventi rapidi e con attrezzatura adeguata in caso d’incendio”.

Anche i cittadini vanno coinvolti nella difesa del territorio. È vietato accendere fuochi al di fuori delle aree predisposte, e bisogna evitare di farlo in ogni caso se il vento è forte. Braci e scintille potrebbero sollevarsi e dare fuoco alla vegetazione. Non si può fumare o usare fiammiferi, riportando sempre tutto a casa e smaltendo correttamente ogni rifiuto. In caso di incendio, bisogna immediatamente chiamare i Vigili del Fuoco (115) – o le autorità preposte a livello locale – e allontanarsi.

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