Alex Zanardi e la parabola di Chirone

Alex Zanardi Alex Zanardi

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Giunge terribile la notizia di un catastrofico impatto tra Alex Zanardi ed un Tir, sul pendio tra Siena e Pienza, durante una kermesse tra “centauri” paralimpici, una sfida tra mito e destino. Mi riesce impossibile affidare alla cruda cronaca la vicenda che per la seconda volta mette alla prova colui che quattro anni fa paragonai a Chirone, il saggio Centauro precettore di Achille, figlio di Filira e Crono.

Alex Zanardi, redivivo campione diversamente abile, forgiato superman nella vorticosa fucina della Formula Uno, adesso dedicava la sua sapienza e la sua esperienza a miriadi di umani, galvanizzati dalla suo paradosso e dalla sua metafora – come lo furono con Chirone – Aiace, Achille, Aristeo, Asclepio, Atteone, Ceneo, Enea, Eracle, Fenice, Giasone, Oileo, Palamede, Peleo, Telamone, Teseo, tutti suoi straordinari allievi del mitologico maestro. Come sapete, Chirone rinunciò spontaneamente alla sua immortalità, che non escludeva la vulnerabilità e la sofferenza. Non a caso Zeus gli riservò una costellazione nell’infinito cosmico e non a caso lui, Alex Zanardi, occupa un posto esclusivo nell’immaginario e nel cuore di tutti gli innamorati della vita, che pur la sfidano ogni giorno del proprio divenire. Ma adesso, forza Alex, devi vicere ancora e per questo, ti voglio riproporre così, come alla vigilia dei Giochi Olimpici di Rio. 15.09.2016 CHIRONE PARALIMPICO – Vedere in azione Alex Zanardi mi fa pensare al un personaggio mitologico, ad un novello centauro, a Chirone, saggio uomo cavallo precettore di Achille, esperto in medicina e perché no Martina Caironi a Chira, pura creazione della fantasia di Alba Gonzales, scultrice, attenta alla reinterpretazione del mito.

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Quanto sta avvenendo a Rio, porta altri allori allo sport italiano e sottolinea il grande cambiamento in essere nel mondo dei diversamente abili che, attraverso lo sport, si sfilano dalla semplice condizione di disabili, come qualcosa di diverso e di più rispetto a quella dei normodotati, che scelgono di scendere in campo per passione e per salute. Sarebbe davvero straordinario non dover affrontare le barriere architettoniche e sociali che separano quotidianamente i portatori di handicap dalla normalità, ma ci dobbiamo invece accontentare di condividere lo straordinario successo dei ragazzi e delle ragazze del team azzurro espressione del movimento che fa capo a Luca Pancalli. In ogni caso, le affermazioni di Zanardi. Caironi, Porcellato Legnante, Podestà, Mazzone, Masini, Morlacchi, Bocciardo, Bebe Vio… vanno ben al di la del risultato meramente sportivo, ma acquisiscono un valore straordinario sotto il profilo sociale. La disabilità non è un limite assoluto, ma meriterebbe molta più attenzione e rispetto di quanto non sia l’attuale stato dell’arte a livello culturale, istituzionale.

Infine, un pensiero per l’esperienza olimpica e paralimpica di Rio, prossima alla conclusione: tante le questioni che si sono addensate intorno a questi appuntamenti, dai problemi interni al Brasile, ai sintomi di “guerra fredda” legati alle vicende globalizzate del doping, tanti i problemi emersi per il mondo dello sport e per il suo modo di rappresentarsi. Forse questo sarebbe il momento di aggiornarsi, ma il prossimo appuntamento a Tokio 2020 scandisce già il tempo e immaginiamo che non sarà certo all’insegna dell’umiltà e della sobrietà.

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