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martedì, Settembre 27, 2022

Goletta verde, inquinato 1 campione su 3 delle acque

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Un campione su tre delle acque analizzate da Goletta verde e Goletta dei laghi risulta inquinato. Per la precisione il 32% delle acque costiere e degli specchi d’acqua della nostra Penisola. Le due campagne itineranti di Legambiente sono state realizzate con le partnership principali di CONOU, Novamont, ANEV e Renexia, la partnership di AIPE e la media partnership di Nuova Ecologia.

Acque inquinate: mala depurazione e scarichi abusivi

I prelievi sono stati effettuati in 18 regioni e in 37 laghi italiani, dal 20 giugno al primo agosto, da oltre 200 volontari dell’associazione ambientalista. Il 55% dei punti che presentano maggiori criticità, ha detto l’organizzazione non governativa, “si concentra in foci di fiumi, canali e torrenti: tra mala depurazione e scarichi abusivi“. L’Italia – questa la sintesi – è ancora un “malato cronico“.

Nei 387 campioni sottoposti ad analisi microbiologiche, 124 sono risultati inquinati oltre i limiti di legge per concentrazione di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli.

I principali veicoli con cui l’inquinamento, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva al mare e nei laghi, sono foci di fiumi, canali e torrenti.  

Acque, criticità nelle foci campionate

Il dato che preoccupa maggiormente è quello relativo alle foci campionate. Il 55% di queste sono inquinate e ben il 42% “fortemente inquinate”, sempre secondo le rilevazioni di Goletta Verde.

Questo dimostra, ha spiegato Legambiente, “che i pericoli di una cattiva o assente depurazione sono la principale minaccia per la salute dei nostri mari e che c’è ancora molto da fare per recuperare il deficit impiantistico e della rete fognaria”.

Oltre i limiti di legge il 33% dei punti campionati dalla Goletta dei Laghi, ossia 42 su 126 prelievi eseguiti in 37 laghi e distribuiti in 11 regioni. Il 53% dei prelievi eseguiti presso foci, canali e punti critici (32 punti campionati su 60) è risultato oltre i limiti di legge consentiti per le acque superficiali e interne.

Depurazione in Italia: “Annoso problema”

“Ancora una volta – ha concluso Legambiente – risultano compromessi soprattutto i corsi d’acqua che ricevono scarichi abusivi non collettati o non depurati, provenienti da impianti inadeguati o guasti, su cui bisogna investire risorse per risolvere l’annoso problema della depurazione in Italia”.

Eppure la tutela dell’ambiente è fortemente correlata a quella della salute. L’Ona – Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, continuano ad insistere su questo fondamentale principio. Investire sulla tutela del territorio e delle acque comporta un notevole risparmio in termini di spese sanitarie in futuro. Inoltre permetterebbe di lasciare ai nostri figli un Pianeta risanato e adatto ad accogliere la vita ancora per molto tempo.

Zampetti: “Al centro della campagna la crisi climatica”

“Le campagne di Legambiente sul mare e sui laghi italiani continuano a rappresentare un’azione importante dell’associazione, che coinvolge tutte le regioni con un monitoraggio attento e puntuale sulla qualità delle acque, ma non solo – ha commentato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente  Anche quest’anno, infatti, grazie a centinaia di volontari, abbiamo voluto scattare una fotografia dello stato di salute delle acque marine e lacustri italiane, per le quali la mancata o inadeguata depurazione si conferma tra le principali criticità.

L’edizione 2022 non poteva inoltre non mettere al centro la crisi climatica, denunciandone le conseguenze ormai evidenti sulle acque interne. Dall’emergenza siccità, a partire dal bacino padano, agli effetti sull’ecosistema marino.

Non ci siamo però fermati alla denuncia ma abbiamo concretamente ragionato anche sulle proposte, iniziando dalla transizione energetica per uscire dalle fonti fossili ed entrare definitivamente nell’era delle rinnovabili, a partire dal sole e dal vento.

Per far fronte a una crisi non soltanto climatica, ma anche di tipo socio-economico, affrancandosi dalla dipendenza del gas e dall’estero”.

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