Siracusa: amianto vicino il Centro di raccolta per la differenziata, coincidenza o provocazione?
L’ONA torna a chiedere misure incisive

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Foto originali
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È un paradosso incredibile, una anomalia che conferma la regola: in barba alla salute dei cittadini di Siracusa e dei dipendenti che vi lavorano, avere organizzato un Centro di raccolta differenziata dei rifiuti proprio accanto al vecchio bruciatore comunale, oggi in disuso, che ha l’intera copertura del tetto in amianto, ovvero in materiali contenenti amianto o almeno così si sospetta. È quello che succede a Siracusa, la città di Archimede, ma neanche lo scienziato greco avrebbe potuto architettare quanto successo, e cioè che lì, nel Centro Arenaura di via Elorina n. 170, ci sia la pericolosa presenza dell’agente killer dopo che la città ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane per l’altissima incidenza di casi di mesotelioma e asbestosi e tutte le altre patologie asbesto correlate.

“Non riesco a comprendere come si possa continuare a fare finta di nulla. Mi riferisco a Rosario Crocetta, presidente della Regione, che non ha ancora istituito il centro di riferimento regionale per la terapia e cura delle patologie asbesto correlate, che la legge impone di realizzare presso l’ospedale Muscatello di Augusta, e penso ai lavoratori di uno dei più grossi poli petrolchimici europei, quello che ha centro a Priolo Gargallo, originariamente un borgo della città di Siracusa e poi assunto alla dignità di città industriale, ai quali l’INPS e l’INAIL hanno negato i benefici amianto, tranne le poche eccezioni di quei lavoratori che, attraverso l’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno potuto ottenere il prepensionamento. È uno stato di cose che intendiamo continuare a denunciare, eppure arriverà il momento in cui chi viola la legge dovrà pagare. C’è una violazione del precetto costituzionale, di tutela della salute ma anche di applicazione delle leggi dello Stato in materia di rendite e benefici contributivi”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Interviene anche Carmen Perricone, Corrispondente ONA Sicilia, che leva forte la voce di libertà e giustizia come anelito che dalla terra frantuma quello stato di sonnolente illegalità per giungere alla tutela effettiva della dignità della persona umana: “Non è ammissibile questa indifferenza, delle istituzioni prima di tutto e poi delle forze politiche. Riferito al caso che qui ci occupa, dobbiamo dire che giorno dopo giorno ignari cittadini si recano per conferire nel centro di raccolta differenziata, nel rispetto dell’ordinanza dell’agosto 2016 che li obbliga in tal senso, però non sanno che nell’ubbidire all’ordinanza si espongono all’amianto, che è un killer, e poi c’è ancora un altro paradosso, e cioè la misura premiale per chi produce più di 100 kg di differenziata. Questo premio in realtà uccide, perché per raggiungerlo il cittadino deve recarsi più volte nel centro di raccolta dove c’è amianto, respira più fibre e ha più probabilità di contrarre mesotelioma e altre gravissime patologie. Chiediamo che il sindaco di Siracusa si svegli dal letargo e cominci ad usare i suoi poteri sulla sanità pubblica disponendo l’immediata bonifica e deamiantizzazione della città, dai centri produttivi alle scuole e a continuare con il comune, come per esempio l’ufficio elettorale in cui ha respirato le fibre di amianto il Sig. Michelangelo Blanco, morto per mesotelioma”.

Nell’isola l’azione dell’ONA è forte grazie alla mobilitazione generale di lavoratori e cittadini e all’instancabile attività del Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia e del Dott. On.le Pippo Gianni, componente del comitato tecnico scientifico ONA.

 

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