Procollo d’intesa Ona – Federazione Intessa Funzione Pubblica. Via alla vertenza sui lavori insalubri esposti alle polveri

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Firmato un protocollo d’intesa tra l’Osservatorio Nazionale Amianto e Federazione Intesa Funzione Pubblica che prevede un’azione congiunta di tutela dei lavoratori del pubblico impiego, tra cui anche i militari ed ex militari.

La prima azione congiunta è l’avvio di una vertenza a favore di tutti i lavoratori che hanno svolto attività di servizio “insalubri” ed esposti alle polveri, comprese quelle di amianto.
L’obiettivo è quello di ottenere una maggiorazione della posizione contributiva, il prepensionamento e la rivalutazione delle prestazioni, sulla base dell’articolo 25 del Dpr 1092/73.

La legge è dei primi anni Settanta, tuttavia solo nei tempi più recenti, per effetto dell’evoluzione giurisprudenziale, può trovare concreta attuazione.
Infatti, recenti sentenze raccolte dal Centro Studi dell’Osservatorio Nazionale Amianto, diretto dall’avvocato Ezio Bonanni, hanno interpretato automaticamente queste norme, rendendole applicabili anche a coloro che non avevano la qualifica di operaio, tra l’altro abolita nel riordino delle carriere del Pubblico Impiego.
Il testo normativo (art. 25 DPR 1092/73) prevede una maggiorazione della posizione contributiva in favore di coloro che hanno prestato attività di lavoro insalubre, ovvero polverosi, con il coefficiente di ¼ per tutto il periodo di lavoro, e con il diritto al prepensionamento, ovvero alla rivalutazione delle prestazioni.
Nel dettaglio, si legge: “Il servizio prestato dagli operai addetti ai lavori insalubri o ai polverifici è aumentato di un quarto. Ai fini dell’aumento di cui al comma precedente non si computano i periodi di interruzione del servizio. I lavori insalubri sono determinati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro competente di concerto con quello per il tesoro. Sino all’emanazione del decreto di cui al precedente comma, sono considerati lavori insalubri quelli indicati nel decreto luogotenenziale 1 maggio 1919, n. 11001”.

Note giuridiche

La norma fa riferimento al “servizio prestato dagli operai addetti ai lavori insalubri o ai polverifici è aumentato di un quarto”.
Emergono problematiche interpretative, per la non esatta tecnica legislativa, perché non si fa riferimento alla funzione e all’inquadramento, quanto piuttosto al “servizio prestato dagli operai addetti ai lavori insalubri o ai polverifici è aumentato di un quarto”.
Si rileva che (i) la non salubrità del servizio può afferire anche a quei dipendenti pubblici che non erano inquadrati con la qualifica di operai; (ii) che è “superata per effetto della riunificazione delle carriere”2; (iii) ci sono anche le esposizioni indirette, e per contaminazione dell’ambiente lavorativo; (iv) possono essere adibiti al servizio in luoghi e per attività insalubri anche coloro che sono inquadrati in modo diverso rispetto alla qualifica di operaio; (v) rilevanza della funzione (esercizio delle potestà amministrative per le finalità stabilite dalla legge) nell’ambito dell’impiego pubblico.
Tale diritto spetta a tutti coloro che hanno svolto servizio in “continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli alla salute e all’incolumità personale …”.
In sostanza il diritto spetta a tutti i dipendenti pubblici che hanno svolto mansioni “comportanti continua a diretta esposizione a rischi pregiudizievoli alla salute e all’incolumità personale, cui sono applicati, in modo diretto e continuo, le sottocitate categorie di impiegati e operai …” (Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Lazio, sentenza n. 331/15).
Rientrano nelle categorie indicate nell’allegato 1 de DLgs.vo 1100/19, come richiamato dall’art. 24 DPR 1092/73, per esempio, i litografi e anche coloro che hanno svolto attività di restauratore presso la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale.
Le qualifiche non rilevano, hanno mera qualità descrittiva, mentre il beneficio in esame si collega alle effettive mansioni, ovvero alla concreta attività di servizio svolta e in particolare alla lesione del bene salute, contemplato, tutelato e protetto dall’art. 32, di cui l’art. 38 Cost. è proiezione.
Risulta così non meritevole di accoglimento il precedente indirizzo giurisprudenziale inaugurato dalla sentenza della Corte dei Conti n. 545/12, che si fondava su una precedente risalente pronuncia del Consiglio di Stato3.

«È di fondamentale importanza riaffermare il principio di tutela della salute e della dignità della vita umana e quindi la assoluta necessità della prevenzione primaria che attraverso la salubrità degli ambienti lavorativi eviti qualsiasi lesione di questo bene fondamentale e inalienabile. Nondimeno per il passato e quindi per le situazioni di servizio insalubre e in situazioni polverose, anche i pubblici dipendenti hanno diritto al prepensionamento nella misura di ¼ del periodo di lavoro in condizioni insalubri e polverose. Questa norma ci permette di recuperare anche il prepensionamento per esposizione a polveri di amianto, che sono pur sempre delle polveri. Ben venga quindi la sinergia di azione tra ONA e Federazione INTESA Funzione Pubblica», dichiara Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amiato.
“La Federazione INTESA Funzione Pubblica, impegnata da anni nel Pubblico Impiego conferma, con questa ulteriore iniziativa, la piena volontà di tutelare il lavoratore sia sul luogo di lavoro attraverso una tutela sindacale diretta, sia mettendo a sua disposizione ogni strumento per la piena tutela di tutti i diritti, ivi compreso l’irrinunciabile diritto alla salute. Si vuole garantire e sostenere il lavoratore con ogni azione, giudiziale e stragiudiziale mediante un’analisi preventiva dei casi che verranno sottoposti all’attenzione della Federazione”, spiega la confederazione sindacale.
“Purtroppo i lavoratori sono costretti, spesso, a lavorare in condizioni insalubri e contraggono, con un’esposizione e con un’assunzione continua e costante, polveri sottili spesso impercettibili che nel tempo danneggiano la salute. I casi che potrebbero esser riscontrati sono molteplici … dalle officine ma non solo, anche depositi, biblioteche, archivi, magazzini, laboratori ecc ecc.
La Federazione garantisce pieno appoggio all’ONA, anche attraverso le proprie strutture nazionali e periferiche, con il fine ultimo di salvaguardare la salute dei lavoratori”.

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