L’ONA torna a chiedere maggiore attenzione per la salute pubblica.
Boom di casi di mesotelioma a Rosignano.

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Rosignano

RosignanoRosignano e il mesotelioma: picco di patologie denunciato dall’ONA e confermato dalla ASL (così nel comunicato del 25 luglio scorso).

Infatti, risultano diagnosticati sette nuovi casi di mesotelioma in 2 anni a Rosignano Solvay. L’incidenza del mesotelioma su base nazionale è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti: quindi, avendo Rosignano 15.850 abitanti, ne discende ch si dovrebbe avere un’incidenza di un caso ogni 7 anni, e invece abbiamo 7 casi in 2 anni: una media superiore a 30 volte quella nazionale.  E’ proprio il direttore ad intervenire per affermare che bontà sua la fabbrica ha portato ricchezza e non certo inquinamento.

«Ed allora, come mai c’è questa epidemia di mesotelioma tra i cittadini di Rosignano Solvay? È forse questo cancro una patologia infettiva? O invece è l’amianto utilizzato nel grande stabilimento Solvay? Su questo dovrebbe rispondere il direttore dello stabilimento e anche la ASL, che dovrebbe chiarire per quale motivo ha iniziato la sorveglianza sanitaria solo dopo che è stata citata in giudizio. E per quale motivo al Sig. Posarelli Romano, che aveva il cancro polmonare da amianto riconosciuto poi dall’INAIL come di origine professionale per l’amianto in Solvay, i medici della ASL hanno per lungo tempo diagnosticato una malattia infettiva?» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede una più attenta verifica epidemiologica sull’incidenza di patologie degenerative e neoplastiche tra gli abitanti della città e quindi il raffronto con il resto della regione ed inoltre chiede la verifica dei livelli di inquinamento.

Ci sorprende che ancora a tutt’oggi non ci sia una presa di posizione Solvay sul fatto che ci sia un’alta incidenza di casi di mesotelioma tra gli abitanti della città di Rosignano e, a maggior ragione, tra coloro che hanno lavorato nel grande stabilimento della multinazionale.

“Ci si dovrebbe preoccupare e chiedere come ci sono finite in mare tutte quelle tonnellate di sostanze tossiche”, dichiara Antonella Franchi, Coordinatore Nazionale ONA.

Proseguono intanto le iniziative dell’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso i diversi Dipartimenti, al fine di assistere dal punto di vista medico e legale tutti quei lavoratori e cittadini che, purtroppo, continuano ad ammalarsi di patologie asbesto correlate e altre patologie legate all’esposizione ad agenti tossico-nocivi presenti negli ambienti lavorativi.

Quindi, l’Osservatorio Nazionale Amianto prende posizione attraverso l’Avv. Ezio Bonanni sulla richiesta dei cittadini e del Dott. Claudio Marabotti, che compone quel pool di studiosi che nei mesi scorsi hanno svolto un’analisi statica relativa all’incidenza di patologie tumorale e degenerative nella bassa Val di Cecina volta a dimostrare il maggior tasso di mortalità tra coloro che hanno lavorato oppure hanno risieduto nei dintorni degli stabilimenti con utilizzo di cancerogeni.

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